Il Lecce e le insidie della ripresa del campionato. Liverani: "Favorite le squadre con organici numerosi"

Mercoledì 3 Giugno 2020 di Lino DE LORENZIS
Mister Fabio Liverani e il suo vice Manuel Coppola
LECCE Ora che ci sono le date ufficiali della ripartenza del calcio italiano, riemergono anche i problemi sollevati a bocce ferme da Fabio Liverani. In una intervista rilasciata al Nuovo Quotidiano di Puglia quando ancora non c’era alcuna certezza sul ritorno in campo della serie A, l’allenatore del Lecce aveva evidenziato alcune problematiche che, a partire dalla seconda metà del mese di giugno, potrebbero favorire alcune squadre rispetto ad altre.
L’origine di tutti i problemi è la necessità di giocare ogni tre-quattro giorni, l’unico modo per portare a termine entro il 2 agosto il campionato interrotto il 9 marzo scorso al termine della 26ª giornata, con dodici giornate ancora da disputare oltre a quattro partite della 25ª giornata. In totale dunque sono 124 partite di serie A più semifinali e finale di Coppa Italia, senza dimenticare poi gli impegni europei delle italiane ancora in corsa.
Secondo mister Liverani giocare tante sfide ravvicinate è «un problema per tutti ma soprattutto per quelle squadre che, ad inizio stagione, non hanno allestito un organico composto da 25-28 titolari. Sarà come giocare la fase finale del campionato del mondo, ci vorranno tante risorse e di conseguenza avranno maggiori vantaggi quelle squadre che dispongono di organici numerosi». Facile pensare dunque a Juventus, Lazio, Inter, Milan, Roma e a tutte le squadre dell’alta classifica alle quali però si devono aggiungere anche alcuni club in lotta per la salvezza. Ad esempio Sampdoria, Torino, Udinese, Genoa e Spal che possono contare su organici consistenti in termini di quantità e soprattutto di qualità.
E nemmeno la possibilità di poter intervenire in corsa per ridare energie alla squadra, grazie all’introduzione delle cinque sostituzioni nel corso dei 90’ di gioco, fa sorridere l’allenatore del Lecce. Anzi, per Liverani questa novità favorirà ulteriormente le squadre con più calciatori perché «chi ha più risorse a disposizione adesso sarà ancora più avvantaggiato in quanto gli viene data la possibilità di cambiare in corsa ben cinque uomini su undici, quasi il cinquanta per cento della formazione di partenza».
Scendere in campo ogni tre-quattro giorni comporterà uno sforzo psico-fisico notevole, soprattutto per chi non è abituato a giocare partite così ravvicinate, e di pari passo aumenterà a dismisura anche il rischio di incappare in infortuni. Basta vedere cosa sta accadendo in Germania: anche se i giocatori della Bundesliga in concreto sono stati completamente fermi soltanto per un mese (allenamenti sul campo ripresi dal 6 aprile), gli infortuni muscolari soltanto nella giornata della riapertura sono stati ben otto: Reyna del Borussia Dortmund s’è fermato nel riscaldamento, gli altri durante le partite. L’elenco comprende Hazard del Borussia Dortmund, Rudy e Bebou dell’Hoffenheim, Todibo dello Schalke, Skjelbred dell’Hertha Berlino, Gjasula del Paderborn e Thuram del Borussia Mönchengladbach. La situazione è andata via via peggiorando con il passare delle partite.
Un bel grattacapo per mister Liverani e per il suo Lecce che non dispone di una rosa lunghissima. Ragion per cui, il tecnico romano dovrà trovare di volta in volta la soluzione migliori per mandare in campo una formazione all’altezza della situazione. Ad oggi nella lista degli indisponibili del Lecce figura soltanto Cristian Dell’Orco mentre sono da verificare le condizioni di Alessandro Deiola e Jevhen Shakhov. Fermo restando che contro il Milan mancherà per squalifica il difensore Giulio Donati. L’augurio è che Liverani possa contare su tutto l’organico dall’inizio alla fine dello sprint salvezza, sarebbe già un bel passo verso la permanenza nel calcio che conta. Ultimo aggiornamento: 10:37
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