Coronavirus, le ultime notizie: i rianimatori contro Arcuri. Lopalco choc: «Il virus non andrà più via» DIRETTA

Martedì 17 Novembre 2020
Coronavirus, le ultime notizie: i rianimatori contro Arcuri. Lopalco choc: «Il virus non andrà più via» DIRETTA

Coronavirus, le ultime notizie in diretta dall'Italia e dal mondo. Mentre ieri nel nostro Paese si sono registrati oltre 27mila contagi, la situazione non è certo migliore all'estero, con gli Usa che contano oltre 247mila morti. La speranza è nel vaccino, dopo che ieri Moderna - a una settimana dall'annuncio di Pfizer - ha reso noto che il suo vaccino ha un'efficacia del 94,5%.

 

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LA DIRETTA

 

Ore 15.30 Iss: dati aggiornati I dati relativi dal monitoraggio «sono aggiornati e sono costruiti tenendo conto dei tempi di incubazione del virus» e 'il sistema di valutazione del rischio non è troppo complesso« infine 'l'indice Rt è affidabile perché calcolato sui casi sintomatici e su quelli ospedalizzati». Sono alcune delle risposte pubblicate sul sito dell'Istituto superiore di sanità (Iss) alle domande più frequenti che riguardano il sistema di valutazione del rischio messo a punto dall'Iss e dal ministero della Salute. Il funzionamento del sistema è stato al centro di diverse polemiche tra il Governo e le Regioni. «L'acquisizione dei dati epidemiologici sulle infezioni è affetta da una serie di ritardi, alcuni dei quali non comprimibili - evidenzia l'Iss - in particolare, il tempo tra l'evento infettivo e lo sviluppo dei sintomi (tempo di incubazione), quello tra i sintomi e l'esecuzione del tampone, quello tra l'esecuzione del tampone e la conferma di positività, e quello tra la conferma di positività e l'inserimento nel sistema di sorveglianza integrata Iss. Il ritardo complessivo tra infezioni e loro rilevamento nel sistema di sorveglianza è valutato e aggiornato settimanalmente analizzando la stabilità del numero di casi (sintomatici o ospedalizzati) riportato a ciascuna data. Su queste valutazioni si basa la scelta della data più recente alla quale si possono considerare sufficientemente stabili le varie stime di Rt». «Si noti che i possibili rallentamenti nell'effettuazione e analisi dei tamponi, conseguenti all'aumentata incidenza di infezione, impattano allo stesso modo tanto i conteggi aggregati di nuovi positivi riportati quotidianamente dal dipartimento della Protezione Civile quanto i dati contenuti nel sistema di sorveglianza integrata», aggiungono gli esperti dell'Iss. 

 

Ore 14.50 Lopalco: "Non andrà più via, diventerà malattia stagionale" «Ci sarebbe stata comunque una seconda ondata» di Covid-19, anche se avessimo allungato di qualche mese il lockdown del marzo scorso, «perché comunque questo virus continua a circolare in maniera completamente nascosta. Ormai è un virus endemico, non andrà più via». Parola di Pier Luigi Lopalco, epidemiologo e assessore alla Sanità della Regione Puglia, intervenuto a 'Un giorno da pecorà su Rai Radio 1. «Il vaccino» che verrà «potrà cambiare il nostro modo di vivere - ha spiegato - È probabile che con il vaccino metteremo in sicurezza le persone più fragili e potremo vivere un pò più tranquillamente. E poi comunque, a mano a mano che arriveranno le nuove ondate» che continueranno a susseguirsi, «saranno sempre più lievi», ha precisato lo scienziato. Ma quante ondate dobbiamo attenderci? «Non voglio spaventare», ma «l'influenza fa un'ondata l'anno - ha osservato Lopalco - Probabilmente sarà così anche per il coronavirus» Sars-CoV-2: «Diventerà una malattia stagionale autunno-invernale».

 

Ore 14.20 In Toscana 3.261 casi e 52 morti In Toscana sono 84.197 i casi di positività al coronavirus, 2.361 in più rispetto a ieri (1.666 identificati in corso di tracciamento e 695 da attività di screening). I nuovi casi sono il 2,9% in più rispetto al totale del giorno precedente. L'età media dei 2.361 casi odierni è di 49 anni circa (il 9% ha meno di 20 anni, il 25% tra 20 e 39 anni, il 34% tra 40 e 59 anni, il 21% tra 60 e 79 anni, l'11% ha 80 anni o più). I guariti crescono del 7,7% e raggiungono quota 28.078 (33,3% dei casi totali). I tamponi eseguiti hanno raggiunto quota 1.363.146, 15.695 in più rispetto a ieri, di cui il 15% positivo. Sono invece 6.961 i soggetti testati oggi (escludendo i tamponi di controllo), di cui il 33,9% è risultato positivo. A questi si aggiungono i 2.753 tamponi antigenici rapidi eseguiti oggi. Gli attualmente positivi sono oggi 54.152, +0,6% rispetto a ieri. I ricoverati sono 2.069 (8 in più rispetto a ieri), di cui 277 in terapia intensiva (7 in meno). Oggi si registrano 52 nuovi decessi: 28 uomini e 24 donne con un'età media di 83 anni. Relativamente alla provincia di residenza, le persone decedute sono: 22 a Firenze, 4 a Prato, 3 a Pistoia, 2 a Massa Carrara, 7 a Lucca, 9 a Pisa, 2 a Livorno, 2 a Siena, 1 a Grosseto. Questi i dati - accertati alle ore 12 di oggi sulla base delle richieste della Protezione Civile Nazionale - relativi all'andamento dell'epidemia in regione.

 

Ore 14.01 In Romania oltre ottomila casi In Romania nelle ultime 24 ore si sono registrati 8.262 nuovi contagi da coronavirus, su 31.082 test effettuati, e 182 decessi. I totali da inizio epidemia, riferiscono i media regionali, sono ad oggi di 373.474 contagi e 9.261 morti. La Romania resta il Paese dei Balcani più pesantemente colpito dalla pandemia, e quello che ha effettuato finora il maggior numero di test, più di 3,5 milioni.

 

Ore 13.15 Veneto, il bollettino Tamponi eseguiti sono oltre 2milioni 590mila, ieri 30mila tamponi rapidi: 48.598 in totale i tamponi molecolari e rapidi nelle 24 ore. +3124 positivi in più nelle ultime 24 ore, 28.360 in isolamento. Ricoverati -3, prima giornata con il segno negativo, 2.091 in totale. Terapia intensiva 280 (+15 nelle 24 ore). Vittime, +100 nelle 24 ore.

 

Ore 13.00 In Veneto primo giorno con meno ricoverati «Meno tre ricoverati». Lo ha annuncia il Presidente del Veneto Luca Zaia commentando «il primo giorno con segno negativo dei ricoveri, attestati a oggi a quota 2.091». Non diminuisce, invece, la curva dei deceduti «ma è l'ultima voce - chiarisce - ad abbassarsi»

 

Ore 12. 40 Rianimatori a Arcuri: «Terapie intensive sotto pressione nelle Regioni rosse e arancioni».«Viene affermato che la pressione sulle terapie intensive sia sostenibile ma in realtà nelle Regioni rosse la pressione è quasi insostenibile e in quelle arancioni è molto pesante». Lo ha detto Antonio Giarratano, presidente Siaarti, (anestesisti e rianimatori), in risposta a Domenico Arcuri, che aveva affermato come non vi sia pressione nelle rianimazioni. Giarratano ha aggiunto che «sostenere che 10mila ventilatori possano garantire un sufficiente margine per sostenere questa crescita esponenziale di ricoveri in terapia intensiva significa pensare che basti saper accendere un ventilatore per salvare una vita. Purtroppo non è così».

 

Ore 11.42 Il tragico bilancio medici morti sale 196 Si aggrava il bilancio dei medici positivi al Covid-19 morti: 196 in tutta Italia, secondo i dati della Fnomceo (Federazione nazionale degli Ordini dei medici chirurghi e degli odontoiatri). Sono cinque in piu' rispetto all'ultimo aggiornamento fornito.

Ore 11.15 Codacons: 4 medici su 10 non rispondono al telefono Quattro medici di base su dieci non rispondono al telefono negli orari di apertura dei propri studi. Lo rivela una indagine realizzata dal Codacons che ha effettuato telefonate 'civettà ai medici di famiglia di tutta Italia per verificare la disponibilità nei confronti dei pazienti in questa fase di emergenza sanitaria in cui i medici di base rivestono un ruolo fondamentale. Dal controllo a campione eseguito dall'associazione - che non ha alcun valore statistico ma è puramente indicativo, e ha coinvolto 16 città (Roma, Catanzaro, Bologna, Aosta, Torino, Napoli, Perugia, Firenze, Catania, Trento, Palermo, Trieste, Campobasso, Ancona, Cagliari, Milano) - è emerso che nel 41% dei casi le telefonate ai medici, pur essendo state effettuate negli orari di apertura degli studi, hanno avuto esito negativo, a causa di mancata risposta, di linea perennemente occupata o di risposta di una segreteria telefonica. Tra le città più virtuose Cagliari, dove i medici hanno risposto nel 100% dei casi, e Firenze (80% di risposte positive), mentre le situazioni più critiche sono state registrate a Campobasso e Ancona (dove solo il 20% delle chiamate hanno ottenuto risposta). Il report dell'associazione finisce ora all'attenzione degli Ordini provinciali dei medici, cui il Codacons ha inviato una segnalazione chiedendo di accertare il comportamento dei camici bianchi e il rispetto delle disposizioni vigenti. L'associazione dei consumatori ricorda che «i medici di famiglia rivestono un ruolo centrale nella gestione dell'emergenza Covid-19, dall'analisi dei sintomi per supportare la diagnosi del coronavirus e avviare il paziente al corretto iter di cura, fino al supporto costante dei pazienti positivi, anche e soprattutto al fine di limitare le ospedalizzazioni dei casi meno critici, alleggerendo la pressione su pronto soccorso e strutture ospedaliere».

 

Ore 10.59 Francia, ricoverato l'ex presidente Giscard d'Estaing L'ex presidente francese, Valéry Giscard d'Estaing, è stato ricoverato nel servizio di cardiologia dell'ospedale di Tours. A renderlo noto sono fonti vicine all'ex capo dello stato francese. Giscard, 94 anni, si trovava nella sua proprietà di d'Authon (Loir-et-Cher) quando è stato ricoverato. Il presidente del consiglio di dipartimento del Loir-et-Cher, Nicolas Perruchot, ha assicurato che al momento in cui è stato preso in carica, lunedì sera «non esisteva alcun criterio di gravità». «È stato evacuato in elicottero, ma credo che sia la procedura abituale quando si è un ex presidente della Repubblica», ha detto, sottolineando che nel primo pomeriggio di ieri erano giunte notizie rassicuranti. Giscard avrebbe avuto una «insufficienza cardiaca». A metà settembre era stato ricoverato per una leggere infezione polmonare. I medici avevano escluso un contagio da Coronavirus. 

 

Ore 10.45 Sud Corea, torna la crisi Tornano a crescere i timori per la diffusione del coronavirus anche in Corea del Sud, dove per il quarto giorno consecutivo si registrano più di 200 casi nell'arco di 24 ore. Il governo ha deciso di inasprire le misure con particolare attenzione al distanziamento fisico nell'area metropolitana di Seul, dove vive circa la metà della popolazione sudcoreana (51 milioni di persone in tutto), e a Gwangju, a sudovest di Seul. Il premier Chung Sye-kyun, in dichiarazioni riportate dall'agenzia Yonhap, ha parlato di una vera e propria «crisi» riguardo gli sforzi per il contenimento dell'epidemia. «Nell'ultima settimana - ha aggiunto - nell'area metropolitana di Seul ci sono stati in media più di cento pazienti al giorno». 

 

Ore 10.20 Confcommercio: nuovo crollo consumi Dopo la forte ripresa registrata nel terzo trimestre, Confcommercio lancia un nuovo allarme per i consumi , scesi ad ottobre, secondo 'indice congiunturale calcolato dall'associazione dell'8,1% rispetto allo stesso mese del 2019. Il rallentamento, ha interessato in misura più immediata e significativa la filiera del turismo, servizi ricreativi (-73,2%), alberghi (-60%), bar e ristoranti (-38%).

 

Ore 10.01 Recovery Fund, Germania: no ai veti, siate responsabili «Chiedo a tutti, nell'Ue, di essere responsabili, no è tempo di veti ma di agire velocemente e in uno spirito di solidarietà». Lo ha dichiarato il ministro degli Affari europei tedesco e presidente di turno del Consiglio Ue, Michael Roth, prima della videconferenza Affari generali, commentando la riunione degli ambasciatori dei 27, in cui i rappresentanti di Ungheria e Polonia hanno messo il veto sul Bilancio europeo e sul Recovery Fund. «In caso di blocco - ha aggiunto Roth -, gli europei pagherebbero un prezzo alto. Restiamo impegnati a risolvere le questioni 'pendenti' al più presto». 

 

Ore 9.50 Usa, altri 166.045 casi e 995 morti in 24 ore Continua a correre la pandemia negli Stati Uniti, dove si sono registrati altri 166.045 casi di Covid nelle ultime 24 ore e 995 morti, secondo i dati comunicati dalla Johns Hopkins University. Il bilancio dell'epidemia nel Paese è ora di oltre 11,2 milioni di contagiati di 247.202 vittime. 

 

Ore 9.35 Crisanti: inaccettabile aprire tutto a Natale per ricominciare da capo «Noi stiamo imponendo un sacrificio importante agli italiani, stiamo accettando anche un sacrificio sociale, perché 500 morti al giorno sono un sacrificio sociale ed emotivo grandissimo e dietro ogni morto c'è un episodio di sofferenza grave. E poi che facciamo, riapriamo tutto a Natale, per poi fare tutto il casino, e scusate la parola, che abbiamo fatto in Sardegna questa estate e ricominciare da capo? Questo è moralmente inaccettabile. Lo dico sinceramente». È il monito lanciato dal virologo Andrea Crisanti, intervenuto oggi ad 'Agorà' su Rai3. «È vero - incalza il professore dell'università di Padova - ci sono sicuramente delle sofferenze di carattere economico, ma stiamo facendo pagare anche un prezzo sociale ed emotivo immenso a tantissime famiglie. Sono morte 9mila persone da quando è iniziata la seconda ondata, non ce lo dobbiamo dimenticare».

 

«Sicuramente le misure hanno avuto l'effetto di rallentare l'andamento della curva», ha detto Crisanti. «La prossima settimana ci dirà se questa curva si è stabilizzata, se siamo in una situazione di plateau o se effettivamente scende, perché se non scende è evidente che bisogna fare qualche altra cosa». «Penso che era anche obiettivo del Governo smorzare il picco e distribuire l'impatto su un periodo più lungo per cercare di non compromettere la componente economica che si vuole preservare per dicembre. È un obiettivo che in qualche modo stanno raggiungendo - ha spiegato il docente di Microbiologia dell'università di Padova - Sicuramente» i contagi «non stanno aumentando al ritmo della settimana scorsa. Se volessimo fare le debite proporzioni e ieri avessero fatto i 210mila tamponi al giorno» consueti, avremmo altri diecimila casi e «saremmo sui 35-36mila, quindi una situazione stabile. Fra 37mila e 40mila casi siamo su una situazione stabile, sono piccole variazioni»​.

 

Ore 9.10 Pregliasco: siamo sul plateau, calo casi tra una settimana Quando vedremo il picco dei casi di Covid-19 in Italia? «Non ci sarà un picco: grazie alle misure adottate e al lockdown progressivo nelle regioni rosse e arancioni ad oggi stiamo vedendo un incremento non più esponenziale ma lineare. E se le cose andranno avanti così, ci aspettiamo un calo per la prossima settimana». Lo ha affermato all'Adnkronos Salute il virologo dell'Università degli Studi di Milano Fabrizio Pregliasco, che invita comunque a non abbassare l'attenzione. «Più lavoriamo bene adesso - spiega - più saremo sereni a Natale». Quanto alle pressioni per allentare le misure nelle regioni che hanno adottato quelle più rigide per prime, «penso che forse nelle prossime settimane potrebbe essere avviato un allentamento nelle province meno colpite. Ma ritengo sia opportuno assumere una decisione univoca e condivisa su questo tema, in modo da non generare incomprensioni», continua Pregliasco.

 

«Ritengo comunque che l'obbligo dell'uso delle mascherine anche all'aperto vada mantenuto almeno fino a Natale: insieme a igiene e distanziamento è infatti un'arma importante per ostacolare la diffusione del virus». Quanto alle speranze suscitate dagli ultimi annunci sui vaccini in sperimentazione, «si tratta di dati interessanti. Ma dobbiamo avere ben chiaro che questi vaccini non sono stati ancora autorizzati, e che per vedere gli effetti delle vaccinazioni dovremo aspettare dei mesi», conclude Pregliasco. (

 

Ore 8.55 In Russia 442 morti, mai così tanti in un giorno In Russia nelle ultime 24 ore sono state accertate 442 morti provocate dal Covid-19: si tratta del numero massimo di decessi finora registrato in un solo giorno dall'inizio dell'epidemia. Lo riporta il centro operativo nazionale anti-coronavirus. Il totale delle vittime del virus Sars-Cov-2 in Russia, stando ai dati ufficiali, sale così a 33.931. Nel corso dell'ultima giornata nel Paese sono stati registrati 22.410 nuovi casi di coronavirus, di cui 5.882 a Mosca. I contagi accertati in Russia sono in totale 1.971.013. (

 

Ore 8.40 Francia, Veran: iniziata decrescita dell'epidemia Il ministro francese della Salute, Olivier Véran, ha dichiarato questa mattina che «abbiamo cominciato la decrescita dell'epidemia». Intervistato da BFM-TV-RMC, Véran ha aggiunto di voler permettere ai francesi «di passare Natale in famiglia», ma non può ancora «fornire una data per la fine del lockdown».

 

Ore 8.30 Magrini: vaccino a metà gennaio «Gli studi fino a qui condotti dopo due-tre mesi di sperimentazione allargata sull'uomo indicano che i vaccini riescono a prevenire il contagio e quindi la malattia. E la risposta anticorpale generata è a livelli elevati in tutte le fasce di età». Lo afferma a 'La Stampà Nicola Magrini, direttore generale dell'Aifa, spiegando che un contratto di acquisto con Moderna ancora non c'è. «Ma se non lo fa l'Europa siamo già pronti a farlo noi». «I dati comunicati da Moderna sono più esaustivi dell'annuncio di Pfizer della scorsa settimana. E i dati ci dicono che sui quindicimila volontari ai quali è stato somministrato il vaccino solamente 5 hanno contratto l'infezione contro i 90 malati che si sono registrati tra gli altri 15 mila, ai quali era stato somministrato un semplice placebo. Ho potuto intravedere anche i dati della Pfizer e devo dire che sono analoghi a quelli di Moderna».

 

Ma quando potremo dire che saremo usciti dal tunnel? «Quando almeno il 70% delle persone sarà stata immunizzata, la soglia minima che serve a raggiungere la cosiddetta immunità di gregge che impedisce al virus di circolare. Ma sarà un'operazione lunga e difficile, perché parliamo di vaccinare almeno 40 se non 50 milioni di italiani. E per ottenere una piena immunizzazione per tutti e tre i vaccini in fase avanzata di sperimentazione, i due già menzionati più quello di AstraZeneca, servirà un richiamo a distanza di 3 settimane. Quattro nel caso di Moderna. Solo il vaccino dell'americana Merk Sharp & Dohme richiede una sola somministrazione, ma non arriverà prima dell'estate prossima».

 

Con la prima dose si resta esposti al virus come prima? «No, perché dopo i primi 10-14 giorni si genera una prima barriera anticorpale che viene poi rafforzata dalla seconda dose». Quanto ci vorrà per arrivare all'approvazione dei magnifici tre? «Per metà dicembre mi aspetto che tutti e tre possano consegnare i dossier con i dati completi per avviare la valutazione da parte dell'Ema, l'Agenzia europea del farmaco. Qualche settimana per completare la revisione dei dati sarà necessaria, ma per metà gennaio potremmo arrivare a una valutazione comparativa di tutti e tre in modo da averli contemporaneamente a disposizione». Con Moderna «l'Europa deve ancora firmare l'accordo, che invece è stato sottoscritto con Pfizer per l'acquisto di 3,4 milioni di dosi, mentre con AstraZeneca c'è un contratto europeo per l'acquisto di 400 milioni di dosi, 49 destinate all'Italia. Con Moderna se l'accordo non lo fa l'Europa lo faremo comunque noi. Abbiamo già avuto contatti con il loro quartier generale».

 

Chi inizieremo a vaccinare? «Cominceremo dal personale sanitario, perché vogliamo che i nostri ospedali continuino a funzionare. Contemporaneamente somministreremo i vaccini agli anziani delle Rsa e alle forze dell'ordine. Poi passeremo ai granai anziani, anche se dobbiamo ancora decidere se conterà soltanto l'età o anche la presenza di altre patologie gravi. Via via sarà poi il turno di tutti gli altri. Diciamo che entro il 2021 potremmo aver coperto l'intera popolazione». «Si sta già lavorando a un piano. Con il vaccino di Pfizer che deve essere conservato a meno 70° serviranno consegne periodiche e frequenti. Per gli altri due basterà utilizzare i mezzi di cui già disponiamo perché non hanno bisogno di una catena del freddo così rigida. Poi bisognerà mobilitare tutti i centri vaccinali, otre che medici di famiglia e pediatri, ai quali dovrebbe competere anche il compito di individuare i pazienti fragili che hanno la precedenza». 

Ultimo aggiornamento: 19:03 © RIPRODUZIONE RISERVATA