Denise Pipitone, nessuna traccia nella ex casa di Anna Corona. Piera Maggio a Chi l'ha visto: «Cercavano un corpo, ci sono arrivati dopo 17 anni»

Mercoledì 5 Maggio 2021
Denise Pipitone, nessuna traccia in quella casa. Piera Maggio a Chi l'ha visto: «Cercavano un corpo, ci sono arrivati dopo 17 anni»

Denise Pipitone, la trasmissione Chi l'ha visto? si è occupata ancora del caso della bambina scomparsa, dopo la clamorosa novità di oggi della perquisizione nella ex casa di Anna Corona: perquisizione che ha dato esito negativo. Nell'anteprima, la conduttrice Federica Sciarelli si è collegata con la piazza di Mazara del Vallo, dove centinaia di persone erano insieme a mamma Piera Maggio: più di 500 sono i mazaresi che hanno partecipato alla fiaccolata in piazza, stringendosi attorno ai genitori della piccola Denise. 

 

«Ci è arrivata questa macabra notizia, ero basita - ha detto Piera - ho subito chiamato l'avvocato e abbiamo scoperto che c'erano dei lavori nella casa in cui abitava Anna Corona». «Mi ha devastato sapere che si cercava un corpo - ha aggiunto - Mi aspettavo un po' di delicatezza nei miei confronti, avrei preferito sapere di cosa si trattasse, anche tramite il mio avvocato. Questa giornata doveva essere dedicata a questo raduno di piazza, quello che è accaduto non è stato molto carino dal mio punto di vista». «Quella casa non è mai stata visitata come oggi, ci sono arrivati dopo 17 anni», ha aggiunto Piera. «L'intervento di oggi è stato probabilmente mirato», ha detto l'avvocato Frazzitta.

 

 

 

La casa in cui è avvenuta l'ispezione non è stata messa sotto sequestro. L'ispezione è iniziata questa mattina da parte dei carabinieri: come racconta ancora Chi l'ha visto, alle 13.17 sono arrivati i Sis per la perquisizione disposta dalla Procura di Marsala dopo una segnalazione, non anonima. Quanto alla botola, la signora che ha portato le chiavi ai carabinieri, intervistata dall'inviato di Rai3, ha detto di non sapere niente: «Mai vista una botola», le sue parole.

 

La lunga ispezione eseguita oggi pomeriggio ha dato esito negativo: non ci sono tracce della bambina nella palazzina di via Pirandello. I Vigili del fuoco e i Carabinieri del Ris sono stati al lavoro fino alle 20.15 nella palazzina, cercando anche con le carte del catasto alla mano, eventuali tracce di lavori di muratura fatti negli ultimi anni, alla ricerca di una «stanza segreta». Controlli anche nel garage e in una botola, con un pozzo, ma senza successo.

 

 

«Questa piazza così piena, nel rispetto delle norme anti Covid-19, stasera vuole dire che è ora di finirla. Chi ha rubato Denise si ricordi che sono uomini e donne. Se hanno un cuore diano finalmente pace ai genitori e a tutta l'Italia intera. Rompano il silenzio». Lo ha detto monsignor Domenico Mogavero, Vescovo di Mazara del Vallo, intervenendo all'iniziativa «Insieme per Denise», stasera in piazza della Repubblica a Mazara.

 

«Questi 17 anni sono diventati insopportabili - ha detto il sindaco Salvatore Quinci - c'è una Mazara che non sopporta più e che insieme ai genitori vuole la verità». Poi l'appello di Piera Maggio a chi ha rapito la sua piccola: «Fatevi coraggio, non potete tenervi sulla coscienza cosa è successo. Denise è figlia di questa città e dobbiamo proteggerla». L'avvocato Giacomo Frazzitta ha ribadito che chi ha preso Denise non è un extraterrestre, «è un umano». Poi l'invito ai mazaresi: «Da domani diventati investigatori anche voi. La verità su Denise è dentro questa città, non da altre parti».

 

Ex pm Angioni: «Non ricordo quel pozzo»

 

«Il garage e lo scantinato di quella palazzina all'epoca furono ispezionati». A dirlo all'Adnkronos è Maria Angioni, la pm che si occupò per diversi anni dell'inchiesta sulla scomparsa della piccola Denise Pipitone, parlando delle ricerche nella casa di via Pirandello a Mazara del Vallo, dove abitava Anna Corona, la mamma della sorellastra di Denise. Ma la magistrata, che oggi è giudice del lavoro a Sassari, aggiunge anche di non avere un «ricordo di un pozzo» in quel garage dell'abitazione in cui viveva Anna Corona. «Non ricordo niente sul dettaglio di un pozzo», dice ancora la giudice. Forse cercano una stanza 'segretà, ecco perché, carte catastali alla mano stanno verificando se sono stati fatti dei lavori di recente.

 

Ma dalla Procura di Marsala, che coordina l'inchiesta, continuano a fare sapere: «Non cerchiamo nessun corpo» dopo che si era sparsa la notizia della ricerca di resti umani. Di recente, la giudice Angioni, aveva detto che all'epoca si imbattè in un contesto ambientale molto difficile: «Abbiamo avuto grossi problemi - aveva detto - Abbiamo capito che dopo tre giorni tutte le persone sottoposte a intercettazioni già sapevano di essere sotto controllo. A un certo punto, quando ho avuto la direzione delle indagini, ho fatto finta di smettere di intercettare e poi ho ripreso da capo con forze di polizia diverse, nel disperato tentativo di salvare il salvabile».

 

 

Ex pm Angioni: «Non ricordo quel pozzo»

 

«Il garage e lo scantinato di quella palazzina all'epoca furono ispezionati». A dirlo all'Adnkronos è Maria Angioni, la pm che si occupò per diversi anni dell'inchiesta sulla scomparsa della piccola Denise Pipitone, parlando delle ricerche nella casa di via Pirandello a Mazara del Vallo, dove abitava Anna Corona, la mamma della sorellastra di Denise. Ma la magistrata, che oggi è giudice del lavoro a Sassari, aggiunge anche di non avere un «ricordo di un pozzo» in quel garage dell'abitazione in cui viveva Anna Corona. «Non ricordo niente sul dettaglio di un pozzo», dice ancora la giudice. Forse cercano una stanza 'segretà, ecco perché, carte catastali alla mano stanno verificando se sono stati fatti dei lavori di recente.

 

Ma dalla Procura di Marsala, che coordina l'inchiesta, continuano a fare sapere: «Non cerchiamo nessun corpo» dopo che si era sparsa la notizia della ricerca di resti umani. Di recente, la giudice Angioni, aveva detto che all'epoca si imbattè in un contesto ambientale molto difficile: «Abbiamo avuto grossi problemi - aveva detto - Abbiamo capito che dopo tre giorni tutte le persone sottoposte a intercettazioni già sapevano di essere sotto controllo. A un certo punto, quando ho avuto la direzione delle indagini, ho fatto finta di smettere di intercettare e poi ho ripreso da capo con forze di polizia diverse, nel disperato tentativo di salvare il salvabile».

Ultimo aggiornamento: 7 Maggio, 13:51 © RIPRODUZIONE RISERVATA