Covid, nel Lazio ripartono le prime dosi, slittamenti scongiurati: «Accelerazione anti-variante»

Lunedì 5 Luglio 2021 di Camilla Mozzetti

La sospensione era ormai decisa: le somministrazioni delle prime dosi di vaccino Pfizer previste dall’11 al 15 luglio sarebbero slittate di una settimana e invece il piano cambia e torna all’origine per contrastare l’avanzata della variante Delta anche grazie a un fattore - di non poco conto - nel mese in cui le consegne del farmaco anti Covid ad m-Rna saranno ridotte del 43% rispetto a giugno. In queste ore la Regione ha registrato un’ampia adesione da parte degli utenti per i richiami Astrazeneca. Si tratta di persone under 60 che nelle settimane precedenti hanno ricevuto la prima dose del vaccino anglo-svedese e che potevano scegliere: confermare la seconda dose con lo stesso farmaco o cambiare, virando dunque sulla vaccinazione eterologa attraverso i vaccini anti-covid ad m-Rna, anche a fronte delle nuove raccomandazioni arrivate dal Comitato tecnico scientifico che consiglia questo farmaco a una popolazione più anziana e dice sì al richiamo con il “mix” di farmaci.

Lazio, ripartono le prime dosi

 

 


I NUMERI
Ebbene più di 50 mila (ovvero il 38% della platea che ha iniziato il percorso di immunizzazione con Az) hanno scelto la prima strada e dunque concluderanno il percorso di immunizzazione con lo stesso vaccino. Il dato viene fuori dalle domande ricevute dalla Regione sulla richiesta di anticipo del richiamo, una possibilità che proprio il Lazio ha deciso, portando la seconda dose di Az a 8 settimane invece che 12. Nessuna forzatura tra l’altro, giacché proprio l’azienda anglo-svedese prevede fin dall’autorizzazione del farmaco la possibilità di somministrare la seconda dose «durante un arco temporale - spiega Pier Luigi Bartoletti, segretario provinciale della Fimmg, la Federazione italiana medici di medicina generale - compreso tra le 4 e le 12 settimane». Nei prossimi giorni l’adesione potrebbe aumentare e questo naturalmente lascia ampi margini di recupero sulle dosi Pfizer, arrivate con il contagocce e conteggiate oltre che sulla platea di chi deve ricevere necessariamente questo vaccino anche per far fronte ai richiami in eterologa. Ma poiché la quota di quest’ultimi si riduce tornano ad essere garantite le prime somministrazioni. Slittamento scongiurato in sostanza: decade la sospensione di una settimana. 

 


LA MINACCIA
Il beneficio è duplice: «In questo modo acceleriamo sulla campagna vaccinale - spiega l’assessore regionale alla Sanità Alessio D’Amato - per rispondere anche all’avanzata della variante Delta». Che nella Regione Lazio in appena un mese è cresciuta 10 volte passando da una circolazione del 3,4% a quella del 34,9%. «Il 74,5% dei casi in variante - spiegava qualche giorno fa l’assessore - risulta non vaccinato». Quindi è fondamentale riprendere anche con le prime dosi dei vaccini Pfizer mentre proseguono, anche grazie ai camper, alle aperture dei due nuovi hub di Civitavecchia e Passo Corese oltre all’open night negli ospedali (da ultimo quello al Santo Spirito) le vaccinazioni con i farmaci a vettore virale. Ulteriore aggiornamento: dal 14 luglio le farmacie, che somministrano ad oggi Johnson&Johnson inizieranno a ricevere anche il vaccino Moderna. Qual è la situazione sulla copertura vaccinale dei residenti nel Lazio? Entro l’8 agosto la Regione promette di arrivare all’immunità di gregge (il 70% della popolazione complessiva coperta dai vaccini). Ieri è stata superata la quota di 5,4 milioni di dosi somministrate, il 43% della popolazione con più di 12 anni ha completato il ciclo. Nel dettaglio, gli over 80 sono al 95%, la classe 70-70 anni al 90%, gli ultra sessantenni all’84%. Ancora: la fascia d’età 50-59 anni è al 71%, quella dai 40 ai 49 anni al 59% mentre c’è da premere l’acceleratore per i più giovani. Dei trentenni, infatti, il 48% è immunizzato e dei 20-29enni appena il 32%. 
 

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