L’università mette on-line le “passioni” dei professori

Mercoledì 1 Aprile 2020 di Ilaria MARINACI
Non solo teledidattica e lauree on line. L'Università del Salento su input di Stefano Cristante, professore associato di Sociologia dei Processi culturali e comunicativi ha avviato la produzione di nuovi contenuti multimediali a carattere divulgativo. Oltre al contributo del corso di laurea Dams all'iniziativa del Polo bibliomuseale di Lecce La cultura resta accesa, lanciato nei giorni scorsi, sul canale ufficiale YouTube dell'ateneo è online la nuova rubrica Quarto d'ora accademico con proposte di lettura consigliate per ora dai docenti, ma presto anche da dottorandi e studenti.

Se si pensa che ognuno abbia proposto letture legate al proprio insegnamento, si sbaglia. Molti testi sono stati scelti seguendo le proprie passioni individuali. Per esempio, la botanica Gabriella Piro ha puntato su Dimentica il mio nome di Zero Calcare per inaugurare il progetto. Protagonisti degli altri primi video, poi, sono stati gli storici della filosofia Alessandra Beccarisi (che ha scelto Possessione di Antonia S.Byatt), Maria Cristina Fornari (Tutti gli uomini sono mortali di Simone de Beauvoir) e Fabio Ciracì (Memorie postume di Brás Cubas di Joaquim M. Machado de Assis), la storica della letteratura Beatrice Stasi (La sovrana lettrice di Alan Bennett), la matematica Anna Maria Cherubini (che ha proposto una camminata aleatoria fra diversi libri e generi), la storica dell'antichità Flavia Frisone (Storia delle terre e dei luoghi leggendari di Umberto Eco), lo storico dell'arte Raffaele Casciaro (che si è soffermato sugli affreschi della Basilica di Santa Caterina a Galatina), la biologa Luisa Siculella (L'elogio dell'imperfezione di Rita Levi Montalcini) e l'economista Amedeo Maizza (Io e Brunello di Ezio Rivella).

L'ultimo in ordine di tempo è stato lo storico della letteratura Simone Giorgino che ha parlato di Sono apparso alla Madonna di Carmelo Bene. L'avvio è stato affidato alle donne come omaggio all'affabulazione femminile.
«Al di là dei momenti in cui i docenti insegnano con la teledidattica, ci è parso un modo per presentare una comunità accademica spiega Cristante fatta da tante persone diverse. Visto che, in questo momento di isolamento forzato, condividere le esperienze culturali fa particolarmente bene perché non sono più accessibili a livello fisico, sentire un docente di una materia scientifica che parla di un romanzo oppure uno di una materia umanistica che parla di un saggio scientifico può essere un gancio per avvicinare anche persone esterne all'Università al nostro modo di essere e di interpretare la sensibilità culturale. Non siamo solo un'istituzione, ma siamo anche persone che pensano e traggono dalle più varie fonti, per esempio quelle letterarie, ispirazioni per un lavoro scientifico o che sfruttano le passioni giuste all'interno di un lavoro scientifico».

Si parla tanto, insomma, dell'Università, meno, invece, di chi, giorno dopo giorno, ci lavora dentro. Con questo progetto e l'utilizzo strategico dei nuovi media, si vuol far diventare familiari questi volti.
«È un problema comune a tanti atenei quello di far conoscere i propri animatori prosegue il sociologo e forse questa pandemia ci mette in condizione di dover accelerare su alcune cose precludendoci la presenza fisica. Quindi, vedere chi è appassionato di fumetti o di letteratura anglo-americana e ne sa parlare in un certo modo, ci permette di comunicare anche le persone che compongono la comunità di Unisalento».

Chi ancora non ha mandato il suo contributo è stato sollecitato a farlo e, fra questi, c'è anche il rettore Fabio Pollice che è stato uno degli ispiratori di questa rubrica.
«Lui, come pure tutti noi, la vede anche come un modo per rimanere in contatto, scambiandoci suggestioni e consigli e c'è già qualcuno conclude Cristante che ha dichiarato di voler acquistare un libro, riscoperto grazie a un collega, dopo averlo sottovalutato».

Quarto d'ora accademico: Gli inviti alla lettura
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. Ultimo aggiornamento: 2 Aprile, 22:40 © RIPRODUZIONE RISERVATA