Lega e 5 Stelle blindano Savona. Mattarella: «Diktat inammissibili»

Giovedì 24 Maggio 2018
Salvini e Di Maio insistono su Savona. Mattarella: «Diktat inammissibili»

Il presidente del Consiglio incaricato Giuseppe Conte al termine della prima giornata di consultazioni accelera e annuncia una squadra di ministri politici. Poi assicura che la tutela del risparmio sarà tra i principali impegni del governo. Ma uno dei nodi chiave della composizione dell'esecutivo riguarda ancora la guida dell'Economia, con Matteo Salvini che non intende cedere sulla nomina dell'economista euroscettico Paolo Savona. Ma il Quirinale avverte: «Il problema non sono i veti ma i diktat a Conte». Salvini torna poi ad attaccare l'Europa. «Intendo fare l'opposto di quello che l'Ue ha minacciato ai governanti italiani negli ultimi anni», ha detto il leader della Lega. Frasi che provocano agitazione nei mercati e un nuovo picco dello spread sopra quota 190. Silvio Berlusconi invece annuncia: Conte non avrà il sostegno di Forza Italia.

LEGGI ANCHE Salvini: «L'Ue ci minaccia? Faremo l'opposto»
LEGGI ANCHE Spread sopra quota 190, Borsa in calo

LEGGI ANCHE Renzi: opposizione dura

Conte. «Oggi ho avviato e concluso le consultazioni con tutti i partiti. Desidero ringraziarli tutti vivamente per la franca e cortese interlocuzione che ho avuto con tutti loro, è stata una giornata proficua da tutti i punti di vista», afferma Conte al termine della giornata. «Dedicherò l'intera giornata di domani a elaborare una proposta da sottoporre a al presidente della Repubblica, i ministri che proporrò saranno politici, così come il sottoscritto, saranno persone che condividono obiettivi e programmi del governo del cambiamento e che avranno dato prova di poter adempiere alle funzioni pubbliche loro affidate con disciplina e onore», aggiunge Conte.

LEGGI ANCHE Conte vede i risparmiatori: «Chi è stato truffato sarà risarcito»

L'avvertimento del Colle. Al Quirinale stanno attendendo i risultati delle consultazioni di Conte dopo l'incontro di ieri. Alla domanda se esistano veti presidenziali su alcuni ministri, al Quirinale si risponde che il tema all'ordine del giorno non è quello di presunti veti ma, al contrario, quello dell'inammissibilità di diktat nei confronti del presidente del Consiglio e del presidente della Repubblica nell'esercizio delle funzioni che la Costituzione attribuisce a tutti due. La Costituzione prevede scelte condivise tra presidente del Consiglio e presidente della Repubblica sulla scelta dei ministri. La preoccupazione del Colle è che si stia cercando di limitare l'autonomia del presidente del Consiglio incaricato e, di conseguenza, del presidente della Repubblica nell'esercizio delle loro prerogative. L'articolo 92 della Costituzione, tra le altre cose, recita: «il Presidente della Repubblica nomina il Presidente del Consiglio dei ministri e, su proposta di questo, i ministri».

Salvini. «Ma quale diktat? Piuttosto idee, proposte e suggerimenti...», dice Salvini prima di rientrare a Montecitorio interpellato sul nome di Savona e sulla dichiarazione del Quirinale. «C'è un economista che rappresenta la volontà degli italiani di contare di più in Europa», spiega Salvini che su un piano B sottolinea: «Abbiamo già il migliore a disposizione, Savona è la garanzia che l'Italia può sedersi ai tavoli da protagonista. Mi sfugge il perché si dovrebbe dire "no" a Savona». 

 

Convinceremo il centrodestra. «Siamo convinti che nelle prossime ore si possa partire con la soddisfazione di tutti, anche di coloro che non voteranno la fiducia. Sapremo convincere gli amici del centrodestra non con i posti, perché sarebbe irrispettoso per noi e per loro, ma con i progetti», afferma il leader della Lega dopo le consultazioni con il premier incaricato. 

Di Maio. «Oggi siamo molto felici, ci sono ancora alcune questioni da affrontare, dei ministri se ne occuperanno Conte e il presidente Mattarella, noi siamo una delle due forze che fa parte della maggioranza che mira a governare 5 anni». Così Luigi Di Maio al termine delle consultazioni con il premier incaricato. «Sarà un governo amico del popolo: vogliamo partire dalla parte più debole di questo Paese, quelli tagliati fuori dalle politiche pubbliche» degli ultimi anni, aggiunge Di Maio. Poi sul prof Savona, che potrebbe diventare ministro dell'economia Di Maio, uscendo da Montecitorio, non ha voluto rispondere e si è limitato a dire: «Queste sono questioni del presidente Conte e del presidente Mattarella, non nostre». «Non c'è nessuna intenzione di ledere», senza finire la frase ma facendo intendere il riferimento alle prerogative del capo dello Stato.

 

La grana Savona. «Con Salvini e la Lega siamo perfettamente allineati. È chiaro che adesso c'è il lavoro che passa tra il presidente incaricato e il Quirinale. Stiamo cercando i migliori profili per riuscire a portare questo Paese al cambiamento: tra i nomi c'è sicuramente il nome del professor Savona». Così il capo politico del M5S aveva risposto in precedenza ai cronisti a Montecitorio che gli chiedono se per il ministero dell'Economia sia ancora in corsa il professor Savona, una nomina che a causa delle sue posizioni anti-euro provoca delle resistenze al Quirinale. Infine, sulla possibilità che sia lui che Salvini possano assumere la funzione di vice presidente del Consiglio, Di Maio ha dichiarato: «Questo lo vedremo dopo, adesso non mi metto a fare proclami. Ne parleremo con Conte».

«Iniziamo dai più deboli, da quelli tagliati fuori da tutte le politiche di questo paese. Parliamo di quelli che non hanno lavoro, quelli che fanno impresa e non riescono ad arrivare a fine mese perché pagano più tasse che utili che incassano, e tutto quello che riguarda i diritti sociali», aggiunge Di Maio. «Quanti diritti sociali sono stati distrutti dalla sinistra? - chiede Di Maio - noi adesso li rimettiamo apposto». A chi gli chiede cosa c'entri la pace fiscale, che è una sorta di condono? «Condono è una cosa - dice - la pace fiscale un'altra».

 

Berlusconi. «Tale governo non potrà vedere il sostegno di Forza Italia, sia per la partecipazione di una forza politica con noi del tutto incompatibile come il Movimento Cinque Stelle, sia per i programmi già annunciati, gravemente insufficienti a dare una risposta ai bisogni degli italiani». Lo afferma Silvio Berlusconi, leader di Forza Italia in una nota. «Ne siamo tanto più convinti dopo aver sentito il prof Conte che, nell'accettare l'incarico
conferitogli dal Presidente della Repubblica, ha già annunciato la formula politica e i confini programmatici del suo governo, limitandolo a quel "contratto" fra M5s e Lega che - oltre a non avere alcun valore giuridico - è per metà un ingenuo libro dei sogni e per metà contiene scelte preoccupanti per l'Italia e gli italiani, dalle infrastrutture alla giustizia».

Il silenzio del Cav. Berlusconi lascia "muto" la Camera dopo le consultazioni con il premier incaricato. A sorpresa, l'ex premier mantiene la consegna del silenzio dopo l'incontro con Conte a Montecitorio. Dopo aver visto il premier incaricato per le consultazioni nella sala dei busti della Camera, il Cav ha avuto un faccia a faccia con Salvini di una decina di minuti. L'incontro con il leader della Lega si è tenuto nella sala di fronte a quella dove Conte sta ricevendo le delegazioni dei partiti. Berlusconi ha lasciato il palazzo senza dichiarazioni alla stampa per rientrare a palazzo Grazioli dove dovrebbe riunire lo stato maggiore di Forza Italia. Poi Berlusconi con una breve nota del partito conferma la linea dura di stare all'opposizione del nascente governo giallo verde votando contro la fiducia. 

Casaleggio. «Sono molto contento che si sia sbloccata questa situazione e sono sicuro che Giuseppe Conte sarà all'altezza della situazione. Gli faccio un grande augurio di portare avanti il suo compito con serietà e professionalità, che penso abbia». È il commento di Davide Casaleggio al nuovo mandato di Conte. A margine di un convegno sull'e-commerce in corso alla Luiss di Roma, il presidente della Casaleggio associati ha aggiunto: «Sono anche molto contento di pensare a come il Movimento nato nel 2009, nel 2013 per la prima volta in Parlamento, nel 2018 sia per la prima volta al governo. Penso che dovremmo essere tutti molto soddisfatti». 

Martina. «Al presidente Conte abbiamo confermato le nostre valutazioni politiche, i nostri giudizi negativi rispetto a quello che è accaduto fin qui e alle scelte e ai contenuti del contratto di Lega e M5S che abbiamo trovato. Se si parte da quelle scelte non si può che trovare il Pd su un fronte alternativo». Lo dice il reggente del Pd Maurizio Martina al termine dell'incontro con Conte. «Il nostro è un giudizio negativo su scelte e contenuti del contratto: ci sono forzature, a partire dai contenuti di carattere economico. Non c'è nessun cambiamento utile in quel contratto e in questo tentativo di governo, sia nel metodo che nelle scelte», aggiunge Martina, sottolineando la «assoluta
incoerenza dei due leader protagonisti di questo tentativo».

Grasso. «Abbiamo esposto le ragioni che ci portano ad essere convintamente all'opposizione del nascente Governo 5 Stelle - Lega». Così il capo della forza politica Liberi e Uguali, Pietro Grasso, al termine del colloquio con il premier incaricato. «Non conoscevo Conte e ho trovato in lui un modo di trattare i temi in sintonia con il mio, da giurista», prosegue Grasso. «Il modo di trattare i temi è di vederli sempre in un alveo costituzionale, tenendo conto dei trattati internazionali e del sistema legislativo attuale - spiega Grasso -. Si possono fare dei cambiamenti, ma in modo 'soft', seguendo i percorsi istituzionali», questo il metodo che, secondo l'ex magistrato, Conte ha mostrato di condividere.

Bonino. «Abbiamo preannunciato al presidente Conte una opposizione molto rigorosa. Gli interessi dell'Italia si difendono in Ue e non contro la Ue». Lo afferma Emma Bonino al termine della consultazione con il premier incaricato. 

I fuorisciti 5 stelle del Maie con Conte. «Abbiamo incontrato il professor Conte al quale abbiamo espresso piena soddisfazione nel trovarci di fronte ad un governo formato dalle forze politiche che hanno vinto le elezioni. Del gruppo fanno parte anche gli eletti M5s che non si sono potuti iscrivere al gruppo, ma come abbiamo detto non è il banco in cui uno si siede che determina le decisioni. Tenendo fede alla fiducia che ci hanno dato i cittadini voteremo la fiducia al governo». Lo afferma Salvatore Caiata, ex M5S al termine delle consultazioni con il premier incaricato Giuseppe Conte a cui ha preso parte anche Ricardo Antonio Merlo a nome del Maie: «È la prima volta che un programma di governo parla degli italiani all'estero quindi daremo la fiducia».

 

Ultimo aggiornamento: 25 Maggio, 12:26 © RIPRODUZIONE RISERVATA