Fitto sbotta contro Salvini: «La Lega ha perso 16 punti. Indebolita la candidatura»

Venerdì 25 Settembre 2020 di Paola COLACI
La misura è colma. A finire nel tritacarne di accuse, insinuazioni e polemiche post elettorali Raffaele Fitto non ci sta. L'ormai ex candidato del centrodestra in Puglia rompe il silenzio post voto. E ne ha per tutti: Michele Emiliano, Nichi Vendola e il centrosinistra per primi: «I quali hanno messo in piedi una incivile, violenta e falsa campagna di comunicazione contro di me, servendosi di insultatori professionisti». Ma anche e soprattutto la Lega di Matteo Salvini che - almeno sulla carta - avrebbe dovuto sostenerlo in Puglia nella sfida contro il governatore uscente e riconfermato. Nei fatti, però, le cose sarebbero andate diversamente. Ed è proprio contro il leader del Carroccio che Fitto sbotta su Facebook: «Caro Salvini, da tre giorni in ogni dichiarazione parli di me. Ma in Puglia il tuo partito ha perso 16 punti percentuali. E tu non hai citato il mio nome nemmeno una volta in campagna elettorale ».

È un lungo sfogo quello pubblicato sui social ieri dall'eurodeputato di Maglie. Una disamina puntuale e dura nei toni, quasi al pari delle accuse ricevute, che Fitto indirizza al numero uno della Lega. Proprio quel partito che, in coalizione con Fratelli d'Italia e Forza Italia, a fine maggio aveva giurato fedeltà alla causa elettorale del centrodestra unito e al suo candidato governatore in Puglia. In più di due mesi di campagna elettorale, però, Salvini ha tenuto comizi sui palchi, ha inaugurato comitati elettorali e ha visitato decine di aziende pugliesi. Tour serrati ai quali il candidato presidente, però, non ha mai partecipato. Anzi, al posto di Fitto nelle piazze c'era Nuccio Altieri. L'ex deputato che a metà maggio i vertici leghisti avevano presentato ufficialmente come candidato presidente in Puglia. Salvo poi cedere nel braccio di ferro con Fratelli d'Italia e Giorgia Meloni e lasciare spazio a Fitto. Dunque, la bruciante sconfitta alle urne. E la dura reprimenda di Salvini: «Fitto non ha scaldato i cuori degli elettori» è andato all'attacco il numero uno dei leghisti.

«Caro Salvini, mi sembra quantomeno ingeneroso puntare il dito sulla mia persona, invece, di fare un'analisi seria ed approfondita di quanto accaduto - rilancia la palla nell'altra metà campo ora Fitto - E allora, dopo aver resistito per lunghe giornate alla tentazione di risponderti, dato l'ingiusto fuoco di fila di dichiarazioni da parte tua e dei tuoi, mi vedo costretto a farlo, ponendo alcune domande». Dunque, la serie di interrogativi. «Mi chiedo come sarebbe finita, se rispetto a un anno fa la Lega, in Puglia, non avesse perso 16 punti percentuali: il doppio di quelli che sarebbero stati sufficienti per vincere. Tutti gli altri partiti della coalizione, invece, hanno tenuto molto bene o sono cresciuti» affonda il primo colpo. «E come sarebbe finita se il leader della Lega avesse citato il mio nome almeno una volta durante tutta la campagna elettorale? E se non avessi dovuto rispondere almeno una volta al giorno alla domanda perché Salvini non la cita e non la invita mai alle manifestazioni della Lega» Fitto insiste. E ancora: «Se i dirigenti leghisti non avessero per mesi indebolito la mia candidatura senza mai proporre una opzione migliore» assesta un altro colpo. Ma non basta. A Salvini che nei giorni lo aveva definito il passato replica ancora: «Ma sei proprio convinto che il tuo gruppo dirigente pugliese rappresenti il nuovo? In questa elezione regionale, ho preso 30.000 voti in più dei partiti che mi sostenevano». Bollando come gravissimo errore questo inutile e superficiale massacro mediatico, Fitto conclude: «Caro Salvini, chiudiamola qui e andiamo avanti perché c'è tanto da lavorare, in Puglia e nel Paese. Io spero uniti, anche se la differenza di reazione e valutazione di Meloni e Silvio Berlusconi mi fa pensare. Vorrei che insieme ragionassimo tutti nell'interesse della nostra coalizione e nell'interesse del Paese. Sinceramente Raffaele».

A qualche ora di distanza, però, a incaricarsi della replica all'eurodeputato è il segretario regionale della Lega in Puglia Luigi D'Eramo: «I pugliesi non hanno bisogno di polemiche ma di soluzioni - scrive in una nota - Abbiamo riunito il centrodestra in Puglia dopo quindici anni e abbiamo dato il massimo, passando da 0 a 4 consiglieri eletti. Se ha vinto Emiliano vuol dire che la proposta del centrodestra non è piaciuta alla maggioranza dei pugliesi, dagli errori e dalle sconfitte si può solo imparare. Le polemiche non ci interessano».
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