Virus primaverili, tutti a letto: il Salento è zona rossa

Virus primaverili, tutti a letto: il Salento è zona rossa
Attenti al virus o al polline? È la domanda del momento da parte di chi si trova a combattere con sintomi influenzali o parainfluenzali nonostante l'epidemia influenzale sia ormai stata archiviata a fine marzo, come certifica Influnet, l'osservatorio epidemiologico dell'Istituto superiore di sanità. Nella quattordicesima settimana di osservazione, che va dall'1 al 7 aprile, i casi stimati di sindrome influenzale, per l'intera popolazione italiana, sono circa 126mila, per un totale di circa 7,9 milioni di casi a partire dall'inizio della sorveglianza. Ma per Influweb (progetto scientifico basato sui report inviati ogni settimana da migliaia di volontari, durante tutta la stagione influenzale) il Salento è ancora zona rossa, ossia con alta incidenza di persone a letto con l'influenza: 16,6 per cento.
A confondere le acque le allergie, malessere tipico della primavera quando il polline va a solleticare le narici degli allergici. «Per quanto riguarda l'influenza siamo alla coda - precisa Alberto Fedele, direttore del Servizio di Igiene pubblica Area Nord della Asl di Lecce - non abbiamo segnali di alta circolazione dei virus influenzali. C'è ancora qualcosa, due settimane fa abbiamo avuto qualche caso a Lecce in cui si è reso necessario il ricovero in ospedale e l'accertamento della presenza del virus influenzale, ma le curve sono abbastanza predittive: siamo alla fine. Il problema sono gli sbalzi termici che favoriscono i comuni raffreddori. Niente di particolare, abbiamo il tempo un po' bizzarro con sbalzi termici che procurano le malattie da raffreddamento».
Influenza quasi archiviata, insomma, anche se Fedele puntualizza: «Non è stata una delle stagioni più tranquille. La Puglia è andata meglio di altre regioni, soprattutto tra gli anziani, il che vuol dire che si sono vaccinati anche se, bene che vada, siamo attorno al sessanta per cento di copertura. Per i bambini c'è un'ampia discussione in atto perché sembra che il ministero della Salute voglia allargare le fasce di somministrazione gratuita del virus antinfluenzale nell'età pediatrica. Aspettiamo la circolare e poi si vedrà». E poi il direttore del Servizio di Igiene pubblica sottolinea: «È il momento delle allergie, almeno sino a luglio».
Ci sono similitudini, tra influenza e allergia, ma anche grandi differenze. Gocciolamento del naso e starnuti accompagnano sia le allergie da polline che il comune raffreddore. Ma il prurito al naso, invece, è uno dei sintomi tipici dell'allergia. Dolori diffusi in tutto il corpo, mal di gola, mal di testa e febbre sono sintomi tipici dell'influenza e non riguardano in nessun caso l'allergia, nonostante quella respiratoria sia conosciuta come febbre da fieno. Comunque le forme influenzali e parainfluenzali della capricciosa primavera si presentano con diversi sintomi, il più comune dei quali è quello gastrointestinale molto simile a quello che ha messo a letto gli italiani inverno.
Si tratta di un virus molto fastidioso perché provoca vomito, diarrea, mal di stomaco, febbre alta, oltre ai sintomi classici dell'influenza come raffreddore, mal di testa e mal di schiena. A differenza dell'influenza invernale dove il virus si manifesta dopo un'incubazione di qualche giorno, nell'influenza primaverile i cugini si manifestano subito e per classificare il malessere come sindrome parainfluenzale ci deve essere almeno un sintomo connotativo quale febbre, dolori muscolari e malessere generale oltre a uno delle vie respiratorie: mal di gola, tosse, raffreddore o respirazione affannosa. Quindi? Finisce un malanno, se ne presenta un altro.
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Domenica 14 Aprile 2019 - Ultimo aggiornamento: 22:03