Morta la drag queen La Karl du Pigné: il Mario Mieli e la comunità Glbt salutano Andrea Berardicurti

“DNC”. Era uno degli acronimi più amati da Andrea, ovvero "zia Karl", per dire agli amici ma anche ai colleghi del Circolo Mario Mieli con il suo veracissimo accento romano “datti 'na calmata". Ufficio stampa, attivista Glbt, drag queen, selezionatrice all'ingresso della serata cult di Muccassassina, voce e anima di tantissimi Gay Pride, punto di riferimento per chi aveva paura di uscire allo scoperto e aveva bisogno di un "incoraggiamento", di un faro per trovare il proprio vero io: Andrea Berardicurti, ovvero La Karl du Pigné se ne è andato stasera, poco dopo le 22, in un letto dell’ospedale San Giovanni. Aveva 61 anni. Accanto a lui, la sorella, i soci del Mieli, il presidente, Sebastiano Secci, che non lo hanno mai lasciato solo. Anche se lui faceva di tutto per far credere che fosse tutto “ok”. Ha combattuto, con tutte le forze che aveva, e con quell’ironia che lo contraddistingueva.

Le bastava poco per comunicare il suo stato d’animo, anche un’alzata brusca di sopracciglio: non amava la piaggeria e, anzi, andava sempre dritta al dunque, indipendentemente da chi fosse il suo interlocutore. Era entrato al Circolo Mario Mieli alla fine degli anni Ottanta. Prima ancora che nascesse Muccassassina, era già ad animare feste, con quell’effervescenza che le scorreva viva nel sangue. Scelse il nome du Pignè, perché era del Pigneto. Nel 1994 fece parte del gruppo di soci, del Mieli, che organizzarono il primo Gay Pride unitario. Poco meno di un mese fa - il 1° agosto - si era esibito nei Giardini della Filarmonica, a “I solisti del teatro”, durante la settimana del teatro Glbt che aveva organizzato lui stesso. Aveva iniziato a stare male, ma andava avanti, deciso. Ci era riuscito, portando una selezione di più spettacoli in cui aveva incluso anche quella che poi è stata la sua ultima esibizione in pubblico, dal titolo “Recital contro le discriminazioni”.
 
A dare la notizia, oltre al direttore di Muccassassina, Diego Longobardi, lo stesso Circolo di cultura omosessuale, sulla sua pagina Facebook: «Sei e resterai per noi tutte e tutti la colonna del Circolo, l’attivista instancabile e appassionato, la forza, la generosità e l’ironia, l’artista e l’amico amato. Senza di te tutto il Mieli è più solo, tutto il movimento lgbt+ è più solo, Roma è più sola. Ma tu sarai con noi per sempre, dall’alto dei tuoi tacchi, dall’acume della tua intelligenza e umanità, e infine dal carro ideale dei tanti e tanti Pride ti vedremo per sempre. Grazie, Andrea. Grazie, zia Karl». Vladimir Luxuria, appresa la notizia, è scoppiata in lacrime: «Sono distrutta», è riuscita a dire. «Con Karl abbiamo trascorsi anni bellissimi di lotta e gioia vera - ricorda Imma Battaglia - Quella forza ironica e sarcastica ha accompagnato gli anni più importanti e belli della mia vita che ha avuto epilogo nel world Pride del 2000! Lo ricorderò sempre così una drag in lotta! Sono certa che anche in cielo porterà la sua energia e i suoi meravigliosi e artistici travestimenti». 

Domani, giovedì 6, dalle 10 alle 13 sarà allestita la camera ardente presso il Circolo Mario Mieli (via Efeso 2/A), mentre alle 15, sempre al Circolo, l'ultimo momento di saluto.

Dolore social. La sua pagina Facebook è invasa da moltissimi messaggi, di chi l’ha conosciuto, per lavoro, o anche solo entrando a Mucca, una notte. «Ti conosco da più di 10 anni, quando ti convinsi a partecipare a un programma di prima serata per parlare di famiglie e tu, vestito meravigliosamente da drag, in una clip raccontasti cosa fosse per te la famiglia: un posto dove di importante c'era solo l'amore», scrive Dimitri Cocciuti, autore televisivo. «Sei andato via Andrea, con te se ne vanno tanti ricordi di gioventù – scrive Emiliano Raja - con te va via un attivista per i diritti GLBT senza pari, con te se ne va anche la nostra Karl du Pigné, un personaggio incredibile che ha anticipato tutto nel mondo dello spettacolo e dell'animazione en travesti». «Severo con se stesso ed indulgente con gli altri non ha mai fatto sconti agli ipocriti e ai voltagabbana», ricorda Enzo Cursio. «Artista, drag queen, dirigente politico del movimento lgbt, personalità storica del Circolo Mario Mieli - sottolinea Aurelio Mancuso - Karl/Andrea era tante cose e tutte interpretate con ironia, velenosità e favolosità». 

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