Università e scuola, a Bari in 50mila giovani dicono sì al vaccino

Martedì 10 Agosto 2021 di Enrico FILOTICO

Università e Scuola, le istituzioni della formazione per il governo avranno regole diverse. Se UniBa a partire dalla prossima settimana, quando riaprirà, sarà accessibile solo a studenti con green pass, per le scuole le regole sono e saranno diverse. Era evidentemente impossibile, viste le diffuse manifestazioni di piazza, porre dei vincoli anche agli studenti delle scuole. La minore età rende il dibattito troppo caldo per poter chiedere addirittura l'obbligatorietà della certificazione.

I numeri della Asl Bari


Secondo le informazioni fornite dall'Asl di Bari, nel capoluogo pugliese e nella sua provincia si contano oggi circa 50mila ragazzi compresi tra i 12 e 19 anni che sono già stati sottoposti almeno alla prima dose del vaccino. Un numero che fa ben sperare in vista dell'inizio dell'anno scolastico del prossimo settembre.
Secondo quando disposto dalla cabina di regia, i giovanissimi sono esentati dal green pass ma lo stesso non vale per il corpo docente. All'alba del terzo anno condizionato dalla pandemia, è stato chiesto al personale docente di contribuire alla ripartenza della formazione. La cui chiusura è stata durissima, e troppo lunga. Attorno al tema, come spesso accade, il dibattito politico si è polarizzato.


Il sottosegretario all'istruzione leghista, Rossano Sasso, in linea con il suo partito spinge affinché non si imponga né ai ragazzi né ai docenti nessun tipo di condotta. Il decreto green pass per la scuola prevede che dal 1° settembre 2021 e fino al 31 dicembre 2021, termine di cessazione dello stato di emergenza, al fine di tutelare la salute pubblica e mantenere adeguate condizioni di sicurezza nell'erogazione in presenza del servizio essenziale di istruzione, tutto il personale scolastico del sistema nazionale di istruzione e universitario, nonché gli studenti universitari, devono possedere e sono tenuti a esibire la certificazione verde COVID-19 di cui all'articolo 9, comma. Ora rimane solo da capire quanto durerà la resistenza della frangia di docenti che fino ad oggi si sono detti restii rispetto alla vaccinazione prima di tornare in aula.


I rischi sono tanti, e ampliamenti noti. La Puglia, e così il suo capoluogo, è stata al centro del dibattito nazionale spesso per la confusione orbitata attorno al tema delle aperture della scuola. Il Presidente ha sposato dall'inizio della pandemia la linea della responsabilità individuale, senza cui effettivamente non si sarebbe potuto raggiungere nessun risultato. In merito al rientro in aula ha concesso a chi lo volesse di poter portare i bambini a scuola, invece ai genitori meno fiduciosi è stato consentito di lasciare che i ragazzi proseguissero con la didattica a distanza.


A Bari le scuole riapriranno il prossimo 20 settembre, ultimi in Italia con la Calabria. Alla base sicuramente la volontà di preservare la stagione estiva, facendola durare il più a lungo possibile. Poi tutti in aula, per un anno che riporterà i giovanissimi a guardarsi negli occhi dopo ormai due stagioni di Dad. Il problema da affrontare è quello della dispersione scolastica, tema che l'amministrazione di Antonio Decaro ha provato a combattere con agevolazioni economiche per gli studenti. Quest'anno sono stati registrati oltre 10mila alunni in meno al momento dell'iscrizione, ecco allora che nelle scose settimane l'assessora ai Servizi sociali, Francesca Bottalico, ha avviato un progetto in cui 560 ragazzi saranno seguiti da educatori. Già da inizio pandemia l'amministrazione aveva avvicinato gli studenti appartenenti a famiglie più in difficoltà fornendo loro computer e materiale utile a seguire le lezioni.
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Ultimo aggiornamento: 14:43 © RIPRODUZIONE RISERVATA