Ingegnere torna dal Brasile con moglie e figlio: tutti positivi, scatta la quarantena

Giovedì 9 Luglio 2020 di Maddalena MONGIÒ
Contagi dall'estero: il timore incontra la realtà. Nella serata di ieri sono risultati positivi al Covid un papà, una mamma e il loro bimbo. E non solo. Nel Salento 700 persone ogni giorno segnalano l'arrivo dall'estero o da altre regioni italiane e il direttore della Asl di Lecce, Rodolfo Rollo, fa un appello affinché «non si abbassi la guardia» e rende noto che sono in corso contatti con la task force regionale per la tipizzazione del virus. In pratica vogliono comprendere se questi positivi presentano la stessa mappa genetica del Covid che ha mandato in ospedale tanti italiani in primavera. La famiglia risultata contagiata è rientrata a Copertino nei giorni scorsi dal Brasile dove l'uomo, un ingegnere, si trovava con la sua famiglia per motivi di lavoro.
Dal punto di vista sanitario il caso non desta particolare preoccupazione all'Ufficio di Igiene e Sanità pubblica della Asl di Lecce, diretto da Alberto Fedele, perché il nucleo familiare rientrando nel Salento, qualche giorno fa, aveva provveduto a segnalare sia l'arrivo che il luogo di provenienza. Arrivando la famiglia dal Brasile, Paese flagellato dal Covid, l'Ufficio di Igiene aveva disposto la quarantena domiciliare. Grazie a questa misura precauzionale alla comparsa dei sintomi i medici della Asl hanno provveduto a fare il tampone risultato poi positivo. Sin dal loro arrivo nel Salento sono sempre stati monitorati e seguiti dall'Usca (Unità Speciale di Continuità Assistenziale) competente per zona. E Rollo spiega: «La famiglia è stata esemplare: hanno fatto tutte le comunicazioni, hanno rispettato la quarantena e avvertito subito alla comparsa dei sintomi. Si trovavano in Brasile per ragioni di lavoro del capofamiglia e sono rientrati qualche giorno fa. Vorrei richiamare l'attenzione di tutti sulla circostanza che nel Salento si segnalano 700 persone al giorno che arrivano nel Salento, dall'estero e da altre regioni italiane. Il Servizio di Igiene sta affrontando un lavoro molto duro, in questo momento. In funzione della categoria di rischio, ossia il paese di provenienza, stiamo marcando tutte le persone che segnalano il loro arrivo. La rete igienistica sta facendo un buon lavoro monitorando tutti strettamente: non bisogna abbassare la guardia e non devono farlo neppure i cittadini». Poi c'è la parte della ricerca virologica: «Il virus che sta circolando ora all'estero è quello che ci colpirà in autunno, per questo abbiamo contattato la task force regionale per il Covid in modo da tipizzare il virus e verificare la presenza di eventuali mutazioni». E proprio questa esigenza di indagine clinica potrebbe suggerire l'opportunità di un ricovero per la famiglia. In questo modo gli esperti potrebbero studiare gli effetti del virus confrontando le radiografie di queste persone con quelle che sono state rilevate in primavera e poi la tipizzazione del virus. È rientrata sul filo di lana, la famiglia, ancora qualche giorno e sarebbe stato impossibile il rientro. Ieri, infatti, il ministro della Salute, Roberto Speranza, sentiti i ministri degli Affari Esteri, dell'Interno e dei Trasporti ha disposto un'ordinanza che vieta l'ingresso e il transito in Italia per chi nei quattordici giorni antecedenti ha soggiornato o è transitato in 13 Paesi: Armenia, Bahrein, Bangladesh, Brasile, Bosnia Erzegovina, Cile, Kuwait, Macedonia del Nord, Moldova, Oman, Panama, Perù, Repubblica Dominicana. «Nel mondo la pandemia è nella sua fase più acuta. Non possiamo vanificare i sacrifici fatti dagli italiani in questi mesi», ha precisato Speranza.
© RIPRODUZIONE RISERVATA Ultimo aggiornamento: 10 Luglio, 11:41 © RIPRODUZIONE RISERVATA