Addio a Casaleggio, il “padre” del Movimento 5 Stelle

Addio a Casaleggio, il “padre” del Movimento 5 Stelle
4 Minuti di Lettura
Mercoledì 13 Aprile 2016, 07:06 - Ultimo aggiornamento: 07:07

Un addio schivo, lontano dai riflettori del palcoscenico della politica. Gianroberto Casaleggio ne è andato nella notte, dopo una lunga malattia combattuta con tenacia, dopo quell’intervento alla testa a cui si era dovuto sottoporre nella primavera del 2014 e che da allora lo aveva costretto a presentarsi in pubblico con il suo immancabile cappellino. Il “guru” e fondatore lascia il Movimento Cinque Stelle, che aveva creato insieme a Beppe Grillo, orfano di quella mente visionaria che gli consentiva di guardare oltre l’orizzonte comune della politica italiana. E lascia eletti e attivisti sotto shock. Muti.

Come Beppe Grillo che affida in rete solo un suo ultimo affettuoso saluto e dal blog gli rende onore, «ha lottato fino all’ultimo», riportando parole usate dallo stesso Casaleggio per descrivere se stesso e il sogno che lo animava: «Sono un comune cittadino che con il suo lavoro e i suoi (pochi) mezzi cerca, forse illudendosi, talvolta anche sbagliando, di migliorare la società in cui vive». E se ne va lasciando ai «ragazzi» del Movimento due eredità importanti: un testamento politico, scritto, che dovrà dirimere le inevitabili guerre che la successione scatenerà. E “Rousseu”, il sistema operativo che supporterà la democrazia diretta e partecipata del Movimento in rete. «È il suo regalo al M5s», commentano i pentastellati che da oggi l'hanno lanciato in Rete.
 
La notizia della morte, intanto, per quanto attesa dopo il peggioramento che aveva colpito il co-fondatore del M5s, ha colto di sorpresa tutto il Movimento. Grillo era a Napoli dove ieri sera avrebbe portato il suo ultimo spettacolo, subito cancellato. Con lui c’era Roberto Fico, uno tra i parlamentari più legati a Casaleggio. A Roma la notizia arriva in Parlamento mentre un gruppo di deputati era riunito per fare il punto su una giornata che avrebbe dovuto essere di battaglia per contestare l’ultimo voto dell’Aula sulla riforma costituzionale. Le facce sono smarrite, alcune solcate da lacrime, gli sguardi rivolti nel vuoto. I cronisti vengono allontanati, nessuno ha voglia di parlare. Qualche parlamentare affida il suo ultimo saluto al web, per tutti parla un comunicato: «Gianroberto ha sempre lottato a fianco a noi e non ha mai mollato, convinto che questa società si potesse cambiare in meglio. Noi seguiremo il suo esempio e non molleremo». I più se ne vanno, non intendono partecipare ai lavori non solo per protesta ma in segno di rispetto. E rifiutano la commemorazione delle Aule, i minuti di raccoglimento. Luigi Di Maio, tra i primi, vola a Milano. Commosso il ricordo dei consiglieri regionali pugliesi del Movimento 5 Stelle (Rosa Barone, Gianluca Bozzetti, Cristian Casili, Mario Conca, Grazia Di Bari, Marco Galante, Antonella Laricchia e Antonio Trevisi): «Non c’è maniera più rispettosa del silenzio per salutare Gianroberto, è lo stesso silenzio con cui se n’è andato. L’immensa stima che nutriamo per lui e per la sua determinazione sarà di esempio per tutti noi, oggi più che mai. Ciao Gianroberto, grazie di cuore per ciò che hai fatto per il nostro Paese».

Unanime il cordoglio dei rappresentanti delle istituzioni e degli avversari politici, questi ultimi per rendergli l’onore delle armi. Il presidente della Repubblica Sergio Mattarella lo ricorda per il suo impegno civile che lo ha reso «protagonista politico innovativo e appassionato». Pietro Grasso e Laura Boldrini fanno le condoglianze alla famiglia, ma anche ai parlamentari e militanti del Movimento. Matteo Renzi, da Teheran, esprime il suo cordoglio e sottolinea: «Abbiamo avuto un radicale dissenso su molte cose ma davanti al dolore esprimiamo un sentimento di prossimità mia e del governo». Tutti, da Maria Elena Boschi a Ettore Rosato, da Matteo Salvini a Giorgia Meloni, da Rosi Bindi a Pierluigi Bersani, Da Renato Brunetta a Raffaele Fitto, riconoscono il suo peculiare contributo innovativo all’impegno politico e civile.

C’è anche Michele Emiliano, governatore pugliese: «La mia affettuosa vicinanza alla famiglia e ai militanti del M5S per la morte di Gianroberto Casaleggio, coscienza civile dell’Italia». Il Nobel Dario Fo, vicinissimo al Movimento, sottolinea la perdita personale e collettiva: «A me, personalmente, manca molto. È un baratro nella mia memoria», ma la sua scomparsa è allo stesso tempo «una perdita gigantesca per il Movimento. Non so immaginare quali conseguenze possano verificarsi». Anche Paolo Becchi, l'ex ideologo del Movimento e ora molto critico con la gestione impressa proprio da Casaleggio, lo compiange: «La politica divide, la morte riunisce» dice. Fa invece infuriare la rete una vignetta di Vauro in cui compare un Beppe Grillo burattino con i fili tagliati, senza più burattinaio.

© RIPRODUZIONE RISERVATA