Cosima e Sabrina, il nuovo lavoro in cella è cucire mascherine anti-covid

Giovedì 14 Maggio 2020
TARANTO - L'attenzione su madre e figlia resta sempre alta. Anche quando Cosima Serrano e Sabrina Misseri, che condividono la loro cella da ergastolane nel carcere di Taranto per l'omicidio della 15enne Sarah Scazzi, decisono di convertire il loro laboratorio di cucito dalla comune biancheria alle mascherine.

Come rivela il settimanale Oggi in un’anticipazione, la riconversione del laboratorio dove svolgono da tempo le loro mansioni, è avvenuta in conseguenza dell'esigenze dettate dall'emergenza sanitaria. Madre e figlia, in carcere dal 2011 per il delitto avvenuto il 26 agosto 2010 ad Avetrana, scontano la condanna definitiva per omicidio in concorso  arrivata nel 2017, quando la Cassazione ha confermato la condanna al carcere a vita emessa in appello.

Secondo la ricostruzione processuale, furono loro in quel torrido pomeriggio estivo a uccidere la piccola Sarah strangolandola con una corda, lo stesso giorno in cui la ragazza era scomparsa da casa. In carcere nell'ambito della stessa tragica vicenda, è finito anche Michele Misseri, marito e padre di Cosima e Sabrina e zio della vittima, accusato dell'occultamento del corpo della nipot in un pozzo. Ultimo aggiornamento: 20:23 © RIPRODUZIONE RISERVATA