Rifiutava rapporti sessuali con il marito, sanzionata per non aver rispettato il dovere coniugale. Ma ora lei fa ricorso alla Corte Europea

Domenica 21 Marzo 2021
Francia, rifiutava rapporti sessuali con il marito, condannata. Ma ora lei fa ricorso

C'è chi parla di Medioevo, chi invece (ma molto defilato) dà ragione alla Corte d'Appello che ha sanzionato una donna di 66 anni per non aver adempiuto ai suoi doveri coniugali, cioè non aveva rapporti sessuali con il marito. Ma lei non ci sta e ha presentato un ricorso contro la Francia davanti alla Corte europea per i diritti umani per «ingerenza nella vita privata» e «violazione dell'integrità fisica», dopo che la giustizia francese le ha appunto «imposto» il «dovere coniugale» (abolito nel 1990, protestano contro i giudici le associazioni femministe). Lo hanno reso noto due associazioni che la assistono e la sostengono nella sua battaglia legale e civile.

 

La corte d'appello di Versailles (a Parigi) aveva sanzionato la donna nel 2019 in quanto si rifiutava di avere rapporti sessuali con il marito. I giudici hanno pronunciato un divorzio per colpa, a carico esclusivo della donna, soprattutto per tale motivo, ritenendo che i fatti, «confermati dall'ammissione della moglie, costituiscono una violazione grave e ripetuta dei doveri e obblighi del matrimonio, che rendono intollerabile continuare la vita in comune».

 

La decisione della Corte d'Appello è stata poi confermata dalla Cassazione. Le due associazioni che assistono la donna, la Fondazione delle donne e il Collettivo femminista contro lo stupro, condannano il fatto che la giustizia francese «continui ad imporre il dovere coniugale», «negando così il diritto delle donne di essere consenzienti o meno nei rapporti sessuali».

 

 

Le due associazioni ricordano che «nel 47% dei 94.000 stupri e tentativi di violenza sessuale registrati ogni anno, l'aggressore è il coniuge o l'ex coniuge della vittima». «Il matrimonio - concludono le due associazioni che chiedono la condanna della Francia - non è e non deve essere una servitù sessuale».

 

 

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