Scuola, «no ai doppi turni». A Bari gli studenti scendono in piazza e bloccano il centro

Lunedì 27 Settembre 2021 di Enrico FILOTICO

Gli studenti tornano in piazza, è ufficiale. E lo faranno bloccando le strade del centro città. Dopo quasi due anni di Covid, era mancata la movimentazione giovanile. Bari è stata spesso nell’ultimo ventennio teatro di iniziative studentesche, si è scesi in piazza per la riforma Gelmini, per contestare il Ministro Profumo, per opporsi al Ministro Salvini quando decise di “chiudere i porti” sollevando una delle più grandi mobilitazioni studentesche di cui si ha memoria. La frangia giovane e frizzante della città è sempre stata viva, soprattutto quando c’è stato da scendere in piazza. La vitalità del movimentismo giovanile ha sempre proiettato Bari, partendo dalla scuola e finendo all’Università, nel panorama dei palcoscenici più prestigiosi per l’attivismo studentesco. Un background che non poteva in nessun modo risparmiarsi una mobilitazione in occasione dei recenti sviluppi sulla questione scuola. 

La protesta dei giovani in piazza

Gli studenti, del capoluogo e di altre città della provincia, effettueranno un corteo che terminerà davanti alla Prefettura. La soluzione dei doppi turni è stata bocciata dalla popolazione studentesca che chiede di riorganizzare i trasporti con la disponibilità di un maggior numero di mezzi anziché con gli ingressi delle 8 e delle 9.45. Il cordone dei manifestanti seguirà il percorso tradizionale con la classica partenza da Piazza Umberto per concludersi in piazza Prefettura, lì dove ci sarà poi il momento di contestazione rivolto alla decisione della Prefetta Antonia Bellomo.

La manifestazione coinvolgerà il primo tratto di via Andrea da Bari, per poi spostarsi su via Dante fino a corso Cavour. Lì gli studenti punteranno verso Piazza del Ferrarese per poi bloccare corso Vittorio Emanuele fino alla Prefettura. Rimane da comprendere il tipo di disagio che colpirà la viabilità cittadina. Dopo due anni, i baresi dovranno tornare a confrontarsi con gli ingorghi e con la città bloccata. I rappresentanti si daranno appuntamento intorno alle 8.30, mentre gli studenti cominceranno ad arrivare per le 9. Questo significa che negli orari di punta, ovvero tra le 8.30 e le 10, l’accesso alle vie del centro sarà paralizzato.

Un disagio che certo non farà felici i tantissimi che giornalmente devono raggiungere gli uffici in centro o chi dal centro dovrà puntare ad uscire e sarà condizionato dalla presenza di tanti studenti. Nonostante la scuola sia iniziata da pochissimo sono tanti i motivi di contestazione che hanno trovato il sostegno congiunto della stragrande maggioranza degli istituti cittadini, oggi si ipotizza la presenza di circa l’80% delle scuole baresi. Mercoledì invece sarà il turno di Bitonto, anche gli studenti del comune della città metropolitana saranno parte attiva della grande mobilitazione.


Una discesa in campo che interesserà solo la città metropolitana e non tutta la regione. Ovviamente la protesta è rivolta ai doppi turni introdotti da un documento della Prefettura di Bari nella riorganizzazione dei trasporti scolastici. Le disposizioni della dottoressa Bellomo valgono fino al 31 dicembre, salvo però ridiscutere la propria posizione dopo i primi dieci giorni di ottobre, data in cui il governo ha fissato la fine dell’emergenza Covid, salvo proroghe. Per varie ragioni le scuole si sono trovate subito in difficoltà per gli incroci di orari: su tutti il prolungamento della permanenza di personale e studenti con inevitabili conseguenze sulla vita delle famiglie. Tutte le altre motivazioni sono state esposte dai 55 dirigenti scolastici di Bari e provincia in una lettera inviata alla Prefetta.
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Ultimo aggiornamento: 09:07 © RIPRODUZIONE RISERVATA