Brindisi, non solo la casa di Virgilio: «Cultura e memoria per la rinascita»

Brindisi, non solo la casa di Virgilio: «Cultura e memoria per la rinascita»
di Francesco TRINCHERA
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Venerdì 19 Agosto 2022, 05:00

Brindisi ed il suo patrimonio nascosto o comunque poco conosciuto, nelle sue diverse sfaccettature. Parallelamente al discorso su beni come i bronzi di punta del Serrone (nel trentennale dal loro rinvenimento) e la casa di Virgilio, il discorso può essere ampliato anche ad altre strutture che non rientrano tra quelle più note. Per lo storico Giacomo Carito, uno degli esempi più significativi è quello relativo al cosiddetto “Pozzo traiano”, che si trova nei pressi di via Annunziata. «Si tratta – sostiene – della struttura idraulica più interessante che abbiamo a Brindisi e che è assolutamente intatta». Il pozzo «ha continuato a funzionare sino agli anni 30 e da lì si riforniva la Marina Militare». 

L'opportunità

Carito la ritiene una struttura che, se recuperata, potrebbe aprire a diverse possibilità, soprattutto nell’ottica di renderla parte degli itinerari di cui Brindisi fa parte, da quello dell’Appia al Cammino materano. «Bisogna rendere visitabile – aggiunge lo storico - quello che abbiamo ed il pozzo è un unicum, un grande bacino che raccoglieva le acque che scendevano dalla collinetta di via Lata, con dei canali di scarico verso quello che ora è corso Garibaldi ma che prima era un terzo braccio del porto». Carito usa come termine di paragone il pozzo di Plinio a Manduria, anche se considera la struttura brindisina “molto più complessa ed articolata”.

Le date storiche

Altro aspetto su cui punta lo storico è quello relativo alla riconoscibilità dei luoghi e a delle targhe che illustrino alcuni dei punti salienti della storia cittadina: una delle sue principali battaglie, ad esempio, è stata quella di porre delle insegne in quei luoghi che in città (quando per alcuni mesi è stata capitale d’Italia tra il settembre del 1943 ed il gennaio del 1944) il governo ed i reali italiani. 

«Un discorso ampio: qualunque città ha delle targhe che ricordino persone o eventi che si sono tenuti in quel luogo. Brindisi è l’unica città che questo non l’ha fatto». Anche per questo Carito ha ricordato la mancanza di una targa che ricordi l’arrivo del Mahatma Gandhi (in due occasioni in città) così come di tutti i personaggi famosi giunti in città. «Occorrerebbe – è la constatazione – una memoria diffusa, anche dei luoghi che hanno visto Brindisi sede del governo durante la seconda guerra mondiale». Per quel che concerne il legame del capoluogo con l’antica Roma, invece, lo storico ha puntato «sui resti della palestra di palazzo Guerrieri, dove è uscito un mezzo quartiere della Brindisi romana». Carito sottolinea che “sono anni che la campagna di scavo è conclusa ma non si rende ancora visitabile”. 
Allo stesso modo «non sono visitabili altre aree scavate in strutture private, come il tratto di mura romane ed il pavimento di una casa romana in un palazzo di via Montenegro». Ed ancora “il criptoportico di Santa Chiara” e gli scavi di via Casimiro, spesso oggetto di vandalismo, per i quali sollecita di «garantire un minimo di sicurezza a quell’area», chiedendo se ci sia la possibilità di «mandare qualcuno a pulire ogni giorno». Allontanandosi dal centro della città, il focus va su Giancola dove «si sono trovati i resti di una villa rustica ed una fornace, poi ricoperti per salvaguardarli dai vandali»: di contro, Carito vede l’opportunità di realizzare lì «un piccolo parco archeologico».

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