Torino, la studentessa accoltellata è ancora grave. L'ex ci aveva già provato: «Una siringa al collo, ma lei non lo ha denunciato»

Martedì 23 Febbraio 2021
La studentessa accoltellata è ancora grave. L'ex ci aveva già provato: «Una siringa al collo, ma lei non lo ha denunciato»

È ancora grave G.K., la studentessa greca di 21 anni accoltellata domenica sera dall’ex fidanzato 27enne a Torino. Ricoverata in gravi condizioni alle Molinette, nella notte è stata sottoposta ad un intervento chirurgico di sei ore per ridurre le lesioni ai polmoni provocate dalle coltellate da parte di Jetmir Kurtsmajlaj, ex studente del Politecnico, di origini albanesi, arrestato dai carabinieri con l’accusa di tentato omicidio.

 

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Secondo quanto racconta il quotidiano La Stampa i due avevano avuto una relazione, qualche mese fa: ma forse lei lo aveva respinto, perché amici e parenti della ragazza di questo ragazzo non avevano mai sentito parlare. «Io non l’ho mai visto, non so come si siano conosciuti», le parole della sorella, che al quotidiano torinese ha raccontato come il 27enne aveva rintracciato l’ex fidanzato della giovane e la nonna in Grecia: «Ha raccontato loro malignità, le avevo detto di denunciarlo. Era diventato pericoloso, l’ha minacciata su Instagram, le ha scritto che l’avrebbe ferita e uccisa».

 

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L'ex ci aveva già provato con una siringa al collo

 

La ragazza, nata a Lesbo e iscritta all’Università di Torino alla facoltà di Lingue, già lo scorso 16 febbraio era scampata ad un’aggressione da parte dello stesso Jetmir: lui l’aveva invitata a casa e aveva tentato di iniettarle un liquido con una siringa al collo, forse un veleno. Lei si era salvata, era andata in ospedale, aveva raccontato tutto alla polizia ma nonostante la paura non lo aveva denunciato. Domenica è successo ancora: i due si sono rivisti, forse per chiarire, ed è finita ancora male.

 

 

 

«Mi ha scritto che era con lui - racconta ancora la sorella a La Stampa - verso le 17 mi ha detto che andava tutto bene e che mi avrebbe chiamata dopo. Ma a tarda sera mi hanno cercato i carabinieri, dicendomi che era grave in ospedale». I testimoni hanno raccontato che la giovane era a terra, e lui sopra di lei a cavalcioni che la prendeva a pugni e calci: armato di un coltello da cucina, l’ha colpita al collo e al torace. L'aggressione è avvenuta il largo Marconi, nei pressi del parcheggio dopo l'uscita della metro: poi Jetmir ha buttato l'arma in un'aiuola e ha atteso l'arrivo dei carabinieri, che lo hanno arrestato per tentato omicidio.

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