Lazio, Lombardia, Veneto, Puglia: ecco le regioni zona rossa che possono tornare in arancione prima del lockdown di Pasqua

Zona rossa, le regioni che sperano di tornare in arancione prima del lockdown di Pasqua
Zona rossa, le regioni che sperano di tornare in arancione prima del lockdown di Pasqua
di Stefania Piras
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Martedì 16 Marzo 2021, 17:08 - Ultimo aggiornamento: 17 Marzo, 18:28

Un timido spiraglio per uscire dalla zona rossa lo ha aperto l'assessore regionale del Lazio Alessio D'Amato quando ieri (15 marzo) ha detto che c'è la possibilità di tornare in zona arancione«Due settimane possono essere sufficienti per tornare arancioni», aveva detto intervistato a Che giorno è su Rai Radio1. D' Amato si è detto fiducioso che «due settimane sono sufficienti per far ritornare l' indice Rt sotto soglia». E questo, è un ragionamento applicabile a tutte le regioni che ora si trovano sottoposte al regime della fascia rossa, quella con più limiti a spostamenti e libertà. Tra due settimane, il 26 marzo, potrebbero vedere un miglioramento della situazione, tradotto: scendere sotto l'Rt 1,25, e quindi, potrebbero vedere allentate le restrizioni attualmente in vigore.

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La situazione attuale

Cosa dovrebbe succedere in queste regioni? O meglio come dovrebbero comportarsi le persone che abitano lì per appiattire la curva del contagio? Schieriamo le regioni finite in zona rossa (dati al 10 marzo, rilevati nell'ultimo monitoraggio dell'Iss), l'ordine mostra i territori con indice Rt progressivamente più alto, quindi quelle in fondo alla lista sono le regioni che si candidano a cambiare colore e a diventare arancioni se continueranno a rispettare tutte le misure di prevezione del contagio (distanza e riduzione contatti e spostamenti).  Le regioni che hanno già un Rt minore di 1,25 hanno altri parametri alti (dalla saturazione della terapie intensive alla scarsa capacità di tracciare i focolai) che le hanno collocate in zona rossa. 

Campania Rt 1,5 ; incidenza 203.71 X 100.000 abitanti

Emilia Romagna Rt 1,43 ; incidenza 434.26 X 100.000 abitanti

Piemonte  Rt 1,41 ; incidenza 279.94 X 100.000 abitanti

Friuli Venezia Giulia Rt 1,39 ; incidenza 266.20 X 100.000 abitanti

Lazio Rt 1,31 ; incidenza 172.82 X 100.000 abitanti ~

Lombardia Rt 1,3 ; incidenza 306.04 X 100.000 abitanti ~

Veneto  Rt 1,28 ; incidenza 194.42 X 100.000 abitanti ~

Puglia Rt 1,23 ; incidenza 206.23 X 100.000 abitanti ~

Marche Rt 1,08 ; incidenza 310.71 X 100.000 abitanti ~

Molise Rt 1,07 ; incidenza 157.73 X 100.000 abitanti ~

Provincia di Trento Rt 1,04 ; incidenza 351.29 X 100.000 abitanti ~

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Il prossimo monitoraggio dei parametri, e quindi anche dell'indice Rt e dell'incidenza, avverrà come di consueto venerdì 19 marzo. Sarà un primo giro di boa, un banco di prova per capire se le misure stanno funzionando e se i cittadini le stanno rispettando a dovere. Ma, come detto, servono due settimane per raffreddare l'impennata di contagi che ha portato fin qua, alle chiusure. Perciò la vera data da segnare sul calendario è il 26 marzo, un altro venerdì, giorno del monitoraggio dell'Iss. Il 29 marzo scatteranno nuove ordinanze che potrebbero contenere nuovi cambi di colore che presuppongono la riapertura di negozi, centri estetici, barbieri, parrucchieri. Una settimana corta prima di riapprodare alla chiusura di Pasqua decisa per decreto.  Perché tutta Italia, ricordiamolo, tornerà in zona rossa il 3, 4 e 5 aprile.

Le regioni arancioni che potrebbero diventare gialle o rosse

Le regioni che sono in zona arancione sono: Abruzzo (Rt 1,05), Basilicata (Rt 1,06), Toscana (Rt 1,23), Provincia Autonoma di Bolzano (Rt 0,61), Umbria (Rt 0,82). In comune hanno tutte lindice Rt sopra, o intorno a 1.  A seconda del primo monitoraggio indicativo del 19 marzo, e poi di quello decisivo del 26 marzo, anche questi territori potrebbero cambiare colore e quindi vedere aumentare o allentare le restrizioni. Dipende dallo sforzo collettivo che si farà. 

 

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