Dramma al centro per il rimpatrio: trovato senza vita nella sua stanza

Dramma al centro per il rimpatrio: trovato senza vita nella sua stanza
Non c'è stato niente da fare per un giovane immigrato di origine nigeriana, trovato morto nella giornata di ieri all'interno del Centro di permanenza per il rimpatrio di contrada Restinco, alle porte di Brindisi. Secondo le prime ricostruzioni, si tratterebbe di un caso di suicidio.
Il giovane, un ventenne proveniente dalla Nigeria, secondo quanto emerso, si sarebbe tolto la vita nella sua stanza nella notte tra sabato e domenica, a quanto pare impiccandosi.

L'allarme è stato lanciato da altri ospiti presenti all'interno della struttura, accortisi di quanto era avvenuto. Nonostante questo, tuttavia, per il giovane non c'è stato niente da fare. Quando gli operatori di sorveglianza sono intervenuti, non hanno potuto fare altro che constatare la morte del 20enne.
A quanto pare, il ragazzo avrebbe dato segni di sofferenza psicologica, anche se non sarebbe mai stato ricoverato per questo o per altri motivi.

Ma il gesto del 20enne nigeriano non è certamente il primo all'interno della struttura per immigrati di contrada Restinco. Negli anni passati, infatti, sono stati diversi gli episodi di tentativi di suicidio, autolesionismo - per protesta ma anche solo per poter uscire, almeno temporaneamente, dal centro - ed anche rivolte. Di queste ultime, a dire il vero, ce n'è stata più di una ma la più grave resta certamente quella del settembre del 2011, che vide la fuga di oltre sessanta immigrati ed il ferimento di un agente e cinque militari.

Non sono mancati, tuttavia, neanche gli episodi di attacchi dall'esterno. Durante diverse manifestazioni, infatti, gruppi di anarchici lanciavano bombe carta e fumogeni ed incitavano i migranti a ribellarsi e fuggire. Episodi che, in tutti i casi, hanno portato a varie denunce a piede libero.
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Lunedì 3 Giugno 2019 - Ultimo aggiornamento: 08:20