Franca, bloccata dalle barriere architettoniche al Duomo di Milano. Lo sfogo: «Noi disabili non contiamo un c***o»

Lo sfogo di Franca Borin: "I disabili sono ancora considerati un problema, è una lotta contro i mulini a vento"

Franca, bloccata dalle barriere architettoniche al Duomo di Milano. Lo sfogo: «Noi disabili non contiamo un cazzo»
Franca, bloccata dalle barriere architettoniche al Duomo di Milano. Lo sfogo: «Noi disabili non contiamo un cazzo»
di Enrico Chillè
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Giovedì 28 Aprile 2022, 16:40 - Ultimo aggiornamento: 18:51

Nel 2022, in Italia, le barriere architettoniche sono ancora un ostacolo insormontabile per tanti disabili. E se succede in una delle principali mete turistiche della città più 'europea' del nostro Paese, il Duomo di Milano, non serve aggiungere molto altro. La vicenda di Franca Borin, 50enne paraplegica dopo un incidente d'auto che ha passato metà della propria vita in carrozzina, lo dimostra.

Nonostante da 25 anni sia paraplegica, Franca Borin non si è mai persa d'animo e ha sempre cercato di vivere una vita normale. La disabilità non le ha impedito di diventare una lavoratrice autonoma, mamma, nonna e anche atleta, nel basket in carrozzina. Anche nei suoi spostamenti, in giro per l'Italia, la signora Franca è assolutamente autonoma, forte della propria energia. Poi, però, accadono situazioni assolutamente scoraggianti, come quella avvenuta oggi a Milano: Franca Borin voleva visitare il Duomo, uno dei simboli della città, ma non ha potuto. Il motivo è assolutamente vergognoso: per accedere alla biglietteria non c'era alcuna rampa per la sua carrozzina elettrica, ma solo tre scalini. Un ostacolo assolutamente insormontabile per chi è nella sua condizione.

Ciò che fa più male, però, è ciò che è accaduto dopo. Alla biglietteria del Duomo, infatti, a Franca Borin è stato chiesto di far prendere i biglietti al suo accompagnatore. Peccato che, proprio in ragione della sua forza e della sua autonomia, la donna stesse viaggiando da sola. «È molto umiliante essere messa nelle condizioni di chiedere aiuto, perché qualcuno o qualcosa non crede che tu, pur essendo considerata diversa, tanto diversa non lo sei. Non voglio sconti o privilegi per la mia invalidità, perché io non sono il mio problema, ma voglio gli stessi diritti degli altri, come quello di poter viaggiare da sola, senza dover chiedere il permesso a nessuno» - lo sfogo di Franca Borin su Instagram - «Possibile che, nel 2022, una persona disabile che viaggia da sola faccia così tanto scalpore? Quei tre scalini sono un confine tra il mio mondo, che accoglierebbe tutti, e il mondo delle persone 'civilizzate', da cui noi 'diversi' siamo esclusi. La realtà è che, come diceva il mio papà, il mondo non è ancora pronto per quelli come me. E neanche Milano, che in quanto a sensibilità e progresso è ancora al terzo mondo».

«Ero arrivata a Milano con tanto entusiasmo, per far visitare la città ad una mia amica barese con il figlio disabile, invece è come se avessi ricevuto una pugnalata al cuore. Sento di non contare un cazzo, evidentemente non sono un valore aggiunto, ma un problema da risolvere, anche se mi mantengo lavorando, senza sussidi e senza sfruttare la mia disabilità» - spiega Franca Borin a Leggo - «Questo senso di impotenza e frustrazione mi sta tormentando, è come una lotta contro i mulini a vento. I disabili in Italia non sono considerati, è sempre più difficile vivere senza dare nell'occhio e senza essere considerati un problema. Al Duomo ci sono impalcature fino alla Madonnina, forse una soluzione alle barriere architettoniche si può trovare, anche se il guardiano mi ha detto che non posso pretendere perché è pur sempre un edificio vecchio. Non si cammina solo con le gambe, ma a quanto pare, essere una persona libera di testa e nell'anima, ma con le gambe che non funzionano, ti impedisce di poter vivere nel mondo. Per quanto io mi sforzi di non voler dipendere da nessuno, c'è sempre qualcuno che mi fa sentire diversa, inferiore, disabile».

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