"Parolacce" in musica, Sergio Sylvestre torna con una canzone scritta da Mahmood

Lunedì 27 Maggio 2019 di Ilaria MARINACI
Sergio Sylvestre è tornato. Con un nuovo singolo estivo, Parolacce, scritto da Mahmood e con la voglia di esplorare nuove sonorità. D'altra parte, la sua voce può permettersi qualsiasi viaggio e quello che ha deciso di intraprendere, in questo momento della sua vita e della sua carriera, è un viaggio di ritorno alle origini, che lo riporta alla musica anni Cinquanta che passava nei juke box dei diner di Los Angeles, la città dove è nato 29 anni fa. Ambiente ricreato non a caso nel video, in cui Sergio, per l'occasione, torna ad indossare la casacca da giocatore di football. Ma Sylvestre è ormai salentino d'adozione con migliaia di fan in tutta Italia e alle spalle il trionfo ad Amici 15 che, esattamente tre anni fa, gli ha spalancato le porte del successo, portandolo fino al palco di Sanremo nel 2017. Parolacce, prodotto da Zef, è da qualche giorno in rotazione radiofonica e disponibile sugli store digitali e decreta, quindi, un cambio di passo dell'artista statunitense.

Perchè questo nuovo singolo così diverso dalle tue canzoni precedenti?

«In inglese si dice old but gold, che significa vecchio ma d'oro. Questa idea di riprendere le sonorità anni Cinquanta mi piaceva molto anche perché, sebbene fossero pure quelli tempi difficili, la musica trasmetteva più amore e allegria. Quindi, volevo portare questa energia, questa positività, questi colori al nostro presente con un testo particolare e ironico, scritto da Mahmood, prima ancora che vincesse Sanremo e arrivasse secondo all'Eurovision. Tutti tasselli che si sono incastrati benissimo ed è venuto fuori un pezzo molto diverso dal solito. Finora avevo fatto soprattutto brani malinconici e intimi, anche perché stavo vivendo un periodo personale molto difficile seguito alla perdita di mio padre. Mi sono preso una pausa di un anno e mezzo, ma mi è servita a ritrovare il messaggio che lui mi ripeteva ogni giorno: sorridi sempre, vai avanti con allegria e sii te stesso. Con questo brano ho svelato una parte di me che ho spesso tenuto nascosta».

Come è nata la collaborazione con Mahmood?

«Sono molto amico di Takagi e Ketra e un giorno, diversi mesi fa, mi hanno chiamato per dirmi che avevano un pezzo per me, prodotto da Zef e scritto da Mahmood, che, allora, non aveva ancora fatto Sanremo. È nato, quindi, tutto per caso. Dopo quella telefonata, io e Mahmood ci siamo visti, abbiamo fatto conoscenza e ci siamo messi subito a lavorare in studio. Lui è fantastico, solare, intelligente e si vede che ama veramente la musica e la fa con un tocco diverso. Io ho avuto tante collaborazioni, da J-Ax e Fedez alla Disney, ma ho trovato in lui qualcosa in più perché è stato attento anche ai miei punti deboli. Faccio un esempio: ad un certo punto della canzone, devo cantare in falsetto che non è mai stato nelle mie corde. Ma lui insisteva nel dire che ce la potevo fare ed è stato così. Mi ha spinto a migliorarmi».

Delle polemiche seguite alla sua vittoria a Sanremo, cosa pensi?

«Mi è sembrato strano che sia stato attaccato per le sue origini, anche perché io sono americano, nero e non ho mai avuto quel tipo di difficoltà in Italia. Però lui è molto ironico, proprio come questo nostro pezzo, ed è andato avanti dritto per la sua strada tanto da mettere a tacere ogni polemica».

Questo brano è il preludio per un nuovo album?

«Vorrei fare prima un paio di singoli, a cominciare da questo brano per l'estate, che si distinguerà dagli altri in uscita. Penso che ci sarà molto reggae ma io volevo proporre qualcosa che piacesse a tutti, dai ragazzi alle persone più mature. Anche se il mood è molto allegro, il testo è tosto: quando un amore finisce non deve essere per forza una cosa brutta ma la si può prendere con ironia. Quella che ho cercato di trasmettere anche attraverso il video, dove c'è un po' della mia vecchia vita a cominciare dalla casacca di quando giocavo a football. Volevo dare un'immagine diversa di me e trasmettere allo stesso tempo un messaggio di positività». © RIPRODUZIONE RISERVATA