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Maturità, a Roma si cercano casseforti per blindare le prove. «Le tracce devono essere protette»

Si parte mercoledì ma a scegliere gli scritti di indirizzo sono le singole scuole

Maturità, a Roma si cercano casseforti per blindare le prove. «Le tracce devono essere protette»
Maturità, a Roma si cercano casseforti per blindare le prove. «Le tracce devono essere protette»
di Camilla Mozzetti
4 Minuti di Lettura
Domenica 19 Giugno 2022, 00:18 - Ultimo aggiornamento: 17:42

Mettere sotto chiave le prove ed assicurarsi che niente e nessuno possa metter mano su quelle tracce che ogni singola commissione sceglierà in vista della seconda prova. L’esame di Maturità torna in presenza e tornano anche gli scritti, ma se sul cosiddetto “tema d’italiano” la parola spetta al ministero dell’Istruzione che il 22 giugno invierà le tracce, sulle seconde prove - versione di latino e compito di matematica ad esempio per licei Classici e Scientifici - saranno i singoli istituti a scegliere cosa far tradurre e cosa far risolvere. Un criterio di autonomia varato a fronte dell’emergenza sanitaria da Covid che comunque comporta per molti dirigenti una preoccupazione: «Toccherà prendere casseforti e lucchetti», dice un dirigente.

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Funzionerà così: da lunedì le commissioni di esame si riuniranno e in vista della seconda prova, attesa per giovedì, ogni scuola sceglierà tre tracce da cui estrarre la mattina dell’esame la prova da far sostenere. «Non possiamo fare altrimenti ma è chiaro che dovremo vigilare attentamente». Da qui la corsa - per chi ancora non ce l’ha - all’acquisto di casseforti o strumenti similari dove inserire le tracce che ovviamente non possono essere portate a casa da un preside o professore. Quel che è certo è che il criterio comporterà una frammentazione «sia sulla difficoltà della versione o del compito di matematica sia sul giudizio. Potranno esserci diversi livelli di difficoltà tra una scuola e l’altra e anche in una stessa scuola considerato il fatto che ogni commissione sceglie la prove per due classe di esame», commenta Cristina Costarelli a capo dell’AssoPresidi del Lazio. Ma così è stato scelto, almeno per quest’anno che «segna comunque - prosegue la Costarelli - un graduale ritorno alla normalità». 

I NUMERI
In tutto i maturandi della Capitale sono 38.375 (51.802 quelli totali nel Lazio), la prima prova verrà scelta dal ministero, le seconde dalle singole commissioni. La percentuale di non ammessi non raggiunge neanche lo 0,1% e per chi dovesse ammalarsi o risultare positivo al Covid-19 nei giorni degli scritti sarà prevista una sessione suppletiva il 6 e il 7 luglio mentre gli orali potranno essere svolti a distanza, ovvero da remoto tramite pc. Negli ultimi giorni alcune defezioni ci sono state sulla composizione delle commissioni di esame dove solo il presidente è membro esterno. «Alcuni presidenti hanno rinunciato - prosegue la presidente dell’AssoPresidi - per ora non ci sono ammanchi e speriamo che anche laddove ci fossero defezioni dell’ultimo minuto di poterle coprire». Sul fronte dispositivi di protezione anche se dal governo è arrivato il “liberi tutti” nelle scuole della Capitale quasi tutti - maturandi e professori - la indosseranno almeno agli scritti. «L’uso delle mascherine - prosegue la Costarelli - è fortemente consigliato anche in ragione di un numero di contagi che negli ultimi giorni è tornato a salire». All’orale i candidati non dovranno portare la “tesina” l’esame «prenderà il via - conclude la numero uno dei presidi laziali - da un materiale scelto dalla commissione e dal quale lo studente prenderà lo spunto per le connessioni interdisciplinari». Infine i risultati: ogni scuola procederà in autonomia, man mano che le commissioni termineranno le verifiche per ogni classe si procederà con la pubblicazione dei risultati.

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