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Maturità 2022, come si preparano gli studenti? Dalla "penna benedetta" ai riti portafortuna. Il dress code? Niente shorts e minigonne

Dopo le proteste sul codice di abbigliamento adottato in alcuni istituti, ora sono gli stessi studenti, in vista dell’esame, a imporsi un abbigliamento consono. L’obiettivo è fare una buona impressione agli occhi della commissione. E per “aiutarsi” ancora di più qualcuno farà ricorso anche a riti propiziatori o religiosi. Il sondaggio di Skuola.net su 1.500 maturandi

Maturità, se lo studio non basta: dress code da esame, riti portafortuna, preghiere e santini per portare a casa il diploma
Maturità, se lo studio non basta: dress code da esame, riti portafortuna, preghiere e santini per portare a casa il diploma
4 Minuti di Lettura
Lunedì 20 Giugno 2022, 13:42 - Ultimo aggiornamento: 22 Giugno, 00:11

Santini, riti portafortuna e attenzione anche all'outfit, evitando l'abbigliamento in stile balneare nonostante il caldo. Gli studenti sono pronti a proverle tutte pur di fare buona impressione sulla commissione per la Maturità 2022. Lo afferma un sondaggio di Skuola.net condotto su 1500 maturandi: il 95% considera l'abbigliamento una parte fondamentale per la buona riuscita dell'esame e afferma che rinuncerà a shorts e gonne corte, per adottare un outfit più formale. Non mancheranno scaramanzia e anche spiritualità: 1 su 3 afferma che si affiderà a un "rito portafortuna" e 1 su 4 già pregherà come al solito, mentre 1 su 7 sta riallacciando relazioni diplomatiche con il cielo ai fini del superamento dell’esame.  

 

Il dress code per l'esame: il 95% rinuncia a shorts e gonne corte

Se quest'anno non sono mancate le polemiche sul diritto di indossare shorts e gonne anche a scuola e proteste su codici di abbigliamento varati da alcuni istituti, in occasione degli esami di maturità gli studenti sembrano pronti a fare un passo indietro e a rinunciare a shorts e gonne. Secondo il sondaggio di Skuola.net, Il 56% dei maturandi intervistati si vestirà più elegantemente del solito per gli esami. Un ulteriore 39% farà comunque attenzione a non indossare shorts, gonne corte, ciabatte o infradito e scollature troppo evidenti. Ma il 5% si vestirà normalmente ricorrendo, se necessario, anche ad un look “da spiaggia”. Oltre a prepararsi sui libri, tra i ragazzi c'è chi ha preparato anche l'armadio: il 42% afferma di essersi già fatto un’idea su cosa indossare il giorno di inizio dell’esame, il 36%, non ha fretta ma rivela comunque che ci penserà da qui a poco, non volendo lasciare nulla al caso. Infine il 5% opterà per un outfit “portafortuna”, che “porti bene” alle prove. 

Riti portafortuna e penna "benedetta" 

Ma l'abbigliamento non basta: dai risultati del sondaggio emerge che i ragazzi le proveranno proprio tutte per riuscire a strappare un bel voto alla commissione, compresi riti e portafortuna e chiamando in causa persino la spiritualità. Nel 27% dei casi si tratta per lo più di un accessorio personale come bracciali, anelli o orecchini. Qualcun altro (15%) si affiderà a chissà quale danza o gesto propiziatorio che gli faccia ottenere un buon voto. Uno su 10 porterà un santino alle prove. Ma c’è anche chi si “armerà” di cimeli o doni di famiglia (9%) o userà una penna “benedetta” (7%). Tra le ritualità più curiose c’è pure quella di sedersi vicino al compagno più fortunato, quasi a sperare in un’emanazione di energia positiva (6%) o quella di restare ben saldamente seduto al banco che negli anni di scuola è stato baciato dalla dea bendata (3%).

Dai pellegrinaggi ai fioretti, la "fede ritrovata" per superare l'esame

Secondo il sondaggio, gli studenti mostrano di essere più scaramantici che religiosi. Eppure ci saranno anche quelli che affideranno le sorti dell’esame a preghiere, pellegrinaggi o fioretti: lo ha detto il 24% dei maturandi raggiunti dal sondaggio. Ma non è detto che qualcuno, proprio in vista di questa temuta Maturità, non riesca a rafforzare la propria Fede: come proverà a fare il 16% dei ragazzi, che prevede di pregare più del solito per superare l’imminente ostacolo. Cosa che non farà quel 60% che continua a non credere nell’aiuto “dall’alto”. 

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