Un motore a turboelica per volare più veloci: ecco il Catalyst nato dalla tecnologia avanzata e la collaborazione tra UniSalento e Politecnico

Il motore Catalyst dell azienda Ge Avio Aero
Il motore Catalyst dell’azienda Ge Avio Aero
di Oronzo MARTUCCI
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Mercoledì 26 Gennaio 2022, 08:27

Per Ge Avio Aero, che svolge la propria attività tra Bari e Brindisi, si cominciano a vedere i risultati e le prospettive collegati a un nuovo motore a turboelica, denominato Catalyst.
Il motore può contare su un primato: è il primo turboelica dotato del Fadec (Full Authority Digital Engine Control), cioè il sistema di controllo integrato di elica e motore che assicura al pilota un miglior controllo e una maggiore reattività, semplificando l'integrazione tra il propulsore e l'avionica in caso di pilotaggio da remoto.

Infatti vi sono grandi potenzialità per utilizzare il Catalyst sui droni e non solo sui velivoli commerciali per il trasporto di passeggeri. Il Fadec è stato testato in collaborazione tra il laboratorio integrato multidisciplinare Energy Factory Bari di Avio Aero e il Politecnico di Bari. Il programma Catalyst è stato avviato nel 2015 con l'obiettivo di realizzare un motore a turboelica altamente innovativo, capace di aumentare le prestazioni e ridurre i consumi anche grazie all'utilizzo delle componenti del motore realizzate con l'additive manufacturing. I pezzi realizzati con questo sistema sono prodotti presso lo stabilimento di Brindisi grazie all'utilizzo di stampanti 3D. L' additive riduce le lavorazioni, i processi e le giunzioni che collegano le diverse componenti tra di loro con un vantaggio in termini di costi, tempi e manutenibilità del componente e peso.

Il progetto 


Il progetto è stato finanziato in parte dalla regione Puglia con un Contratto di Programma. Nel progetto è coinvolto il Distretto tecnologico aerospaziale (Dta) che ha impegnato nell'attività di progettazione 45 ingegneri, i quali hanno potuto lavorare in sinergia con docenti di Unisalento e Politecnico di Bari. Dta e Unisalento hanno lavorato alle parti da progettare nello stabilimento di Brindisi, la collaborazione con il Politecnico ha riguardato i controlli. I responsabili scientifici degli accordi di collaborazione sono stati il professore Antonio Ficarella, direttore del Dipartimento di Ingegneria dell'Innovazione di Unisalento e il professore Francesco Cupertino, ora rettore del Politecnico di Bari.
Il progetto ha permesso agli ingegneri contrattualizzati dal Dta di operare in un contesto internazionale, con numerose trasferte per testare il motore assemblato a banco a Praga e a Hradec Kralove. Ci sono state anche trasferte in direzione degli Stati Uniti, dove gli ingegneri si sono recati presso lo stabilimento di Textron per effettuare attività di integrazione hardware e software della centralina di controllo del motore Catalyst nel simulatore del Denali, e in Canada dove hanno svolto il test di certificazione di icing (ghiaccio). Alla fine di novembre il motore è stato utilizzato a Wichita, negli Usa, dalla Textron su un velivolo Beechcraft Denali. I piloti della Textron hanno dichiarato che «è semplicemente un aereo fantastico da pilotare. Siamo davvero partiti con un ottimo inizio per il Denali flight test program». L'azienda punta alla certificazione per il Denali nel 2023. Il Denali è progettato per avere un range di 1.600 miglia nautiche a high-speed cruise con un pilota e quattro passeggeri. Sarà in grado di volare da Los Angeles a Chicago, da New York a Miami o da Londra a Mosca. A oggi, i 16 motori realizzati hanno accumulato più di 2.600 ore di funzionamento. Questo rende il Catalyst un motore particolarmente adatto anche per velivoli a pilotaggio remoto.
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