Jessica uccisa dal tranviere, poco prima della morte chiese aiuto ai Carabinieri: "Ho paura mi accarezza"

Jessica uccisa dal tranviere, poco prima della morte chiese aiuto ai Carabinieri: "Ho paura mi accarezza"
Sembrano esserci nuovi elementi a far luce sull'omicidio di  Jessica Valentina Faoro. Gli «ambigui comportamenti tenuti da Garlaschi» nei confronti della ragazza  - tra cui le carezze ad un braccio mentre lei riposava e che l'avevano spaventata - di cui parlò la stessa vittima ai carabinieri sei giorni prima del delitto, risultano «particolarmente significativi al fine di fare luce sul movente della brutale e mortale aggressione di cui è stata vittima che potrebbe essere stata preceduta da un approccio di natura sessuale respinto dalla ragazza».

Lo scrive il gip Calabi nell'ordinanza a carico del tranviere accusato dell'omicidio della giovane, avvenuto il 7 febbraio in via Brioschi, a Milano. Il gip ricostruisce che, la notte tra il 31 gennaio e l'1 febbraio, Jessica aveva richiesto l'intervento dei carabinieri perché aveva bisogno di ritirare i suoi «effetti personali» dalla casa di Garlaschi, di cui era ospite. 

Quando chiese l'intervento dei militari, scrive il giudice, la giovane «aveva riferito ai carabinieri di volere lasciare la casa sia perché quella sera mentre riposava il Garlaschi le aveva accarezzato il braccio spaventandola, sia perché lui le aveva raccontato di avere avuto in passato rapporti occasionali con altre donne, sia per il rapporto ambiguo che l'uomo aveva con la sorella, a riscontro del fatto che Garlaschi (?) aveva presentato a Jessica quella che in realtà era la propria moglie». 
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Lunedì 12 Febbraio 2018 - Ultimo aggiornamento: 14:24
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