Il dizionario “rinviato” degli illustri salentini

Lunedì 23 Novembre 2020 di Giorgio MANTOVANO

L'ambiziosa idea fu di quattro salentini nati nella prima metà dell'Ottocento. Erano il duca Sigismondo Castromediano, il barone Francesco Casotti, il cavaliere Luigi Maggiulli e il magistrato Luigi Giuseppe De Simone. Furono loro a concepire l'opera e, nel giugno 1879, il tipografo ed editore Leonardo Cisaria pubblicò un manifesto in cui era annunciata la successiva pubblicazione di un Dizionario biografico degli Uomini illustri di Terra d'Otranto, frutto di lunghissime e fastidiose ricerche.


Leonardo Cisaria (1827-1901) era un giornalista e un patriota che aveva subìto la persecuzione borbonica. Con l'Unità d'Italia aveva dato vita nel 1860 al bisettimanale Il Dittatore insieme con Salvatore Morelli e, l'anno successivo, aveva dato alle stampe il settimanale Il Salentino, a cui faceva seguito, due anni dopo, un periodico dal nome battagliero, Il Propugnatore.


Attorno a sè, Cisaria aveva raccolto alcuni nomi famosi di patrioti e politici di Terra d'Otranto, quali Gioacchino Stampacchia, Gaetano Brunetti, Giuseppe Romano, Giuseppe Libertini, ma anche letterati e storici come Luigi Giuseppe De Simone, Francesco Prudenzano, Pietro Palumbo e altri. Era una stagione di straordinario fermento culturale, di accese polemiche e discussioni, con contrapposte prese di posizione di fronte ai mille problemi nati dall'unificazione in ogni campo dell'attività pubblica e culturale.


Appena un anno prima, il 10 luglio 1878, aveva visto la luce il primo numero de Il Gazzettino letterario di Lecce, diretto da Luigi Tinelli, docente del liceo classico Palmieri e fervente garibaldino. A quel quindicinale, elegante e impegnato, collaboravano giovani letterati e studiosi destinati a incidere nella vita culturale del tempo, quali Francesco Rubichi, Vincenzo Ampolo, Giuseppe Pellegrino, Cosimo De Giorgi, Pietro Palumbo, Stanislao Sidoti, Francesco Bernardini e altri ancora.


Era questo il vivace contesto in cui il Cisaria e quel gruppo di quattro studiosi, a cui si faceva cenno, avevano disegnato il progetto del Dizionario biografico, che, secondo il manifesto, ...spargerà luce novella sopra la nostra locale letteratura, e farà conoscere meglio ed altrove qual fu la parte che ebbe la Terra d'Otranto nel faticoso sviluppo delle scienze e delle lettere. E siccome il Dizionario non si restringe a narrare dei soli letterati, ma di quanti artisti avemmo, guerrieri, politici, patrioti e di persone, di ogni virtù distinte, renderà questa nostra terra natale più stimata e preclara.


Purtroppo, quella grande iniziativa culturale non andò in porto. Come ha sottolineato il professor Gianni Donno nel saggio introduttivo Identità salentina, identità nazionale: le ragioni di un progetto, non si ha conoscenza delle motivazioni del fallimento dell'impresa. Forse non si raggiunsero le duecento sottoscrizioni necessarie all'editore per avviare l'opera. Da quella data i sei corposi volumi manoscritti dagli studiosi salentini, oggetto di anni di studio, furono custoditi negli scaffali dell'Archivio di Stato di Lecce e consultati occasionalmente.
Solo nel 1999 quell'importantissimo giacimento culturale fu sottratto all'oblìo e riproposto in versione sintetica dall'editore Piero Lacaita per il grande pubblico, con il patrocinio dell'Università di Lecce, Dipartimento di Scienze storiche, filosofiche e geografiche, di Quotidiano e di numerose Amministrazioni provinciali e comunali delle tre province jonico-salentine.


I manoscritti del Dizionario risultano di grandissimo interesse, nonostante diverse lacune e imprecisioni ivi contenute. Sono riportate circa duemila biografie di salentini illustri dall'Età antica sino alla metà dell'Ottocento. Ci si trova di fronte ad una quantità enorme di informazioni e di fonti. Tra queste, periodici di vario genere, dai giornali del tempo a quelli ufficiali del Regno delle due Sicilie, al Poliorama pittoresco, alla Civiltà cattolica, ecc..
Come è facilmente comprensibile, la categoria delle fonti a cui si fa ampio ricorso è quella degli eruditi del Sei-Settecento. Non mancano le fonti di autori classici, soprattutto per quanto riguarda l'età greca e romana: Strabone, Cicerone, Aulo Gellio, Diogene Laerzio, Plinio, Igino l'Astronomo, ecc...


Il professor Donato Valli nel saggio introduttivo Le radici del passato in un'opera aperta verso il futuro, ci ha aiutato a comprendere appieno il valore e, con esso, i limiti dell'ambiziosissimo progetto di quei quattro salentini. La sua utilità, ha detto, è quella di rappresentare un punto di partenza, un dato, una bussola di orientamento, una sorta di work in progress, tale cioè che ogni studioso, per suo conto, è autorizzato ad apportare quelle integrazioni e correzioni alle quali sarà condotto dai suoi studi e conoscenze.


Tra i contributi introduttivi all'opera, di grande interesse appare anche il saggio di Alessandro Laporta, dal titolo Quattro vite parallele di illustri salentini, capace di illuminare le figure del Castromediano, del Maggiulli, del Casotti e del De Simone, contestualizzando le relative pubblicazioni e ricerche, non tralasciando di mettere in evidenza le dure e frequenti critiche mosse dal De Simone nei confronti di altri studiosi, tra cui anche il Casotti e il Maggiulli. Infine, non meno prezioso, anche il contributo del professor Ennio Bonea, dal titolo Il Quotidiano e le origini del progetto Salentini illustri', in cui l'autore ripercorre con dovizia di dettagli il costante impegno dell'allora Quotidiano di Lecce, Brindisi e Taranto (oggi Nuovo Quotidiano di Puglia) nell'illustrare, sin dal 1989, la cultura territoriale del Salento.

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