Ucraina, la Cina «deplora la guerra» e valuta l'entrata in Gazprom. Xi Jinping chiede tutti gli sforzi per la pace

I cinesi sono preoccupati per «l' impatto negativo sulla stabilità della finanza globale, dell'energia, dei trasporti e delle catene di approvvigionamento»

Ucraina, la Cina «deplora la guerra». Xi Jinping chiede tutti gli sforzi per la pace
Ucraina, la Cina «deplora la guerra». Xi Jinping chiede tutti gli sforzi per la pace
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Martedì 8 Marzo 2022, 13:14 - Ultimo aggiornamento: 15:08

La Cina entra in campo in modo più netto: il presidente Xi Jinping chiede la pace e deplora la guerra. La situazione in Ucraina è «preoccupante» e la Cina «deplora profondamente» la guerra in Europa, ha detto. Allo stesso tempo valuta investimenti nei colossi russi. Si valuta l'acquisto o l'aumento di partecipazioni in società russe nel settore energetico e delle materie prime, come il colosso Gazprom e il produttore di alluminio United Co. Rusal: lo riporta Bloomberg, citando fonti anonime a conoscenza del dossier.

Pechino è in trattative con le sue aziende statali, tra cui China National Petroleum, China Petrochemical, Aluminium Corp. of China e China Minmetals Corp. per cogliere qualsiasi opportunità di investimenti in società russe. Sono tutte iniziative, tuttavia, che «non sono una dimostrazione di sostegno all'invasione russa in Ucraina».

Qualsiasi accordo sarebbe finalizzato a rafforzare i settori dove la Cina sta già importando tra energia e comparto alimentare. Le discussioni sono in una fase iniziale e non è detto debbano necessariamente portare a un accordo, ma è certo che alcuni colloqui tra cinesi e le compagnie energetiche russe hanno già avuto il loro inizio. L'invasione della Russia in Ucraina ha aumentato la pressione su Pechino per garantirsi le importazioni tra il rialzo senza precedenti dei costi di energia, metalli e cibo. Preoccupato per l'impatto sull'economia, il massimo organo cinese di programmazione economica (Ndrc), ha emesso ordini per dare priorità alla fornitura di beni strategici. La Cina ha promesso di continuare le normali relazioni commerciali con la Russia nonostante un massiccio esodo di aziende da Europa e Usa come Bp, Shell ed Exxon Mobilche hanno mollato le loro partecipazioni del valore di miliardi di dollari in diversi progetti.

Nel frattempo, il ministro degli Esteri Wang Yi ha ribadito ieri in conferenza stampa che i legami Cina-Russia rimangono «solidi come una roccia», malgrado la preoccupazione espressa per le vittime civili del conflitto, chiedendo i colloqui di pace per porre fine alla guerra. Tra gli attuali investimenti energetici della Cina in Russia, CNPC ha una partecipazione del 20% nel progetto Yamal LNG e del 10% in Arctic LNG 2, mentre Cnooc possiede un altro 10%.

La parola Zhan huo

Bisogna osservare attentamente le parole usate dal leader cinese: la semantica è cambiata. I termini usati per parlare dell' invasione russa dell'Ucraina sono diversi, ed è un cambiamento che non può non essere registrato. Xi Jinping ha parlato di 'zhan huo', traducibile come 'fiamme di guerra', nel colloquio con il presidente francese, Emmanuel Macron e il cancelliere tedesco, Olaf Scholz, il primo con leader occidentali.

La Cina chiede di «lavorare insieme» per ridurre le conseguenze della crisi in Ucraina, bocciando le sanzioni «che avranno un impatto negativo sulla stabilità della finanza globale, dell'energia, dei trasporti e delle catene di approvvigionamento», trascinando al ribasso «l'economia mondiale, che è sotto il pesante impatto della pandemia» del Covid-19 e «saranno dannose per tutte le parti». Lo ha detto il presidente Xi Jinping nello stesso vertice con il presidente francese Emmanuel Macron e il cancelliere tedesco Olaf Scholz.

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Xi, nel resoconto della Cctv, ha detto che Pechino sostiene il rispetto di «sovranità e integrità di tutti i Paesi», ma anche le «legittime preoccupazioni in materia di sicurezza. Tutti gli sforzi per la soluzione pacifica dovrebbero essere supportati».

Il presidente cinese, Xi Jinping, «appoggia l'azione della Francia e della Germania per un cessate-il-fuoco» in Ucraina e condivide con loro «la necessità di garantire un accesso delle popolazioni agli aiuti umanitari coordinati con le Nazioni Unite». Lo rende noto un comunicato dell'Eliseo al termine della videoconferenza a 3 di questa mattina fra i leader di Francia, Emmanuel Macron, Germania, Olaf Scholz, e Cina.

Molto significative anche le parole, 24 ore fa, del ministro degli Esteri Wang Yi quando dice che serve una «mediazione necessaria». E intesta, tra le righe, alla Cina questo ruolo di mediatore.

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