Invalsi: uno studente su 5 in difficoltà già alle medie

Martedì 8 Ottobre 2019
Già al termine delle scuole medie la quota di allievi in grossa difficoltà è tutt'altro che trascurabile ma questo dato sfugge quasi totalmente alle statistiche ufficiali tradizionali: è quanto fa notare Roberto Ricci, responsabile nazionale prove Invalsi sull'editoriale «La dispersione scolastica implicita», appena uscito. In Puglia è già in difficoltà alle scuole medie circa uno studente su 5 (18,9%).
Se nella provincia autonoma di Trento la percentuale di studenti in difficoltà alla fine della terza secondaria di primo grado è del 6,3%, del 6,6% in Friuli Venezia Giulia, del 7,2% in Valle d'Aosta e dell'8,1% in Veneto, nella provincia autonoma di Bolzano, nelle Marche e in Lombardia la percentuale sale all'8,3% ma balza al 10,2% in Emilia Romagna, al 10,8% in Umbria, all'11,6% in Toscana, al 12,1% in Liguria. Sale al 13% nel Lazio, al 13,8% in Abruzzo e arriva al 16,5% in Molise, al 19,9% in Basilicata, fino ad arrivare al 22,2% in Sardegna, al 25% in Campania, al 27,9% in Sicilia e addirittura al 29,6% in Calabria, la regione che fa registrare la peggiore performance, per una media italiana del 14,4%.
Per allievi in difficoltà si intendono coloro che hanno raggiunto al massimo il livello 2 in Italiano e matematica e che non hanno raggiunto il livello A2 in Inglese (Lettura e ascolto).
Dunque, fa notare Ricci di Invalsi, «in alcune regioni del Paese oltre un allievo su 4 termina la scuola media con livelli di competenza di base del tutto inadeguati, creando così le premesse del fenomeno della dispersione scolastica, comunque la si intenda. È del tutto evidente che un'azione tempestiva di aiuto a questi giovani porterebbe, nel giro di pochi anni, a ridurre sensibilmente i livelli della dispersione scolastica complessiva».
Dati allarmanti, diffusi sempre da Ricci, riguardando anche la dispersione scolastica prendendo in esame prevalentemente il sud Italia: in Campania, Calabria, Sicilia e Sardegna la dispersione scolastica ri
guarda infatti un giovane su 3. Solo il Veneto e la Provincia autonoma di Trento riescono a mantenere la quota dei dispersi totali al di sotto del 10% dei giovani, raggiungendo quindi l'obiettivo posto dall'Ue per il 2020.
In tutto il resto del centro nord la quota dei dispersi totali oscilla tra il 15 e il 20% ma in molte regioni del Mezzogiorno i dispersi totali sono più del 25% fino a raggiungere il 31,9% in Campania, il 33,1% in Calabria, il 37% in Sicilia e il 37,4% in Sardegna.
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