Doppio gioco, maxi-operazione sulle scommesse on line: 14 arresti in tutt'Italia, e c'è un salentino

Mercoledì 3 Marzo 2021 di Cinzia FERILLI

“Doppio gioco”. Come quello degli scommettitori che usavano le casse delle agenzie di scommesse come tramite per le puntate online, in modo da aumentare le possibilità di vincita. Così è stata ribattezzata la maxi operazione coordinata dalla Procura di Catania che ha portato i militari delle fiamme gialle catanesi, insieme allo Scico (Servizio centrale investigazione criminalità organizzata), ad eseguire 14 ordinanze di custodia cautelare, 12 in carcere e due ai domiciliari, e nove misure interdittive dell’esercizio dell’attività commerciale, tra Italia, Polonia e Malta (366 gli indagati). Tra gli arrestati anche un salentino: Gino Pennetta, 43enne di Galatina, titolare di “Nexigames”, società proprietaria di una piattaforma per giochi online con sede a Malta.

L’uomo, ora ristretto ai domiciliari, secondo gli investigatori sarebbe coinvolto negli affari dell’organizzazione criminale, con legami internazionali, diretta dal clan Ercolano-Santapaola di Catania. Le accuse, a vario titolo, sono quelle di esercizio abusivo di gioco e scommesse, evasione fiscale, truffa aggravata, autoriciclaggio, aggravata dall'agevolazione alla mafia. Le indagini, partite da una segnalazione di operazione sospetta, hanno fatto luce sul sistema di raccolta e gestione illegale delle scommesse sportive online e il riciclaggio dei proventi. Il gruppo criminale avrebbe creato una piattaforma di gioco, non autorizzata a operare in Italia, attribuendone la proprietà ad una società maltese, per nascondere le connessioni con la criminalità organizzata.

I proventi della raccolta delle scommesse, secondo gli investigatori, finivano nelle loro mani e venivano smistati tra Puglia ed Emilia Romagna, fino in Germania e Polonia. Il giro di scommesse si basava su una rete di agenzie presenti su tutto il territorio nazionale. La maggior parte delle puntate veniva effettuata tramite con pagamento in contanti, in poche venivano fatte realmente online, per un giro di circa 32 milioni di euro. Quasi l’equivalente dell’evasione accumulata dalla società maltese, che, secondo i finanzieri, non avrebbe versato imposte sui redditi per oltre 30 milioni di euro. Gli introiti degli affari illegali venivano poi riciclati acquistando beni immobili e società. Gli stessi sequestrati nel corso dell’operazione, per un valore di 80 milioni di euro.

 

Ultimo aggiornamento: 4 Marzo, 07:43 © RIPRODUZIONE RISERVATA
Potrebbe interessarti anche
caricamento