Neonato abbandonato, Decaro: «Vicini senza giudicare»

Lunedì 20 Luglio 2020
Ha fatto il giro d'Italia provocando grande commozione la storia per neonato abbandonato in una culla termica dentro una chiesa di Bari. Oggi a parlare è il primo cittadino del capoluogo pugliese. «Ieri, a Bari, mentre un bambino di otto giorni veniva lasciato nella culla termica della parrocchia San Giovanni Battista, un altro bambino di due anni perdeva la vita in un tragico incidente, travolto dall'auto del suo papà. Una piccola vita sbocciava, in un modo così particolare; un'altra sfioriva, per una insopportabile fatalità. Non ho trovato parole appropriate, chissà se ne esistono, per mettere ordine alle emozioni che si accavallavano, contrastanti. L'unica cosa che ho provato a fare è stare vicino».
 

Lo scrive su Facebook il sindaco di Bari, Antonio Decaro, ricordando le due vicende accadute ieri a Bari, il piccolo Luigi affidato alla culla termina di una parrocchia del quartiere Poggiofranco di Bari e poi alle cure del reparto di Neonatologia del Policlinico, e il bambino di due anni morto nel campo rom della città. «Ho incontrato il professor Nicola Laforgia (primario del reparto di Neonatologia e Terapia intensiva neonata del Policlinico di Bari, ndr) e i suoi collaboratori che in queste ore si stanno prendendo cura del piccolo Luigi. Ho incontrato, all'obitorio, i genitori che hanno perso tragicamente il loro Ezachel. Perché ora noi - scrive Decaro - dobbiamo prenderci cura di loro, di tutti loro. Senza giudicare, senza recriminare, senza puntare il dito. Così fa una comunità unita, nel dolore e nella speranza, di fronte a due famiglie che oggi più che mai hanno bisogno di noi».  © RIPRODUZIONE RISERVATA