Covid in Gran Bretagna, una "sottovariante Delta" dietro il nuovo boom di casi: «10% più contagiosa»

Il governo Johnson resta ottimista, gli esperti scientifici molto meno: «I vaccini da soli potrebbero non bastare»

Martedì 19 Ottobre 2021
Covid in Gran Bretagna, una sottovariante Delta dietro il boom di casi. Via alla terza dose per over 50 e fragili

Covid, ci sarebbe una sottovariante Delta dietro l'aumento esponenziale dei casi delle ultime settimane in Gran Bretagna. Nella giornata di ieri si è registrato un nuovo picco che non avveniva da metà luglio, con 49.156 nuovi contagi su circa un milione di tamponi tra molecolari e antigenici. La pressione ospedaliera, per merito dei vaccini, resta però al di sotto della soglia critica e per questo si sta già programmando la terza dose per alcune categorie specifiche.

 

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Covid in Gran Bretagna, la sottovariante Delta

Sarebbe una sottovariante di Delta, la AY.4.2, la responsabile del nuovo boom di casi in Gran Bretagna. Come scrive Simone Pierini per Il Messaggero, le autorità sanitarie e gli esperti scientifici del Regno Unito sospettano che questa sottovariante possa essere fino al 10% più contagiosa della variante Delta 'originale', approdata nel Paese dall'India. La stessa variante Delta, infatti, è mutata almeno due volte da quando è arrivata in Gran Bretagna e si stima che la nuova sottovariante riguardi all'incirca l'8% dei nuovi casi accertati nelle ultime settimane.

 

Covid, in Gran Bretagna tasso di nuovi contagi record

I dati, nonostante l'efficacia dei vaccini, preoccupano non poco le autorità sanitarie locali e internazionali. Anthony Costello, ex direttore dell'Oms, ha pubblicato una lista dei primi 15 Paesi con il maggior numero di contagi giornalieri. Il Regno Unito ha il primato del tasso di nuovi contagi e con i 49.156 casi di ieri supera nettamente sia la Russia (34.325 nuovi casi) e la Turchia (29.240). Costello ha anche puntato il dito contro le autorità britanniche: «Abbiamo ancora un terzo della popolazione non vaccinato, in Cina il tasso di mortalità è pari a tre per ogni milione di abitanti, da noi siamo a 2.028 per milione ma tutti tacciono».

 

Covid in Gran Bretagna, l'efficacia dei vaccini e la terza dose

Nonostante l'aumento di casi, la pressione ospedaliera resta sotto il livello di guardia. I ricoveri, a ieri, sono circa 7mila, mentre i decessi nelle ultime 24 ore sono 45. Il governo Johnson ha ammesso di aspettarsi un inverno «impegnativo» e, in assenza di restrizioni particolarmente dure, ci si aspetta un nuovo impulso da parte dei vaccini. Da oggi sarà possibile prenotare la terza dose per tutti gli over 50 e gli over 16 più fragili.

 

Covid in Gran Bretagna, ricoveri sotto controllo

Dal canto suo, il governo Johnson ha fatto il punto della situazione tramite il portavoce del premier: «Teniamo i dati sotto stretta osservazione ogni giorno, un aumento dei contagi era ampiamente previsto sin dalla riapertura generalizzata del 19 luglio, che era necessaria. L'impatto dei nuovi casi su ricoveri e decessi rimane inferiore alle passate ondate e su livelli che ci aspettavamo, la nostra principale difesa restano i vaccini».

 

Covid, l'epidemiologo: «Situazione preoccupante»

Se il governo di Boris Johnson non sembra turbato dall'aumento dei casi, altrettanto non si può dire degli esperti sanitari. L'epidemiologo Andrew Haymward, membro del Sage (l'ente omologo al nostro Cts che fornisce consulenza scientifica all'Esecutivo britannico), usa ben altre parole: «Un tasso di contagi così alto, specialmente rispetto agli altri Paesi europei, è preoccupante. Non possiamo escludere una nuova, forte pressione sugli ospedali, né che la barriera immunitaria dei vaccinati possa indebolirsi col tempo. Dobbiamo affrettarci con le terze dosi per i più vulnerabili ma anche prepararci a nuove limitazioni se la curva dovesse rimanere esponenziale».

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