Virus, i moclonali di Trump
per salvare la vita ai pazienti Covid

Virus, i moclonali di Trump per salvare la vita ai pazienti Covid
4 Minuti di Lettura
Domenica 18 Aprile 2021, 08:04

FOLIGNO Un super farmaco per combattere il Covid, in modalità equivalente a quello già utilizzato dall'ex presidente Usa Donald Trump per combattere il virus, è stato allestito dal Laboratorio Centralizzato di Galenica Clinica dell'ospedale San Giovanni Battista di Foligno ed è il primo del genere in Umbria e tra i primi in Italia. A spiegare di cosa si tratta è il dottor Fausto Bartolini, direttore del Dipartimento per l'Assistenza Farmaceutica dell'Usl Umbria 2.

Direttore Bartolini, che cosa è questo super farmaco?

«Stiamo ampliando la gamma della terapia anti Covid e al Laboratorio di Foligno si sta procedendo all'associazione di due anticorpi monoclonali. Ciò permette di creare un farmaco innovativo, del tipo di quello già utilizzato dall'ex presidente trump, che combina due anticorpi monoclonali attualmente disponibili in Italia e in Umbria, bamlanivimab/etesevimab (Eli Lilly) e casirivimab/imdevimab (Regeneron/Roche)».

Cosa cambia?

«A differenza di un solo anticorpo monoclonale, combinandone due ciò amplia ulteriormente la gamma di armi terapeutiche da utilizzare contro il Coronavirus sia perché hanno dimostrato maggiore efficacia e sia perché si può ridurre il rischio di fallimento del trattamento nel caso in cui un paziente fosse infettato da una variante del virus resistente al solo bamlanivimab».

Come agisce?

«Il superfarmaco va a colpire anticorpi cosiddetti aspecifici e lo fa senza conoscere ciò che cerca, ma agisce in sostanza su tutto ciò che è estraneo. La seconda volta che il paziente lo assume questo super farmaco ha sviluppato una sua memoria e va a calibrare l'azione sugli anticorpi che attraverso la proteina spike fanno penetrare il Covid nell'organismo del soggetto colpito e lo diffondono. In pratica la combinazione dei due monoclinali amplifica la capacità che permette di contrastare l'ingresso dle virus».

Può essere dato a chiunque?

«No. Stiamo portando avanti la sperimentazione e può essere somministrato solo a determinate tipologie di pazienti e che abbiano il Covid in fase iniziale. Diversamente se dato a chi è in fase avanzata o acuta sarebbe inutile, se non ne casi più complessi addirittura dannoso, in quanto il Coronavirus è già diffuso e a nulla servirebbe il contrasto al suo accesso nell'organismo».

Perché parliamo di un farmaco molto efficiace?

«Perché è di fatto oggi una potentissima arma nella lotta al Covid. Dà vantaggi duplici perché essendo una combinazione di due anticorpi monoclonali specifici si ottengono effetti di contrasto maggiore rispetto anche alle varianti e per questo va impiegato nella fase iniziale, proprio per contrastare con la massima forza la degenerazione del virus».

Un risultato eccezionale, quello descritto dal dottor Bartolini, che vede avere un ruolo essenziale, nella lotta al Covid, dal Laboratorio centralizzato di Galenica Clinica di Foligno guidato dalla dottoressa Maria Antonietta Calzola che ha operato insieme al collega dottor Nicola Nigri e ad uno staff altamente qualificato. Verificata l'eleggibilità al trattamento sul registro Aifa, la terapia che prevede l'associazione di due anticorpi monoclonali verrà allestita secondo quanto previsto dalla RCP (Riassunto Caratteristiche del Prodotto) e nel rispetto delle NBP (Norme di Buona Preparazione della Farmacopea Ufficiale). I farmaci innovativi preparati nel centro folignate verranno quindi sottoposti a monitoraggio addizionale e ciò permetterà la rapida identificazione di nuove informazioni sulla sicurezza. Per evitare eventuali sprechi di farmaco legati alla complessità della patologia e del percorso assistenziale del paziente Covid-19 candidato alla terapia monoclonale, con il consueto impegno e disponibilità il personale del Laboratorio Galenico dell’Azienda Usl Umbria 2 si è reso disponibile ad allestire il farmaco sette giorni su sette, poche ore prima della sua somministrazione.

© RIPRODUZIONE RISERVATA