Giugno nero: zero stranieri e - 50 per cento di presenze «A luglio qualcosa si muove»

Domenica 28 Giugno 2020 di Rita DE BERNART
Giugno non decolla. In linea con i dati regionali e nazionali, anche nel Salento la percentuale di occupazione delle strutture ricettive si è fermata intorno al 25 per cento, con qualche eccezione in cui i dati arrivano a registrare il 50 per cento. In particolare nelle località costiere le presenze sono state maggiori, l'interesse dei viaggiatori è rivolto al mare e alle ricettività all'aria aperta o comunque a tipologie di soggiorno che consentono di vivere in ampi spazi e in singole unità abitative. In provincia di Lecce il dato tuttavia risulta poco omogeno: le distinzioni vanno fatte in base a fattori quali il periodo di apertura delle struttura, la località e appunto la tipologia. Meglio le coste e fra le destinazioni va bene Gallipoli, dove le aziende più grandi, hotels e campeggi, hanno sfiorato il 50 per cento di occupazione; la quota mancante è riferita soprattutto agli stranieri e ai tedeschi in particolare che da aprile a giugno rappresentano una fetta consistente dell'incoming. «Giugno è andato bene dice Attilio Caputo di Caroli Hotels -. Abbiamo avuto un buon livello di occupazione e anche per luglio si prospetta una buona percentuale. Le richieste e le prenotazioni arrivano, contiamo di arrivare a dati vicini a quelli dello scorso anno. Anche l'attivazione del bonus vacanze dal 1° luglio sta avendo una buona influenza. Forse per noi il vantaggio è quello di lavorare con clienti fidelizzati che ritornano ogni anno ma in ogni caso la volontà di viaggiare c'è. E se si sbloccano i voli torneranno anche gli stranieri da fine agosto in poi».

I collegamenti al momento rappresentano il principale handicap per il Salento soprattutto per gli arrivi dall'estero. «Per giugno commenta Damiano Reale nel nostro Vivosa Resort siamo rimasti molto sotto le aspettative per l'assenza del turismo estero, per gli stranieri oggi è impossibile raggiungerci agevolmente, mancano voli e collegamenti. Alcuni poi devono ancora fare i conti con le restrizioni imposte dai Paesi di provenienza. Per luglio si prospetta una situazione in crescita; ci aspettiamo di lavorare bene e ci auguriamo di raggiungere il 70 per cento dell'occupazione, per agosto invece crediamo che si potrà fare il pieno». Per luglio e agosto normalmente prevale il turismo interno e questo fa ben sperare gli operatori. «Per quanto riguarda il nostro villaggio-campeggio invece continua Reale - abbiamo riaperto il 18 maggio e giugno è andato abbastanza bene ad eccezione dell'assenza dei tedeschi. Ci aspettiamo vada sempre meglio perché questa tipologia è in questa fase molto apprezzata per la possibilità di stare in ampi spazi all'aperto e per le minori limitazioni imposte dalle linee guida».
Meno bene sul versante adriatico dove alcune grandi strutture non hanno ancora aperto o si accingono a farlo in questi giorni. «Registriamo una leggera ripresa in questi giorni - dice Raffaele de Santis di Serra degli Alimini -. Su Otranto addirittura alcuni grandi villaggi non hanno ancora riaperto; in alcune località sullo Jonio come Gallipoli è andata meglio ma da noi giugno è stato catastrofico. Ora le richieste stanno iniziando ad arrivare; ci auguriamo di poter recuperare qualcosa. La prima domanda che fanno le persone che ci contattano è relativa alla sicurezza. Proprio questo fattore ha generato un ritardo per alcuni perché hanno preferito prendere più tempo per riorganizzarsi su questo fronte prima di aprire nuovamente ai turisti. Anche qualche straniero si sta riaffacciando ma dobbiamo però fare i conti anche con l'incertezza dei voli, c'è anche chi prenota e poi è costretto a disdire all'ultimo momento perché è stato cancellato il volo».
La speranza è che si possa prolungare la stagione non appena sarà chiara e definitiva la questione dei collegamenti aerei. Situazione più o meno simile a Leuca. «A giugno stiamo chiudendo con circa il 75 per cento in meno - commenta Erminia Licchelli del camping Santa Maria di Leuca -. Ci sono strutture ancora chiuse, altri hanno aperto da una settimana o riapriranno nei prossimi giorni; sicuramente si muove qualcosa in più dal punto di vista delle richieste ma per luglio la cosa che preoccupa è che in tanti non potranno viaggiare. Tante persone non potranno fare le ferie per diverse ragioni. O perché le hanno utilizzate nei mesi di lockdown, o perché titolari di attività chiuse per tanto tempo e altri anche per paura. Speriamo che si possa recuperare qualcosa da metà luglio ad agosto».
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