«Sono tranquillo, ho sempre agito soltanto nell'interesse della città»

«Sono tranquillo, ho sempre agito soltanto nell'interesse della città»
«Sono tranquillo, ho agito unicamente per l'interesse della città e del porto, proprio come se si trattasse del porto della mia città». Il presidente dell'Autorità portuale del mare Adriatico meridionale, Ugo Patroni Griffi, si è affidato a due legali, ha letto e riletto le carte e si ritiene sicuro, certissimo, di poter dimostrare la propria estraneità a ogni tipo di accusa nei suoi confronti.
«Il gip ha rigettato la richiesta del pm e si è espresso sul merito delle contestazioni, non solo sulle esigenze cautelari», spiega Patroni Griffi che precisa anche i termini della questione. Sotto la lente dei magistrati e dei militari della guardia di finanza di Brindisi c'è una transazione tra l'ente portuale e il Comune di Brindisi maturata in una riunione a più voci, nell'estate del 2017, al termine della quale cessarono formalmente le ostilità incentrate principalmente sulla recinzione di via del Mare. Vi fu la rinuncia al contenzioso da parte dell'Authority e la revoca di un'ordinanza di sospensione dei lavori emanata dai dirigenti di piazza Matteotti.
«La mia idea era, e resta, quella di collegare il lungomare Regina Margherita e via Del Mare, con la migliore soluzione estetica possibile». Si dice «sorpreso», quindi il presidente, ma sereno.
«Nessuna delle opere in questione è stata realizzata durante il mio mandato, non ho messo un solo mattone. Mi sono solo preoccupato di risolvere la questione nel migliore dei modi. Se poi ci dovessero essere stati degli errori nelle procedure del Comune per revocare l'ordinanza di sospensione dei lavori, come viene sostenuto, questo non è certamente imputabile a me o all'ente che rappresento. Sono sicuro, sicurissimo di non aver commesso alcun tipo di reato, ma di aver sostenuto l'ipotesi di una transazione con il Comune per il bene di Brindisi. Parliamo di accordi fra pubbliche amministrazioni, non vi sono interessi privati, del resto non se ne parla neanche negli atti». Non c'è infatti neppure l'ombra di tangenti, dazioni, favori o interessi nel novero delle accuse al momento attribuite a tredici indagati.
Per due di essi la procura ha ritenuto di invocare l'esecuzione di una misura cautelare: l'arresto ai domiciliari o in alternativa una misura interdittiva di sospensione per un anno dalle proprie funzioni.
I due destinatari sono Patroni Griffi e il dirigente Francesco Di Leverano. Per il momento la vicenda è ferma al no del Tribunale di Brindisi. La questione è tuttavia ancora in fase di discussione dinanzi ai giudici del Riesame di Lecce: sono già state celebrate due udienze, si deciderà il 17 maggio prossimo, ma fino al pronunciamento della Corte di Cassazione non potrà comunque essere data esecuzione a nessun provvedimento.
«Non ho chiesto, né imposto nulla al Comune di Brindisi», specifica Patroni Griffi, respingendo l'accusa di falso per induzione che gli viene riferita: «Subito dopo il mio insediamento ho appreso che la recinzione di via del Mare stava suscitando dei malumori, non era gradita dai cittadini. Abbiamo anche previsto l'utilizzo dei pannelli in plexiglass così come ci era stato richiesto. Non comprendo in quale passaggio possano evidenziarsi comportamenti illeciti da parte mia».
R.Gra.
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Sabato 11 Maggio 2019 - Ultimo aggiornamento: 13:44