Covid nella Serie A, dopo il caso Genoa scoppia il problema falsi negativi. Sileri: «Basta abbracci in campo»

Mercoledì 30 Settembre 2020 di Simone Pierini
Negativi oggi, positivi domani. Quattordici positivi al Covid tra giocatori e staff. Il caso Genoa apre un dibattito che non si limita al protocollo calcio, ai rischi di un nuovo stop del campionato - ipotesi al momento esclusa dal ministro Spadafora - e al rischio contagio tra i calciatori. Il tema è l'incubazione dell'infezione: ovvero il periodo che intercorre tra il momento della trasmissione del virus e l'effettivo riscontro positivo del tampone.

LA CRONOLOGIA. «Tutte le persone che sono salite sull'aereo per Napoli erano negative», ha dichiarato il dg del Genoa Flavio Ricciardella. Mattia Perin risulta positivo sabato mattina, Lasse Schone il giorno seguente. Il ciclo dei tamponi effettuato sul resto della squadra dà esiti negativi e il gruppo parte verso Napoli e disputa regolarmente la partita. Al rientro riparte la nuova giostra di test e il risultato scatena il caos: quattordici positivi, appunto.

CAOS TAMPONI. Per il professor Matteo Bassetti questa «potrebbe rappresentare la Waterloo dei tamponi» perché «possono dare da una parte una falsa patente di negatività e di liberi tutti e dall'altra produrre un esercito di positivi asintomatici». Il virologo Fabrizio Pregliasco ha parlato alla Gazzetta dello Sport della necessità di 72 ore per escludere il contagio. Il viceministro Sileri ha sottolineato che «non è detto che nella fase di incubazione del virus si risulta positivi, bisogna aspettare un periodo che è di 4-6 giorni».

BASTA ABBRACCI. Sileri ha specificato inoltre come «gli abbracci e l'esultanza in campo dovrebbero essere vietati. La distanza deve comunque essere mantenuta. Se da un positivo nella squadra sono diventati quattordici vuol dire che il virus è circolato, che non sono state mantenute le distanze».

I DATI DI IERI. Sotto controllo l'aumento dei casi in Italia con 1.648 nuovi positivi con 90mila tamponi. Sale invece il numero di decessi: ieri 24. La Campania si conferma la regione più colpita e il presidente De Luca ha firmato una nuova ordinanza: divieto di vendita con asporto e di consumo di bevande alcoliche in strada dopo le 22. Le mascherine restano obbligatorie all'aperto così come in Sicilia, nel centro di Genova e Bologna (ma solo nel weekend), e a Ventimiglia al confine con la Francia.

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