Fedez, ora cosa accade? Perché l'artista ha fatto il passo giusto (migliore di quello che fece Steve Jobs)

Fedez, ora cosa accade?
Fedez, ora cosa accade?
di Giampiero Valenza
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Giovedì 31 Marzo 2022, 15:11 - Ultimo aggiornamento: 15:15

Fedez è uscito dall’ospedale San Raffaele di Milano dopo un’operazione per un tumore neuroendocrino al pancreas. Ma questo, cosa vuol dire? C’è da preoccuparsi? Annamaria Colao, presidente della Sie, la Società italiana di endocrinologia, spiega gli scenari che possono aprirsi per lui da qui ai prossimi mesi. Un modo per descrivere, ad altri pazienti come l’artista, che ci sono alcuni due pilastri fondamentali da seguire: controlli definiti e cure appropriate.

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Fedez, ora cosa accade?

«Fedez è stato operato da uno dei chirurghi più esperti del settore – spiega - Se è stato operabile vuol dire che la lesione poteva essere tolta tutta. Lo scenario migliore che gli si prospetta è che la lesione è stata tolta completamente. Sarà un esame istologico a valutare nel tumore il ‘grado di replicazione’».

L'ipotesi migliore per l’artista è quello di un tumore di piccole dimensioni in uno stadio in cui si è potuto portar via nella sua totalità. «È in mani espertissime e in un centro campione di tecnologia. Quindi, in questo caso, possiamo dire che può essere stato asportato completamente e che non dovrà fare più nulla. Dovrà solo essere seguito nel tempo - prosegue Colao - Ma rassicuro tutti i pazienti che hanno una forma analoga: il San Raffaele non è l’unico centro in Italia. Ce ne sono altri sette: quattro sono a Milano, gli altri sono a Bologna, Roma e Napoli».

 

Uno scenario più complesso, invece, è quello in cui dovesse emerge nell’organismo un residuo di malattia. «In questo caso serve una terapia medica – commenta Colao, che a Napoli coordina il centro Enets (European NeuroEndroncrine Tumor Society) della Federico II che ha messo in rete anche gli ospedali Cardarelli, Pascale, Dei Colli e l’Azienda ospedaliera Vanvitelli - Questi tumori hanno una caratteristica, basata su ‘recettori’. È un po' come se fossero serrature. Nella chiave c’è un farmaco che si inserisce e blocca la crescita del tumore. Può essere ‘freddo’, con un medicinale che lo tiene sotto controllo e dà un freno allo sviluppo del cancro. Quando invece, nonostante la chiave ‘fredda’, il tumore cresce, usiamo la chiave calda: aggiungiamo la radioattività».

Ipotesi ancor più dura è quella di terzo grado, con un cancro che ha una grande capacità di replicarsi. Per Fedez sarebbe l'ipotesi più rara. «Qui si prevede anche la chemioterapia - prosegue la presidente di Sip - Ma non penso che questo sia lo scenario di Fedez perché è stato operato e quando questo accade è perché il tumore è di piccole dimensioni».

 

Il pancreas è un organo complesso che ha due componenti: una che produce enzimi per la digestione e una che produce ormoni. La prima è la sede dell’aggressivo adenocarcinoma: una malattia che, ancora oggi, ha una bassa aspettativa di vita. La seconda parte, invece, è coinvolta nei tumori neuroendocrini. È la stessa malattia del patron di Apple, Steve Jobs che però, come racconta Colao, «a differenza di Fedez è arrivato troppo tardi al suo centro di riferimento in America. E’ passato più di un anno perché aveva deciso di curarsi con terapie naturali. Fedez ha seguito la strada giusta. Sono tumori rari che hanno bisogno di tanti esperti, con esperienze diverse e vanno presi per tempo».

Ma cosa può accadere, quindi, a Fedez? «Lo scenario migliore è che deve essere solo seguito nel tempo - conclude la presidente di Sip - Può essere una piccola malattia che si può cronicizzare con i farmaci. I miei colleghi del San Raffaele sanno quello bene che devono fare».

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