Aspiratore e filtri per “trattenere” le polveri industriali

Giovedì 16 Novembre 2017 di Nicola SAMMALI

Il progetto “Aria Pulita”, sviluppato da Cubo-innovazione e dal suo comitato tecnico scientifico, si pone come obiettivo quello di affrontare il complesso problema ambientale e sanitario che vive la città di Taranto. 
Nel corso dell’incontro di ieri pomeriggio a Palazzo di Città, il professore Francesco Pedrielli e l’ingegnere Angelo di Noi, accompagnati da Antonio De Padova, hanno presentato al vicesindaco e assessore all’Ambiente Rocco De Franchi, e al consigliere comunale Dante Capriulo, una serie di «strumenti innovativi» per «l’abbattimento di particolato ed inquinanti». 
Si tratta, in un primo caso, di un sistema che, attraverso un «aspiratore di aria posto all’interno di una cabina, in basso, trattiene le polveri grazie a due tipi di filtri e rilascia dall’alto aria pulita». Questi filtri, secondo i tecnici, tratterrebbero ogni tipo di polvere, quindi anche quella di «metallo» che si abbatte soprattutto sul quartiere Tamburi. «Parliamo di Pm10, Pm2,5 e Pm1 ma anche di nanoparticelle» spiega Pedrielli. 
La cabina ha dimensione di «una edicola», per dare anche un’idea dell’impatto a livello urbano. Poi si passa a «pesare quanta polvere è stata raccolta in un mese» e quindi a calcolare a «posteriori» le concentrazioni in microgrammi per metro cubo nell’aria.
Secondo l’amministratore unico della Preinvel, di Noi, «il progetto vuole cominciare a fare massa critica sul territorio per il territorio. È arrivato il momento di affrontare il tema dell’inquinamento con la migliore tecnologia disponibile». La società che rappresenta ha «depositato un brevetto internazionale per l’abbattimento delle emissioni ultrafini, al di sotto del micron, cioè quelle che oggi non vengono controllate dagli attuali sistemi come filtri a manica o elettrofiltri». 
 
Le «lacune» di tali sistemi «ci hanno permesso di studiare un filtro innovativo denominato “Dna”: creiamo delle depressioni, come avviene durante il volo di un aereo, attraverso le quali, nel flusso stesso dei fumi, vengono attirate tutte quante le particelle», spiega di Noi. Tale filtro si applicherebbe «all’uscita degli altiforni in modo che, prima di essere convogliate nelle ciminiere, le polveri e le componenti chimiche verrebbero trattenute. Quindi non soltanto abbattiamo le particelle di polvere ma anche gli inquinanti presenti nelle emissioni dei fumi». 
Il Comune di Taranto, ha spiegato De Franchi «è doverosamente in ascolto di tutti quelli che vogliono proporre innovazioni e soluzioni scientificamente valide per l’abbattimento delle polveri. Pare che questa tecnologia che ci è stata presentata abbia avuto un buon successo a Nuova Delhi. Speriamo che queste tecnologie possano portare un risultato se applicate anche in questa città. Nell’ambito del rispetto di tutte le norme ha concluso il vicesindaco - auspichiamo che possano esistere anche delle sperimentazioni di cui magari si fa carico il privato che inquina, per verificare la bontà di queste soluzioni, per dare un contributo, mi auguro risolutivo, a questo problema che è diventato annoso e insopportabile per la città». 

Ultimo aggiornamento: 17 Novembre, 19:14 © RIPRODUZIONE RISERVATA