Soccorritore si addormenta su una panchina: «Turni di 16 ore al giorno, siamo allo stremo». Positivo anche il direttore del servizio 118

Martedì 17 Novembre 2020

Un'immagine vale più di mille parole. Così la foto del soccorritore del 118 che prova a riposare su una panchina all'esterno dell'ospedale Moscati di Taranto è una di quelle destinate a diventare il simbolo della lotta alla pandemia. Quell'uomo intrappolato nella tuta di sicurezza che lo rende simile ad una mummia trasmette inequivocabilmente la difficoltà e allo stesso tempo il coraggio con il quale il personale degli ospedali e del 118 sta affrontando l'emergenza coronavirus.


Una battaglia difficilissima in un momento in cui il virus galoppa e semina contagi. Al triste conteggio si devono sommare altri 127 positivi di ieri, nella sola provincia di Taranto. Mentre negli ospedali di tutta la provincia si cercano posti letto per accogliere i malati. Alle 18 di ieri l'ospedale Moscati ospitava 116 pazienti Covid. Ventotto nel reparto malattie infettive, diciotto in Pneumologia, venti nel reparto di Medicina Covid, quindici in Rianimazione e trentacinque in carico all'equipe multidisciplinare medica e infermieristica del 118, con la consulenza specialistica infettivologica e pneumologica. Drammatico il conteggio dei decessi, cinque nel fine settimana. Cresce anche il numero dei pazienti ricoverati al Giannuzzi di Manduria: ieri erano 46, uno di loro è in Rianimazione. Sono quindici, invece, i malati ricoverati per altre patologie al San Marco di Grottaglie risultati successivamente positivi al Covid. Sono costantemente monitorati da personale sanitario, con la consulenza specialistica infettivologica, nell'attesa di essere trasferiti al proprio domicilio o presso una struttura Covid dopo la valutazione clinica. Stesso discorso per dieci pazienti del San Pio di Castellaneta.


Un bollettino di guerra che si rispecchia nella foto di quell'uomo sulla panchina distrutto dalla fatica, mentre giunge la notizia della positività al Covid del direttore del servizio 118 della provincia. «Un'immagine che evidenzia - spiegano dalla Fp della Cgil - il collasso psico-fisico che vive il mondo del lavoro collegato alle associazioni di volontariato che si occupano del servizio 118 a Taranto e provincia.
«Siamo costretti a registrare e non solo il disagio di quel lavoratore sulla panchina - dice Tiziana Ronsisvalle della Funzione Pubblica della Cgil - ma della risposta, spesso asincrona e disorganizzata, che le istituzioni sanitarie, non sono in grado di dare ad una comunità che sta vedendo salire l'onda del contagio». La denuncia della Cgil parla di tempi d'attesa e turni senza fine.


«Siamo passati dalle 7 ore giornaliere a turni anche di 15 o 16 ore - spiega la Ronsisvalle - ma parliamo anche di protocolli di intervento di sicurezza del servizio emergenza-urgenza non in linea con gli standard previsti in caso di emergenza pandemica». Denunce che arrivano al sindacato dai 400 autisti e soccorritori al servizio della Asl. Rispondono a circa 300 chiamate giornaliere, prima dell'impennata dei contagi erano la metà.
«Al 118 arriva di tutto - spiegano dal sindacato - anche le telefonate di pazienti anziani che a volte non riescono a raggiungere i loro medici di base». Problematiche che saranno affrontate nell'assemblea in programma domani alle 10.30.

Ultimo aggiornamento: 18 Novembre, 13:25 © RIPRODUZIONE RISERVATA