Coronavirus, l'Italia chiude il traffico aereo: ma a Roma e Milano atterrati passeggeri dalla Cina

Venerdì 31 Gennaio 2020 di Mirko Polisano

A Fiumicino sono atterrati i voli Air China da Hangzhou, uno della Hainan Airlines da Chongqing e uno della Southern Airlines partito da Guanzhou. Gli ultimi autorizzati ad atterrare in Italia dopo il blocco aereo da e per la Cina annunciato ieri dal premier Giuseppe Conte. Il primo ha toccato terra poco dopo le 5, gli altri due intorno alle sei. I passeggeri sono stati sottoposti ai controlli previsti dal Ministero della Salute. Ai passeggeri e al personale di bordo è stata misurata per tre volte la temperatura, da medici saliti con mascherine e tute a bordo dell’aereo prima dello sbarco, ed è stato consegnato un vademecum con le indicazioni dei presidi a cui rivolgersi in caso si avvertissero sintomi sospetti di coronavirus. Ma ci sono altri passeggeri provenienti da altre destinazioni che però sono passati dalla Cina che non hanno affrontato nessun controllo sanitario. «Abbiamo fatto presente alla Dogana - racconta un passeggero sbarcato da Bangkok - che siamo stati quattro giorni in Cina e in una provincia dove il Coronavirus ha fatto 28 morti, ma non siamo stati sottoposti a nessun tipo di controllo. Ci hanno detto che se non li hanno fatti prima, potevamo uscire tranquillamente». Quanto è sicuro il dispositivo di protezione previsto?
 

 

Anche a Milano è atterrato il primo dei 5 voli provenienti dalla Cina. Anche qui ai passeggeri e al personale di bordo del volo 0946 dell'Air China arrivato a Malpensa da Pechino è stata misurata per tre volte la temperatura, da medici saliti con mascherine e tute a bordo dell'aereo prima dello sbarco, ed è stato consegnato un vademecum con le indicazioni dei presidi a cui rivolgersi in caso si avvertissero sintomi sospetti di coronavirus.
Sono atterrati all'aeroporto di Malpensa anche i passeggeri del volo 0967 dell'Air China in arrivo da Shanghai, uno degli ultimi autorizzati ad atterrare dopo il blocco imposto ai voli da e per la Cina.
Ivan, imprenditore vinicolo 34enne è appena tornato in Italia con la moglie di origine cinese, racconta che in Cina: «i controlli sono pazzeschi, controllano la febbre anche per entrare in banca, nei negozi. Rispetto alla mobilitazione del 2003 questa è più importante». «Le notizie che arrivano e sono diffuse dai media sono abbastanza terrificanti ma io credo che parlare di prevenzione sia meglio che creare panico», ha aggiunto. «Non sapevo di essere sull'ultimo volo che atterrava in Italia. In aereo eravamo tutti con la mascherina ma eravamo tranquilli, giusto quando qualcuno tossiva ci si girava a vedere chi era», ha sorriso Ivan.

Intanto è salito a 213 morti il bilancio dell'epidemia di coronavirus in Cina, mentre i casi di contagio confermati sono 9.692. Lo ha riferito la Commissione nazionale della Sanità cinese, secondo la quale 1.527 pazienti sono in condizioni critiche, mentre oltre 15mila persone sono sospettate di aver contratto il coronavirus. Ieri, sottolineano le autorità cinesi, si sono registrati 1.982 nuovi casi confermati e 4.812 sospetti. I morti sono stati 43, la maggior parte nella provincia di Hubei, epicentro dell'epidemia, e uno in quella di Heilongjiang. Mentre due casi sono stati accertati a Roma: si tratta di una coppia di turisti cinesi.

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La Cina ha annunciato che userà aerei charter per il rimpatrio dei concittadini residenti nella provincia dell'Hubei che si trovano all'estero, nel mezzo dell'epidemia di coronavirus che ha come focolaio la capitale provinciale Wuhan. «Alla luce delle difficoltà pratiche recentemente incontrate all'estero dai cittadini dell'Hubei, in particolare di Wuhan, il governo ha deciso di inviare voli charter civili per rimpatriarli il più presto possibile», ha annunciato la portavoce del ministero degli Esteri, Hua Chunying, ripresa dal Quotidiano del Popolo.
Il Giappone vieterà l'ingresso nel Paese a quelle persone che sono state contagiate dal coronavirus. Lo ha annunciato il premier Shinzo Abe, secondo quanto riferito dai media locali. In Giappone finora si sono registrati 14 casi. Intanto il ministero degli Esteri di Tokyo ha alzato a livello 2 su una scala di 4 l'allarme per i viaggi in Cina, chiedendo ai suoi connazionali di «evitare i viaggi non essenziali». L'allarme per la provincia di Hubei, epicentro dell'epidemia, resta confermato invece a livello 3. Il ministero degli Esteri ha anche chiesto ai suoi connazionali in Cina di valutare un loro ritorno in Giappone.


Gli Stati Uniti hanno emesso un'avviso in cui chiedono agli americani di non viaggiare in Cina a causa del coronavirus. Lo rende noto il Dipartimento di Stato.
 

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