Iva Zanicchi: «Sogno e faccio progetti. Non dovrei?»

Iva Zanicchi: «Sogno e faccio progetti. Non dovrei?»
di Azzurra DE RAZZA
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Mercoledì 31 Agosto 2022, 05:00

«Il Salento? Sono innamorata. È una terra benedetta, bellissima, mare stupendo, campagna verdeggiante… Poi in questo momento va di moda. Prima era la Versilia, poi è scoppiata la Sardegna e adesso tutti vogliono la Puglia! Ci sto volentieri in questi giorni. E oggi nella splendida Nardò. Viva il Salento e il Salento Book Festival che porta i libri nelle piazze». Così Iva Zanicchi che questa sera proprio a Nardò presenterà il suo ultimo libro, “Un altro giorno verrà”, un’emozionante saga familiare scritta con passione e forza da una delle più amate e popolari interpreti della canzone italiana, nonché unica donna ad aver vinto per tre volte il Festival di Sanremo, ma anche conduttrice televisiva (di “Ok, il prezzo è giusto”, dal 1987 al 2000).

È il suo terzo libro. Che soddisfazione porta a una artista così amata essere anche apprezzata per la scrittura?

«Scrivere mi porta gioia immensa, da sempre, vado in un altro mondo. E poi penso che scrivere sia verità, non puoi mentire. In questo ultimo libro, di fantasia, vado a pescare nelle cose che chiaramente conosco molto bene, aneddoti, storie, personaggi, ambientandoli in un paese che non ha un nome ma che si intuisce essere intimamente mio, sull’Appennino Tosco-Emiliano. Il protagonista è un ragazzo intelligentissimo che da questo piccolo paese finisce a New York: dentro c’è una storia d’amore appassionante ma ci sono anche grandi dolori, si svolge in quasi ottant’anni. È un libro pieno di speranza e fiducia e soprattutto di amore, tanto amore, di varia natura».

Per cui le piace narrare prima ancora di essere letta. Le è piaciuto scrivere anche la scena, famosa, dell’amplesso che si trova nel libro…

«Sì (ride). Anche in quel caso mi sono immedesimata, come sempre, non soltanto nelle scene d’amore. I personaggi vivono in me e spero che possano vivere in chi legge».

È un periodo di presentazioni in giro per l’Italia ma a giorni parte la sua avventura con la trasmissione “Ballando con le stelle”, lo show del sabato sera di Milly Carlucci, di cui sarà concorrente. Si sta preparando?

«Non mi sto preparando per niente. Semplicemente il 19 settembre spero mi sia assegnato un ballerino bravo, forte, che mi aiuti, che mi trascini un po’ avanti e indietro. Io ci metterò tutta la buona volontà ma… mi voglio divertire. Non sono Carla Fracci».

Ha cominciato cantando nelle balere emiliane. Potrà tornarle utile?

«Nella mia regione il liscio lo ballano tutti, ma farlo in uno show come questo è diverso. Spero di far divertire».

E ha già avvertito i giudici: non gradirà le offese…

«Le offese non vanno bene, anche se fanno audience».

Da evitare nei confronti di concorrenti giovani o mature che siano…

«Non ho mai nascosto la mia età. La conosceranno anche i giudici (ride)». 

Nello show giocate alla pari.

«Mi sta chiedendo se c’è differenza tra me e una 25enne in gara (ride)? Io a quell’età non ballavo ma volavo. Da una parte all’altra, continuamente. Adesso devo fare un po’ i conti con il tempo passato. Però, ringrazio Dio, sto bene, sono felice».

In Italia ci si meraviglia ancora, talvolta, che un’artista ultra ottantenne presenti nuovi progetti, come, per esempio, lei a Sanremo. Perché? 

«Non siamo abituati. In altri Paesi invece gli artisti maturi si venerano fino all’ultimo, sulla scena. Per fortuna piano piano le cose stanno cambiando. Mi ricordo che Nilla Pizzi si lamentava di non riuscire ad essere invitata negli show del sabato sera. Eppure era la vera regina della canzone italiana. Adesso le cose stanno cambiando, anzi io contribuisco a farle cambiare! Presento, canto, ballo e faccio l’amore».

E delle grandi colleghe sue contemporanee chi invidia di più?

«Ammiro non invidio. Mina per la grande duttilità, la Vanoni perché quando canta l’amore arriva direttamente al cuore, Patty Pravo per la sua presenza scenica e per un repertorio meraviglioso… potrei andare avanti un bel po’»”.

E adesso cosa sogna per la sua vita e carriera?

«Continuo a sognare e a fare progetti. Non dovrei? Io lo faccio. Adesso ho questo romanzo a cui tengo tanto e mi sono messa in testa che vorrei farne una fiction. Dite che alla fine non riesco?».

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