Decreto rilancio, dagli autonomi alla cig così scattano i sostegni

Mercoledì 20 Maggio 2020
Decreto rilancio, dagli autonomi alla cig così scattano i sostegni

Il testo del decreto Rilancio, firmato dal presidente della Repubblica, è finalmente arrivato in Gazzetta ufficiale e dunque sono in vigore i ben 266 articoli che lo compongono. Risultano quindi impegnati i 55 miliardi di dotazione finanziaria. Ecco come scattano i sostegni.

Autonomi, seconda rata in automatico
Per la mensilità di aprile, che però sarà versata nei prossimi giorni e dunque a maggio, l’erogazione dei 600 euro a commercianti, artigiani, collaboratori e altre categorie di lavoratori sarà quasi automatica: l’Inps ripeterà il pagamento a coloro che avevano già fatto domanda per marzo. Dunque nessun adempimento da parte degli interessati. Per la mensilità di maggio la situazione è destinata a cambiare: commercianti e artigiani usciranno da questo “canale” (in quanto ammessi ai ristori per le piccole imprese) mentre le altre categorie potranno percepire anche 1.000 euro a fronte però di un effettivo calo dei ricavi o redditi.

Con il reddito di emergenza fino a 800 euro
Due quote da quattrocento euro, che possono aumentare in base alla composizione del nucleo familiare fino a un massimo di 800 ciascuna. È l’importo del reddito di emergenza (Rem). Spetta ai nuclei familiari che hanno un patrimonio mobiliare non superiore ai 10 mila euro (incrementati di 5.000 per ogni componente aggiuntivo fino ad un massimo di 20 mila euro), un indicatore di situazione economica equivalente (Isee) non superiore a 15 mila euro e un reddito familiare non superiore all’importo stesso del Rem. Il sussidio è destinato alle persone non raggiunte da altre forme di sostegno e prevede un tetto di spesa fissato a 955 milioni.

Cig, 10 miliardi e procedure accelerate 
Nel decreto ci sono altri 10 miliardi destinati ai vari ammortizzatori sociali, cassa integrazione ordinaria e in deroga. Ma soprattutto l’esecutivo punta a velocizzare le procedure, che si sono rivelate lente in particolare per quanto riguarda la Cig in deroga gestita dalle Ragioni: un’apposita norma prevede che l’Inps possa anticipare il 40 per cento di questa somma. Inoltre sono previsti altri meccanismi tra cui l’erogazione diretta su richiesta del datore di lavoro, con tempi di erogazione definiti in anticipo.

Piccole aziende, ristori per il calo del fatturato
Dovrebbero arrivare agli interessati nel mese di giugno: direttamente sul conto corrente con un bonifico dell’Agenzia delle Entrate. Sono i contributi a fondo perduto per le piccole imprese, con fatturato fino a 5 milioni di euro. L’erogazione è riservata a chi ha avuto ad aprile di quest’anno un calo del fatturato di almeno il 33% rispetto ad aprile 2019. L’importo riconosciuto andrà dal 10 e al 20 per cento della riduzione di ricavi, a seconda della dimensione dell’azienda, con un minimo di 1.000 euro per le persone fisiche e 2.000 per le società. 

Per i genitori congedi estesi a luglio
Sono in arrivo 150 milioni per potenziare i centri estivi e contrastare la povertà educativa. Le risorse sono destinate ai Comuni per rafforzare, anche in collaborazione con istituti privati, centri estivi diurni, dei servizi socioeducativi territoriali e dei centri con funzione educativa e ricreativa, durante il periodo estivo. Si tratta di servizi a supporto delle famiglie rivolti ai bambini e ai ragazzi tra i 3 e i 14 anni. Per pagare il centro estivo si potrà anche utilizzare il bonus baby-sitter raddoppiato a 1.200 euro. Viene poi estesa al 30 luglio la possibilità per il genitore lavoratore di usufruire di un congedo straordinario per i figli rimasti a casa con le scuole chiuse.

Alle famiglie 500 euro per le vacanze
I l buono-vacanza per sostenere le ferie degli italiani in strutture turistiche nazionali riguarderà le famiglie con reddito Isee fino a 40 mila euro. L’importo massimo è di 500 euro per famiglia, (300 se i componenti sono 2 e 150 se è uno solo). Le spese vanno sostenute in un’unica soluzione; l’aiuto arriverà per l’80% sotto forma di sconto anticipato dall’esercente (che a sua volta sarà rimborsato dal fisco con uno specifico credito d’imposta) e per il 20% di detrazione in dichiarazione. La misura vale complessivamente ben 1,7 miliardi, ma gli operatori turistici hanno avanzato forti dubbi sulla sua possibile efficacia.

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