Amaro Var, ma è la solita fragile Roma

Giovedì 7 Marzo 2019 di Romolo Buffoni
Amaro Var, ma è la solita fragile Roma

- L'ha decisa il Var, o meglio l'uso del Var. Rigore conmcesso al Porto per la trattenuta di Florenzi a Fernando (la maglia si allunga nettamente e non c'è fuorigioco); rigore non concesso per sgambetto evidente su Schick con il turco Cakir che nemmeno va a rivedere, persuaso dai colleghi al Var Marciniak e Gil che sono polacchi: problemi di inglese fra i tre? Unica spiegazione lecita in fondo.

- L'ha indirizzata la prestazione dei giallorossi, ancora confusionari, pasticcioni, fragili e imprecisi. I numeri parlano chiaro: il Porto ha tirato in porta 31 volte (9 nello specchio), la Roma la metà (15, con solo 2 tiri nello specchio).

- Praticamente Casillas non ha dovuto compiere una parata, graziato nel secondo tempo supplementare da Dzeko: alta la prima conclusione, pallonetto corto e maldestro nella seconda clamorosa occasione.

- Modulo nuovo (3-4-3), ennesima formazione diversa (mai scesi in campo gli stessi undici in questa stagione) e soliti difetti. Clamorosa la fragilità fisica, con De Rossi crollato a fine primo tempo (polpaccio sospetto stiramento) e il suo sostituto Pellegrini messo ko da un flessore al 6° del primo tempo supplementare).

- C'è poco da disperarsi. Va bene sottolineare gli errori di arbitro e Var, ma questa squadra sarebbe stata una tenerissima comparsa nei quarti di finale di Champions. Di Francesco è rimasto in silenzio. Ha parlato De Rossi al posto suo: autogestione? Chissà. Ma l'avventura di Di Francesco è da considerarsi finita. Non può esserci appello. E forse, ora che l'Europa è terminata, Monchi potrà dire di sì all'Arsenal.

- La Roma dovrà ricominciare da capo. Ancora una volta.

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