Roma, l'assessora Lucarelli: «Violenza contro le donne, ora basta: serve il braccialetto elettronico agli stalker»

"La Capitale diventi città-simbolo, ma servono fondi"

Lunedì 17 Gennaio 2022 di Flavia Scicchitano
«Violenza contro le donne, ora basta: serve il braccialetto elettronico agli stalker»

Monica Lucarelli, assessora alle Pari opportunità di Roma Capitale: dopo il nuovo ddl contro la violenza di genere, quanto c'è ancora da fare per tutelare le donne?
«Direi che Roma deve essere capofila, la città-simbolo della lotta ai femminicidi. Si può ripartire da qui».
Si spieghi...
«Chiediamo al governo fondi strutturali per la formazione degli operatori che si trovano ad affrontare i temi di violenza di genere: operatori sanitari, forze dell'ordine, tribunali e assistenti sociali. Bisogna far tesoro della preziosa esperienza compiuta negli ultimi anni soprattutto nella Capitale con i centri anti violenza, attraverso percorsi di educazione all'affettività per gli uomini colpevoli dei reati di stalking e di violenza. Senza questi percorsi di recupero, si rischia la reiterazione del reato».
Quali dati fanno riflettere maggiormente?
«Dal 1 gennaio al 22 novembre 2021, in Italia abbiamo contato 103 femminicidi, 26 solo a Roma. Ma appena il 20% delle violenze viene denunciato. Ancora. Da gennaio a settembre 2021, 856 donne hanno iniziato il percorso di fuoriuscita dalla violenza. Il 37% dei contatti iniziali (ovvero 1.457) lo ha concluso. Le richieste non evase sono state 113. Di queste, 54 non sono andate a buon fine per mancanza di posti letto».
Quindi anche il tema dell'accoglienza è fondamentale?
«Certo. E la messa in sicurezza delle donne vittime di violenza passa anche attraverso efficaci strumenti di controllo, come il braccialetto elettronico»
Le istituzioni che ruolo devono avere?
«Un ruolo centrale nella presa in carico delle donne vittime di violenza. In questa direzione va l'ultimo disegno di legge. L'auspicio è un iter rapido di approvazione e un appoggio parlamentare trasversale».
A Roma quali problemi vanno risolti subito?
«I centri anti violenza attivi sono 12, le case rifugio operative 3, le case di semi autonomia 5. Vanno attivati i centri nei Municipi VI, X, XI e XII, ora assenti. Ostia è il presidio più necessario».


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Ultimo aggiornamento: 18 Gennaio, 08:50 © RIPRODUZIONE RISERVATA