Caro bollette, la rabbia dei ristoratori: «In piazza per il futuro di tutti»

Caro bollette, la rabbia dei ristoratori: «In piazza per il futuro di tutti»
di Adalisa MEI
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Giovedì 29 Settembre 2022, 07:59 - Ultimo aggiornamento: 08:02

Vogliono farsi sentire i commercianti di Bari. Vogliono esprimere la loro rabbia. Assieme alle famiglie sono pronti a scendere in tanti in piazza. Perchè vogliono e desiderano far sentire la propria voce. Si sono dati appuntamento sabato a Bari alle 9,30 in piazza Libertà per dire no al caro bollette. Tutti: commercianti, ambulanti, lavoratori dipendenti per dire forte e chiaro «basta alle speculazioni sull'energia».

Sono tutti sul piede di guerra: i continui aumenti stanno mettendo in ginocchio centinaia di persone e di attività ed è per questo che per sabato primo ottobre è prevista una manifestazione di protesta.

La protesta

«La drammatica crisi sociale che sta investendo famiglie ed imprese e più in generale la parte più debole dei lavoratori - spiegano gli organizzatori - rischia di pregiudicare la sopravvivenza di molte categorie lavorative oltre che mettere una seria ipoteca sulle prospettive e sulle legittime aspirazioni delle nuove generazioni». Amanda Angiolelli, titolare del ristorante Amangià, osteria tipica pugliese di via Alberotanza, sarà «sicuramente presente». «Scendo in piazza sabato - spiega - non solo come ristoratrice, ma soprattutto come cittadina. Speriamo saranno in tanti coloro che vorranno portare in piazza le loro problematiche. E che attraverso la loro presenza vengano ascoltati». L'imprenditrice si dice preoccupata «della tanta esasperazione e rassegnazione tra la gente». «Il popolo infatti non crede neanche più nella forza delle manifestazioni, è come se gli imprenditori e le famiglie non avessero più voglia di combattere. È come se avesse perso le speranze, è come se non vedessero più la luce, soprattutto dopo la pandemia. I ristoranti tra l'altro stanno lavorando molto poco - dice - sabato scorso abbiamo notato un calo notevole di presenze delle famiglie, ormai torturate dal caro prezzi. Si tende a risparmiare sui ristoranti ovviamente».

«Noi - continua Angiolelli - sopravviviamo e stringiamo i denti per non abbandonare le nostre aziende. Ma non possiamo fare alcun tipo di progetto. Non possiamo permetterci di fermare l'attività, anche solo per una ristrutturazione. Siamo in stallo totale». Per la ristoratrice il problema è a tutto tondo. «Non è un problema solo dei ristoranti - precisa - e non voglio soffermarmi solo a parlare di energia, anche se viviamo con la paura ogni mese della bolletta. Io mi sento vittima di una truffa dello Stato. E lo ripeto, la mia rabbia non è solo da imprenditrice. La mia rabbia è di una cittadina. E la mia rabbia è rivolta anche contro i miei concittadini che sono fermi e zitti. Che non sono pronti a manifestare e a ribellarsi».

Si prevede tanta gente

Vogliono essere proprio in tanti quindi. Donato Cippone, commerciante barese e uno di promotori dell'iniziativa spiega infatti: «Se anziché in 300, tanti quanti ne abbiamo comunicati alla Questura di Bari, sabato 1° ottobre, in piazza Libertà, ci ritroveremo in 1.000, 3.000 o, meglio ancora, in 5.000, sarà stato merito di ognuno di noi per quanto ci saremo impegnati per questa manifestazione di popolo in piazza». Scenderà in piazza anche Daniele Caldaruolo, chef e titolare del ristorante Black and White di piazza Mercantile. Lui assieme ad altri si sta occupando di far scendere in piazza quante più persone e chiede la massima condivisione di un video preparato in occasione della manifestazione: «Le famiglie e tutto il sistema produttivo dicono basta. Il popolo è stanco», dice. «È arrivato il momento di partire. Tutti a bordo destinazione Bari. Facciamoci sentire forte e chiaro: giù le mani dall'energia».

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