Milano, festa in cortile per il bambino disabile con gel e mascherine. I vicini chiamano i vigili: multe di 400 euro a testa

Giovedì 29 Aprile 2021
Festa in cortile per il bambino disabile con gel e mascherina, i vicini chiamano i vigili: multe di 400 euro a testa

Una festa di compleanno organizzata per un bambino disabile che da tempo ormai non va a scuola e non vede amici. Si sono visti nel cortile del condominio, senza la torta e nemmeno i regali. Solo gel igienizzante per le mani, tè freddo e tante mascherine. Ma a qualcuno non è piaciuto e così i vicini hanno deciso di chiamare i vigili. Obbligati dalla chiamata ad intervenire, hanno multato i cinque adulti presenti 400 euro a testa. È successo nel comune di Cesano, in provincia di Milano. 

 

Il piccolo, che soffre della sindrome di Tourette, da quando ha iniziato a mostrare i primi sintomi della sua disabilità non vuole più andare a scuola. Ed è per questo motivo che i genitori organizzano la sua festa di compleanno nel cortile del loro condominio. L'unica occasione per dare un po' di socialità al bambino, a maggior ragione dopo un anno di pandemia. La vicenda è raccontata da Repubblica. 

 

Alla festa si era presentata anche la professoressa del festeggiato che ha raccontato quanto avvenuto. «Eravamo presenti io, la madre e la nonna del bambino, mia madre e mia sorella, che vive in quello stesso condominio. Tutte distanziate e con la mascherina. Non era una festa nel senso che davamo a questa parola prima del Covid. Non c'erano la torta, i regali e la musica, per intenderci. Solo un tavolino con una bottiglia di tè freddo e il gel igienizzante accanto».

 

«Quando i vigili hanno emesso le contravvenzioni, sono rimasta basita», ha aggiunto la donna. Su quanto è avvenuto è intervenuto anche il sindaco di Cesano che ha ammesso che per lui «400 euro sono una pena eccessivamente pesante, me ne rendo conto. Ma non è prevista una proporzionalità. Non si può graduare e non dipende da noi». «C'è un clima che non mi piace - ha aggiunto - Si sta alimentando una diffusa cultura del sospetto, un'intolleranza reciproca, una morbosa e ossessiva attenzione a ciò che fa il vicino. Non ci fanno bene questi episodi».

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