Bari, al via incontro Cei. Bassetti: «Liberi di partire o di restare». Poi cita Moro

Mercoledì 19 Febbraio 2020 di Vincenzo DAMIANI
Immigrazione, guerre e un riferimento ad Aldo Moro, «martire di questa terra»: nel lungo discorso che ieri, a Bari, ha aperto l'incontro Mediterraneo frontiera di pace, il cardinale Gualtiero Bassetti, presidente della Cei, ha subito toccato i temi più caldi che saranno sviscerati, privatamente, dai 60 vescovi giunti in Puglia da 20 Paesi dell'area del Mediterraneo.
Quattro giorni di lavori che, entro domenica, quando a Bari arriverà Papa Francesco, dovranno servire a produrre un documento unitario per la pace. Non «una raccolta di lamentele» ma «proposte», come ha chiesto il Santo Padre. La giornata è cominciata con la messa concelebrata nella cripta della Cattedrale, alla quale hanno partecipato anche il governatore Michele Emiliano e il sindaco Antonio Decaro, ed è proseguita nel pomeriggio con il discorso pubblico di monsignor Bassetti che ha preceduto l'inizio del confronto privato tra i prelati. «Siamo qui ha ricordato il presidente della Cei - per riscoprire il significato di una comune appartenenza al Mediterraneo, quindi per attingere alla bellezza e alla forza della comunione fraterna, e per mettere a fuoco una profezia di unità. Il Mediterraneo non è solo bellezza generata dall'incontro delle diversità, ma anche violenza che esplode a causa dell'incapacità di comporre i giochi di potere, gli interessi contrapposti e le paure che queste stesse diversità possono alimentare». Bassetti si è soffermato molto sui temi dell'immigrazione e dell'accoglienza: «Nessuna cattedrale ha detto - esisterebbe senza porti, nemmeno nell'Europa continentale». «La peculiarità di questo ritrovarci - ha continuato - è quella di esprimere il nostro modo più autentico di vivere ed essere Chiesa, che dà voce alle difficoltà e alle domande dei popoli che si affacciano sul Mediterraneo, in un momento che per tanti di loro è davvero drammatico. Si tratta di un incontro fraterno, tappa di un percorso più ampio». In una Bari già blindata che domenica si appresta ad ospitare anche il capo dello Stato, Sergio Mattarella e il premier Giuseppe Conte Bassetti ha teso la mano a tutte le fedi: «Tutte e tre le religioni che nascono dal seme di Abramo, la religione ebraica, la religione cristiana e musulmana - ha spiegato - hanno questa concezione di Dio padre, di Dio provvidenza, di Dio misericordioso. Basterebbe che entrasse nel cuore questo insegnamento profondo e fosse messo in pratica e sarebbe la pace non solo nel Mediterraneo ma su tutto il mondo».
L'alto prelato ha poi spiegato la scelta di organizzare l'evento a Bari. «La figura di San Nicola ci riporta a tutto l'Oriente. Bari anche per la sua civiltà è il baricentro del Mediterraneo». L'esortazione di Bassetti è a «dire basta a questa politica fatta sul sangue dei popoli. Dobbiamo ha aggiunto - pretendere che le controversie internazionali siano affrontate e risolte nel quadro del diritto, del bene comune e di una più forte, più funzionale e incisiva azione delle Nazioni Unite». Altrimenti, il rischio è «soprattutto nel bacino Mediterraneo, dove convergono le tensioni e le contrapposizioni del mondo intero, l'alternativa alla pace sia il caos incontrollato. Gli scontri terroristici e militari procurano morte e sofferenze indicibili alle popolazioni inermi; la comunità internazionale e le organizzazioni sovranazionali gestiscono a fatica le crisi umanitarie che ne derivano, tollerando spesso violazioni ai diritti umani», il richiamo.
Chiaro l'indirizzo della Chiesa sul tema dell'immigrazione: «La questione della cittadinanza è cruciale per tutti, noi vescovi non possiamo vedere la questione dei migranti in maniera settorializzata». E ancora: «Il muro che divide i popoli è soprattutto un muro economico e di interessi. C'è una frontiera invisibile nel Mediterraneo che separa i popoli della miseria da quelli del benessere. Non potrà esserci arresto delle crisi migratorie e umanitarie senza che sia restituito a ogni uomo e a ogni donna, cittadini del mondo, il diritto di restare nella propria patria a costruire un futuro migliore per sé e per la propria famiglia, e senza che a questo diritto sia affiancato anche quello di spostarsi. Liberi di partire, liberi di restare è la linea che, come Conferenza Episcopale Italiana, ci siamo dati».
La chiusura è dedicata a Moro e a una frase pronunciata dallo statista pugliese: «Un uomo - come lo definì san Paolo VI - buono, mite, saggio, innocente, osservava con un misto di realismo e di fiducia: forse il destino dell'uomo non è di realizzare pienamente la giustizia, ma di avere perpetuamente della giustizia fame e sete. Ma è sempre un grande destino».
© RIPRODUZIONE RISERVATA Ultimo aggiornamento: 20 Febbraio, 20:41 © RIPRODUZIONE RISERVATA