I dati del virus: i malati scendono all'8 % ,
altre due zone importanti diventano covid-free

Sabato 9 Maggio 2020 di Fabio Nucci
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PERUGIA L’Umbria non è più la regione “lepre” quanto a tasso di contagio che resta comunque inferiore a uno, confermando che la sua curva epidemiologica continua a scendere. Una questione di casi, diagnosi e sintomi come chiarisce l’Istituto superiore di sanità nell’ultimo bollettino che evidenzia un Rt salito da 0,19 a 0,83: oggi cioè serve più di un malato per contagiare un’altra persona. I contagi restano tuttavia sotto controllo, con un nuovo caso su 1.400 tamponi eseguiti in un giorno e quasi 31mila persone sottoposte a test. C’è un nuovo decesso, col totale salito a 71.
Prosegue la discesa dei ricoveri, col numero dei degenti sceso a 53, sei dei quali in rianimazione; si ridimensiona anche il totale di chi affronta la malattia in isolamento domiciliare: 66 persone (-19). Ne consegue un insieme di 119 malati, pari all’8,5% dei casi certificati, dato che si consolida come il più basso d’Italia dove a lottare contro il virus è ancora il 40,5% dei contagiati. Considerando i clinicamente guariti (61) si arriva a 180 attualmente positivi, 15 in meno rispetto a ieri. «Un andamento dei dati sull’emergenza COVID-19 positivo – evidenzia l’assessore regionale alla Salute, Luca Coletto – che ci fa guardare al futuro con maggior fiducia». Anche grazie al monitoraggio territoriale che la Regione continuerà a svolgere a maggior ragione nella fase due. «Ci mette nelle condizioni di intervenire immediatamente e con efficacia, nel caso in cui fossero individuati eventuali “focolai”. I risultati conseguiti sono merito del grandissimo senso di responsabilità degli umbri e dell’altrettanto importante e scrupoloso lavoro degli addetti del servizio sanitario regionale, ospedaliero e territoriale».
Non deve quindi preoccupare la risalita di Rt, calcolata sui dati regionali dal 19 aprile al 5 maggio, una sorta di versione più dinamica del più noto “R con zero”. “Rt può essere estratto solo fino a 15 giorni nel passato – spiega l’Iss – tenendo conto del fatto che la diagnosi di infezione da SARS-CoV-2 può avvenire anche due o tre settimane dopo l’infezione per via del tempo di incubazione (fino a 14 giorni) e dei tempi intercorsi tra l’inizio dei sintomi, la ricerca di assistenza medica e il completamento dei test di laboratorio». La regione più virtuosa è quindi diventata le Marche, con un tasso di contagio di 0,29 (occorrono più di tre malati per contagiare una quarta persona). Rispetto all’ultimo report (elaborato il 28 aprile) l’Iss ha indagato altre 120 infezioni diagnosticate dai laboratori regionali aggiornando la mappa delle età. Dall’esito di tale analisi emerge una maggior incidenza di casi tra teenagers, ventenni e over 70. La fascia più colpita resta quella 50-59 anni col 23,2% dei casi, mentre in un mese è cresciuta la percentuale tra gli over 80, passata da 7,9 a 9,6.
Quanto alla mappa del contagio, per due comuni “guariti”, Gubbio e Citerna, ce n’è un terzo tornato positivo, Montecastrilli: il totale dei municipi covid-free è salito a 30. L’ultimo deceduto invece è un residente di Stroncone. © RIPRODUZIONE RISERVATA