“L'anima del tessile”, in mostra la genesi delle Costantine. Così il ricamo salentino conquistò la scena

Dopo l'inaugurazione il documentario di Edoardo Winspeare "Amando e cantando"

Mercoledì 1 Dicembre 2021 di Claudia PRESICCE

Questa storia si riannoda a un filo. Racconta di lentezza e ingegno, di guizzi di intuito e di tenacia, di resistenza ad un mondo declinato sul prodotto rapido e seriale, in cui una preziosa arte antica rischia l’oblio. E poi racconta di nodi d’amore e pazienza, diventati tessuti preziosi ai quali è aggrappata una lunghissima storia di emancipazione e poesia. Si intitola “Le anime del tessile” ed è la mostra dedicata all’arte antica della tessitura radicata nel Salento che verrà inaugurata a Lecce, presso l’ex Convitto Palmieri dopodomani, venerdì 3 dicembre, alle 18. È un modo per riannodare i fili di un discorso con un allestimento multitasking, fitto come la trama di un prezioso tessuto ed espresso in una mostra documentaria, curata da Elena Laurenzi e Brizia Minerva, che resterà aperta nelle sale del Convitto fino al 3 giugno 2022 (dal lunedì al venerdì dalle 8 alle 20 e il sabato dalle 8 alle 14; visite guidate e info 0832 373576).

 

Tra gli ospiti da direttrice creativa della maison Dior Maria Grazia Chiuri


Tanti gli ospiti all’overture tra cui Maria Grazia Chiuri, direttrice artistica delle collezioni donna Dior, e i promotori della mostra Luigi De Luca (direttore del Polo biblio-museale) e Cristina Rizzo (presidente Fondazione Le Costantine). L’inaugurazione sarà seguita alle 20 dalla proiezione in anteprima del film documentario “Amando e cantando” di Edoardo Winspeare. 
Concepita nell’ambito del progetto “Dal passato al futuro. Storia e attualità di una eccellenza femminile che fa impresa” (vincitore del concorso ‘Future in research’, promosso dalla Regione Puglia e realizzato con il Dipartimento di Storia società e studi sull’uomo dell’Università del Salento) e ideata da Elena Laurenzi, la mostra racconta la storia della Fondazione “Le Costantine” di Uggiano La Chiesa. 

 

La ricerca negli archivi delle donne di Casa De Viti di Marco-Starace


La narrazione, attraverso una certosina ricerca tra documenti d’archivio e artefatti tessili, segue i movimenti delle donne di casa De Viti de Marco-Starace dal primo ‘900 e mostra una realtà straordinaria, per quel tempo e anche per il nostro. Infatti emerge il disegno di una fitta silenziosa rete di rapporti cuciti nel mondo delle Industrie Femminili Italiane, tra scuole e laboratori tessili in Italia e anche all’estero: un disegno che vede la tessitura salentina al centro di un grande circuito internazionale. Il materiale esposto arriva dall’archivio “Carolina de Viti de Marco e Giulia Starace” in custodia della Fondazione “Le Costantine” e lascia intravedere le tappe di un percorso creativo che incrocia momenti topici della storia culturale del Novecento dal movimento di emancipazione femminile a quello artistico dell’Arts and Craft, dal modernismo religioso alla pedagogia montessoriana fino alla filosofia steineriana. Fiori all’occhiello, oltre ai premi legati ad alcune Esposizioni Universali, sono i pezzi delle collezioni private di Joe e Eileen Coppola e di Gabriele e Giulia Malinconico: esemplari del campionario del prestigioso laboratorio della Scuola di Casamassella creato da Carolina ed Etta de Viti de Marco e consorziato nelle Industrie femminili italiane. 
Da non trascurare è la fondamentale azione filantropica delle de Viti de Marco illustrata attraverso un focus sui reportage fotografici di Giuseppe Palumbo realizzati nel Salento nei primi decenni del Novecento (dall’archivio del Museo Castromediano). 
«Nel percorso della mostra – spiegano Elena Laurenzi e Brizia Minerva – seguiamo lo sviluppo di un progetto che intreccia una sapienza tecnica antichissima, accuratamente custodita e coltivata, con il senso politico della felicità pubblica e della responsabilità nei confronti del mondo». Il film di Winspeare dedicato a questa storia è realizzato attraverso il Social Film Production con il Sud con la produzione esecutiva di Saietta Film e in collaborazione con Fondazione Le Costantine e Fondazione di Comunità del Salento. “Amando e cantando”, racconta il laboratorio tessile delle De Viti de Marco-Starace tra ieri e oggi. «A Casamassella, nel Salento, c’è un posto dove quest’arte è diventata metafora di libertà, emancipazione e poesia – spiega il regista Winspeare – tale luogo si chiama “Le Costantine”, sede di una fondazione in cui l’utopia della felicità pubblica attraverso il lavoro è stata realizzata. “Amando e cantando” è un omaggio alle donne straordinarie che tanti anni fa lo hanno immaginato e anche a tutte le donne forti e buone che stanno salvando il mondo». 

 

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