Ale, il coma a 15 anni la mano di papà e la sciarpa dalla Juve

Sunday 28 June 2020 di Valentina PERRONE
La vita che piano piano ricomincia, e prende la forza da chi resta, prega, spera, e manifesta tutto l'amore possibile.
È la vita di Alessandro, il 15enne di Guagnano rimasto gravemente ferito in un incidente stradale lo scorso 22 giugno, ritornata finalmente a splendere da quando, giovedì pomeriggio, si è risvegliato dal coma farmacologico in cui si trovava in seguito al delicato intervento alla testa subìto per via dell'impatto. Sono state ore interminabili di angoscia e paura per i familiari e per l'intera comunità di Guagnano, da quella tragica sera in cui Alessandro era stato travolto da un'auto mentre rientrava a casa a bordo della sua bicicletta, poi sfociate nella gioia una volta giunta la notizia più attesa e sperata, quella del suo risveglio.
In tanti hanno preso parte l'altro ieri sera alla veglia di ringraziamento nella chiesa madre, organizzata dagli amici e dal parroco don Cosimo Zecca, culminata con il lancio di palloncini al cielo e uno striscione, in piazza Madonna del Rosario, dal messaggio forte e inequivocabile: «Forza Alessandro, ti aspettiamo. Ti vogliamo bene». In chiesa c'erano anche le sorelle di Alessandro e Cinzia, la sua mamma, che con dolcezza e parole toccanti ha ringraziato tutti per la vicinanza e l'affetto dimostrati. Poi, rivolgendosi agli amici, i preziosissimi amici, ha aggiunto: «Lo so che non lo lascerete solo». Dal suo papà, Alberto, sono arrivati invece due messaggi audio: è bloccato in ospedale, al Vito Fazzi di Lecce, dove il ragazzo è tuttora ricoverato e da cui lui, che lo assiste, non può uscire per via delle disposizioni anti-contagio da Covid-19. Anche lui ha ringraziato tutti, poi, con la voce rotta dall'emozione, ha raccontato uno dei primi dialoghi dopo il risveglio. «Papà - gli ha detto Alessandro - io non voglio farmi vedere in giro per ora, ho i capelli troppo corti». E lui: «Allora sai cosa facciamo? Taglio i capelli anch'io, così saremo in due». Non lo molla un solo istante Alberto, la foto della sua mano stretta a quella piccola del figlio sul letto d'ospedale, ha fatto il giro del web toccando centinaia di cuori. «È lui che incoraggia me - ci ha raccontato al telefono - la strada da fare adesso è lunga e per nulla facile, ma Ale è un guerriero. Ora è felicissimo, ha ricevuto in dono la sciarpa della Juve speditagli direttamente da Beppe Franza, esponente della curva Filadelfia».
Come il suo papà, Alessandro è tifosissimo della Juventus, nei giorni scorsi sono arrivati per lui i messaggi di incoraggiamento dai giocatori Federico Bernardeschi e Giorgio Chiellini, nonché dall'ex calciatore Sergio Brio, causando, sul suo viso, una serie di sorrisi splendidi.
Lo scontro in cui è rimasto coinvolto è avvenuto a pochissimi metri dalla sua abitazione: «Colgo l'occasione - ha aggiunto Alberto - per fare un appello alle istituzioni affinché facciano qualcosa per incrementare la sicurezza stradale sull'incrocio che è stato teatro dello scontro, quello tra via Villa Baldassarri e via Tevere. Per esempio si potrebbero installare dei limitatori di velocità. Le macchine che vi giungono, arrivano spesso a velocità sostenuta ed è pericolosissimo. Questa volta è successo a mio figlio, ma in futuro potrebbe succedere ancora, ad altri ragazzi, a chiunque. C'è bisogno di intervenire, di fare qualcosa, il prima possibile».
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