Mattarella, il discorso: «Ricostruiamo l’Italia post emergenza»

Il giuramento del presidente, standing ovation alla Camera: 55 applausi e 18 volte "dignità"

Mattarella, il discorso: «Ricostruiamo l’Italia post emergenza»
di Alessandra Severini
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Venerdì 4 Febbraio 2022, 06:00 - Ultimo aggiornamento: 07:37

A sette anni di distanza Sergio Mattarella torna a parlare al Parlamento che lo ha voluto ancora una volta alla guida della Repubblica. Nel suo discorso di insediamento il Capo dello Stato pronuncia 18 volte la parola dignità, non bacchetta i parlamentari per lo spettacolo (questo sì, poco dignitoso) offerto durante i giorni dell’elezione, «travagliati anche per me», riconosce il presidente.

Al Paese prova a inviare un messaggio di fiducia e un appello all’unità, rivolto a «forze politiche e sociali, imprese e sindacati, giovani e anziani, città e zone interne» perché «serve il concorso di ciascuno» nell’impresa di «costruire l’Italia del dopo emergenza, per rendere la nostra patria più forte, più giusta, più moderna». Un’Italia in cui «vengano meno le disuguaglianze sociali» e la ripresa sia sostenuta da «progettualità, investimenti e da un salto di efficienza del sistema paese». Il Parlamento lo interrompe di continuo con applausi scroscianti (55 in tutto) in cui si legge anche il sollievo e la riconoscenza per una scelta che il presidente non aveva intenzione di fare ma che ha permesso alle forze politiche di uscire dalla palude e guadagnare almeno un altro anno di relativa stabilità. Qualche parlamentare è assente per Covid. Attenzione a non sprecare l’occasione, dice Mattarella che, dopo aver ricordato l’importanza della vaccinazione, ricorda l’esempio «offerto da medici, operatori sanitari e da chi ha garantito i servizi essenziali nei momenti più critici».

Poi l’avvertimento: le disuguaglianze minano qualsiasi ripresa e la pietra angolare su cui costruire questa nuova Italia è la dignità. Dignità di «detenuti, disabili, studenti, donne» e di tutte quelle categorie che rischiano di vederla calpestata ogni giorno. C’è la tutela dell’ambiente nel discorso di inizio settennato, l’Europa, la riforma della giustizia, la necessità di far fronte alle nuove difficoltà, come l’aumento dei prezzi dell’energia. Ma c’è soprattutto la fiducia, quella che da Capo dello Stato, guida e garante, Mattarella ha sentito il dovere di infondere ad un Paese ancora frastornato e irrigidito da due anni di crisi sanitaria ed economica.

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